
Riduzione del malessere suscitato dai sintomi, una aderenza terapeutica più efficace e miglioramenti nella gestione degli eventi avversi e nella qualità della vita dei pazienti. Le terapie digitali studiate per il paziente oncologico si assestano su questa non trascurabile gamma di benefeci. È quanto afferma un gruppo di esperti italiani nel campo delle terapie digitali (DTx) nello studio appena pubblicato sulla rivista «Annals of Research in Oncology». Cercando sui vari repertori di studi medici, da PubMed a Google Scholar, da Clinicaltrials.gov a Deutsches Register Klinischer Studien, a siti web di startup sviluppatrici di questi software, i ricercatori hanno messo a fuoco un totale di nove DTx, otto delle quali convalidati dalle autorità di regolamentazione, su un totale di 360 studi clinici dedicati alle DTx. Quello che distingue questi software dalle “comuni” applicazioni sulla salute che abbondano su tutti i dispositivi elettronici, è che le Dtx, contrariamente alle app, devono aver superato gli stessi protocolli di legittimazione che, a livello nazionale e internazionale, sono richiesti per i farmaci. Le DTX sono dispositivi medici evidence-based, in cui il principio attivo è rappresentato da un algoritmo/informazioni software da condividere con il personale sanitario e, in caso di bisogno, utile per allertare il medico per un intervento terapeutico tempestivo. Le DTx incluse nella revisione, si basano su almeno uno studio randomizzato controllato (già pubblicato o in corso) in fase attiva di sviluppo per indicazioni oncologiche.
Si tratta di software vocati alla gestione dello stress cognitivo comportamentale o alla gestione dei sintomi e degli eventi avversi da trattamenti antitumorali. Nella maggior parte dei casi, la qualità della vita, il controllo dell’affaticamento e l’attività fisica/stato prestazionale erano gli endpoint primari degli studi. Lo studio che ha arruolato il maggior numero di pazienti era specificamente mirato al miglioramento del peso della fatica e a ridurre l’incidenza di quest’ultima nelle attività quotidiane. Il meccanismo principale attraverso il quale una DTx ottiene l’effetto terapeutico è tramite l’interazione con i pensieri dei pazienti e la correzione dei comportamenti disfunzionali. Una DTx può funzionare in modalità autonoma o in associazione con farmaci e altre misure terapeutiche attive per la patologia o per la condizione clinica target.
Le tecnologie sanitarie digitali per le persone affette da cancro includono app mobili per alleviare il dolore, l’autogestione o videogiochi progettati per promuovere l’esercizio fisico e l’empowerment mentale nei pazienti oncologici pediatrici. Interventi digitali personalizzati per i pazienti oncologici, con possibilità di fornire diverse modalità di cura di sé come esercizi fisici, yoga, meditazioni di consapevolezza ed esercizi di respirazione, possono supportare terapie antitumorali.
Tutte le DTx comprendono un principio attivo e uno o più eccipienti. Mentre nella farmacologia classica il principio attivo è una molecola chimica o biologica, nelle DTx è l’algoritmo che costituisce l’elemento attivo responsabile dell’effetto clinico. Lo scopo dell’eccipiente nel caso dei farmaci tradizionali è quello di favorire l’assunzione del principio attivo, rendendolo biodisponibile; nel caso delle DTx, consiste nell’introdurre un elemento di gratificazione del paziente o di gioco nelle dinamiche di interazione dell’utente con il sistema, oppure di accesso a moduli di contatto con il medico o con altri pazienti che seguono la stessa indicazione terapeutica.
In fase di sviluppo, la DTx oncologica condivide con le DTx latamente intese un’ampia gamma di condizioni fisiche e comportamentali come diabete, disturbo d’ansia, depressione, insonnia, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, disturbo da uso di sostanze, ipertensione, broncopneumopatia cronica ostruttiva e gestione del trattamento oncologico, vale a dire i sintomi ricorrenti in tutte le malattie croniche. Del resto, secondo un rapporto di sorveglianza globale, la tendenza verso una maggiore sopravvivenza per i pazienti con cancro, sta facendo sì che alcuni tumori diventino sempre più cronici. Una potenziale carenza di servizi oncologici e di forza lavoro, legata all’aumento dell’incidenza del cancro e alla complessità dei trattamenti, ha evidenziato la necessità di nuove strategie per garantire che tutti i pazienti ricevano cure ottimali durante il continuum della malattia, per gestire i sintomi degli effetti collaterali correlati al trattamento. Ed è qui che s’intravede il futuro più promettente per le DTx. Gli obiettivi della gestione sono ottenere miglioramenti non solo nella sopravvivenza globale ma anche nei risultati riportati dai pazienti, come la qualità della vita, meno visite al pronto soccorso e miglioramenti di sintomi auto-riferiti. Infine, poiché il carico totale di nuovi casi di cancro è in aumento e le nuove terapie sono generalmente più costose, sono necessari nuovi approcci, come le DTx, appunto, per una gestione ottimale del paziente che consenta il contenimento dei costi sanitari.