Il cancro al seno si cura correndo

È un dato di fatto che l’attività fisica aiuti a prevenire l’obesità e tutte le malattie croniche, tra cui il cancro. Per l’esattezza diversi tipi di cancro, non ultimo il cancro al seno, il più frequente nelle donne, la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari. Negli USA, tanto per fare un esempio evinto dal Paese dove lo studio scientifico di cui stiamo per parlare è stato eseguito, si contano all’incirca 270 mila nuove diagnosi di tumore del seno e quasi 50 mila decessi ogni anno, stando a una proiezione aggiornata dell’American Cancer Society. In Italia, il report del Registro Tumori AIRTUM 2022 stima nell’anno trascorso circa 55˙700 nuove diagnosi di tumore nelle donne, con un incremento dello 0,5% rispetto al 2020. La mortalità per il 2021 ha toccato i 12˙500 decessi. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è nell’ordine dell’88%.

Ebbene, il fatto relativamente nuovo è che numerosi studi dimostrano che non solo l’attività fisica è ottima per la prevenzione oncologica primaria, ma è anche un valido strumento di affiancamento alle cure, dato che migliora la sopravvivenza dopo la diagnosi. In particolare, è stato rilevato che esiste una sostanza secreta dai muscoli detta miochina in grado di relazionarsi con vari organi per rilasciare il suo effetto antinfiammatorio, una cosa che avviene soltanto quando i muscoli vanno in carico di lavoro. Non è strano, dunque, se tante associazioni di pazienti che si sono ammalate di cancro al seno organizzano regolarmente delle corse non competitive per sensibilizzare la popolazione sull’importanza dell’attività fisica nei riguardi di questo tipo di malattia quasi esclusivamente femminile.

Nello studio apparso di recente sulla rivista «Frontiers of Phisiology» si è cercato di indagare l’effetto delle miochine sulle cellule del cancro al seno e analizzare il meccanismo con cui questi composti esercitano la loro influenza. Si è evidenziato il loro ruolo attivo nel processo inibitore che concorre, insieme con le cure, a silenziare il tumore.

Nello studio in questione, la potenzialità delle miochine è stata studiata in vivo sui ratti da laboratorio. Dopo che agli animali è stato inoculato il cancro al seno, sono stati divisi in modo casuale in due gruppi. Al primo gruppo sono toccate cinque settimane di tapis roulant per circa un’ora al giorno, al secondo gruppo soltanto dei controlli sullo stato di salute e sull’andamento del peso. Per rendere l’esperimento più efficace, il tapis roulant è stato inizialmente fissato allo 0% di pendenza, che in seguito è stata gradualmente aumentata fino al 15%. Lo stesso si è fatto con la velocità, gradualmente aumentata durante le prime 3 settimane. Dal che s’è visto che il gruppo di cavie sottoposte a sforzo fisico ha diminuito la massa tumorale rispetto alla controparte delle inattive, nelle quali il tumore ha fatto il suo corso così come i ricercatori si aspettavano che facesse.

I risultati ottenuti supportano l’ipotesi che il muscolo scheletrico sia in predicato di alterare il comportamento dei tessuti extra muscolari, e che l’atto fisico sia in grado, di per sé, di fornire vantaggi dimostrabili nell’abbattimento della malignità del tumore della mammella.

Secondo i ricercatori che hanno preso parte a questo esperimento, si profila un’interessante applicazione clinica, ovvero che ogni individuo è potenzialmente in grado di trarre beneficio dalle contrazioni dei muscoli in esercizio, indipendentemente dalla condizione di allenamento di partenza e dal suo stato di salute, e stimolare la secrezione dei fattori antiinfiammatori che combattono il cancro. Più nel dettaglio, gli autori ribadiscono che, coerentemente con gli studi epidemiologici e fisiologici che dimostrano un rischio e una progressione attenuati del cancro al seno grazie all’esercizio fisico, i loro risultati supporterebbero il concetto che l’atto stesso della locomozione (ovvero il più basico per l’attivazione della contrazione del muscolo scheletrico) ha un’influenza terapeutica diretta sul cancro al seno.

In conclusione, il vantaggio protettivo dell’esercizio fisico contro il cancro al seno può essere attribuito, almeno in parte, alle miochine rilasciate dalla contrazione del muscolo scheletrico, indipendente da qualsiasi altra azione ormonale. Il rilascio di miochine anticancro è una proprietà insita in ogni contrazione muscolare.