
L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha ufficialmente confermato che l’ideazione suicidaria rappresenta un potenziale effetto collaterale del finasteride, farmaco ampiamente utilizzato per trattare la caduta dei capelli negli uomini e l’ipertrofia prostatica benigna. L’agenzia ha raccomandato ai professionisti sanitari di avvisare i pazienti di interrompere il trattamento e cercare assistenza medica immediata qualora sperimentino cattivo umore, depressione o pensieri suicidi.
Il finasteride – ricordano gli esperti – è un farmaco inibitore dell’enzima 5-alfa reduttasi di tipo II, che agisce riducendo i livelli di diidrotestosterone (DHT) e aumentando quelli di testosterone plasmatico. Viene utilizzato principalmente per tre condizioni mediche:
- alopecia androgenetica: è l’uso più comune tra i giovani uomini; il farmaco blocca il processo di caduta dei capelli e può stimolare la ricrescita da follicoli atrofizzati;
- iperplasia prostatica benigna: riduce l’ingrossamento della prostata, migliorando il flusso urinario e la sintomatologia associata;
- cancro alla prostata: in alcuni casi viene utilizzato per ridurre le dimensioni del tumore, migliorando l’efficacia di chirurgia e terapie.
La storia del farmaco
Prodotto originariamente dalla società farmaceutica Merck, il finasteride è stato introdotto negli Stati Uniti nel 1992 come Proscar per il trattamento dell’ipertrofia prostatica, e successivamente nel 1997 come Propecia per l’alopecia androgenetica. In Italia, la vendita è stata autorizzata nel 1997 per l’uso prostatico e nel 1999 per quello tricologico.
Con la scadenza del brevetto Merck nel 2006, il farmaco è oggi disponibile come equivalente sotto numerosi nomi commerciali italiani, tra cui Finastid, Finestar, Asterid, Genaprost e Prostide.
La conferma del rischio suicidario arriva dopo una revisione europea lanciata nel febbraio scorso dal Comitato per la Valutazione dei Rischi di Farmacovigilanza (PRAC) dell’EMA, su segnalazione della Francia. L’indagine ha analizzato dati da studi clinici, la banca dati europea degli effetti collaterali EudraVigilance, letteratura scientifica e testimonianze di pazienti, familiari e professionisti sanitari.
I numeri emersi sono significativi: EudraVigilance ha registrato 325 casi rilevanti di ideazione suicidaria (313 per finasteride e 13 per dutasteride) considerati probabilmente o possibilmente correlati al trattamento. La maggior parte di questi casi riguardava pazienti trattati per alopecia. Tuttavia, il PRAC ha precisato che questi dati vanno contestualizzati rispetto a un’esposizione stimata di circa 270 milioni di anni-paziente per il finasteride.
Nonostante la conferma del rischio, il comitato ha concluso che i benefici del finasteride continuano a superare i rischi per tutti gli usi approvati. Tuttavia, sono state introdotte nuove misure di sicurezza:
- aggiornamento delle informazioni sul prodotto: le confezioni di finasteride da 1 mg includeranno ora avvertenze sui cambiamenti dell’umore e sui problemi della funzione sessuale che potrebbero contribuire ad alterazioni dell’umore e ideazione suicidaria.
- carta informativa per il paziente: verrà inclusa una scheda nelle confezioni da 1 mg per ricordare ai pazienti questi rischi e il corso d’azione appropriato.
- monitoraggio specifico: i pazienti dovranno essere avvisati di interrompere il trattamento e consultare un medico se sperimentano cambiamenti dell’umore.
Chi è più a rischio
I dati mostrano che la maggior parte dei casi di ideazione suicidaria è stata segnalata in persone che utilizzavano finasteride 1 mg per trattare la caduta dei capelli maschile. Non sono state trovate evidenze che colleghino l’ideazione suicidaria agli spray cutanei a base di finasteride.
L’allarme rappresenta un punto di svolta importante per milioni di uomini che utilizzano questo farmaco, soprattutto giovani che lo assumono per ragioni estetiche. La raccomandazione è chiara: massima attenzione ai segnali di cambiamento dell’umore e immediata consultazione medica in caso di sintomi depressivi o pensieri suicidi.