I nuovi farmaci GLP-1 contro la dipendenza da alcol

L’alcol rappresenta un problema di salute pubblica spesso sottovalutato. Non tutti sanno che è classificato come cancerogeno e che il suo consumo, anche moderato, comporta rischi significativi per la salute. Ma una nuova frontiera terapeutica sta emergendo dal mondo della medicina metabolica: i farmaci che agiscono sulle incretine, già utilizzati per il trattamento dell’obesità e del diabete, mostrano risultati promettenti anche nella riduzione della dipendenza da alcol.

Come spiega il professor Paolo Sbraccia, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna del Policlinico Tor Vergata di Roma,tutte le incretine, sulle quali agiscono i farmaci agonisti, appagano il nostro cervello per ciò che concerne cibo, alcol, fumo, sesso ecc., perché intervengono nelle aree edoniche di rewarding, aumentando la dopamina (il neurotrasmettitore che ha un ruolo chiave nella gestione del piacere e della ricompensa).

Le principali incretine su cui agiscono questi farmaci sono il GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1) e il GIP (Glucose-dependent Insulinotropic Polypeptide). Questi ormoni, prodotti dall’intestino tenue in risposta all’assunzione di cibo, hanno un ruolo cruciale nel modulare i circuiti cerebrali della ricompensa e della gratificazione.

In Italia, la recente approvazione della proposta di legge “Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità” (altrimenti detta legge Pella, dal nome dell’on. Roberto Pella, Presidente Intergruppo parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili, primo firmatario della medesima)  rappresenta una svolta importante: l’obesità è ora riconosciuta come patologia curabile attraverso i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Questa normativa apre scenari inediti anche per il trattamento delle dipendenze.

Se la dipendenza da alcol contribuisce allo sviluppo dell’obesità o si manifesta in pazienti obesi, l’utilizzo dei farmaci che agiscono sulle incretine potrebbe rientrare tra le terapie prescrivibili e “mutuabili” attraverso il Sistema Sanitario Nazionale. Si tratterebbe di un approccio innovativo che affronta simultaneamente due problematiche di salute pubblica spesso interconnesse.

Tuttavia, come precisa Iris Zani, presidente dell’ Associazione Amici Obesi: “L’inserimento nei Lea delle prestazioni per l’obesità non è ancora stato fatto, è uno dei punti di richiesta della legge Pella e da dove riparte la battaglia per il loro ottenimento. La correlazione fra abuso di alcool e l’obesità è sicuramente attestata. Dal nostro punto di vista, sarebbe una beffa se passasse la rimborsabilità per abuso alcool e non per obesità: sarebbe l’ennesima prova di quanto la patologia dell’obesità sia sempre stigmatizzata. Ma la mia convinzione è che nel momento in cui venga dimostrata questa alta efficacia in più ambiti di questi farmaci, più la probabilità che vengano resi rimborsabili abbiamo”.

Nonostante l’esistenza di trattamenti farmacologici approvati per la dipendenza da alcol, questi rimangono drammaticamente sottoutilizzati. Gli esperti sottolineano che meno del 10% dei pazienti con diagnosi di disturbo da uso di alcol riceve mai una terapia farmacologica – una percentuale che sarebbe inaccettabile in qualsiasi altro ambito della medicina.

I farmaci che agiscono sulle incretine, già familiari a molti medici per il trattamento del diabete e dell’obesità, potrebbero rappresentare un’opzione terapeutica più facilmente accessibile e prescrivibile, soprattutto in un contesto di comorbidità metabolica.

Il legame tra alcol e salute è complesso e multifattoriale. L’alcol è un cancerogeno riconosciuto, associato a numerose forme tumorali, e ha effetti negativi sulla salute cognitiva e cerebrale a lungo termine. Tuttavia, la consapevolezza di questi rischi rimane bassa sia tra i pazienti che tra i professionisti sanitari.

L’approccio attraverso i farmaci che agiscono sulle incretine non deve essere visto come una soluzione isolata, ma come parte di una strategia terapeutica più ampia che include counseling, modifiche dello stile di vita e, quando necessario, supporto psicologico specializzato.

La convergenza tra la nuova normativa sui LEA per l’obesità e le evidenze emergenti sull’efficacia dei farmaci GLP-1 nella dipendenza da alcol apre prospettive interessanti per il Sistema Sanitario italiano. Questi farmaci potrebbero diventare uno strumento terapeutico accessibile per una popolazione di pazienti che finora ha avuto limitate opzioni di trattamento farmacologico.

Resta fondamentale che i medici di medicina generale, gli specialisti e i professionisti della salute mentale siano adeguatamente formati sull’uso di questi farmaci e sulla gestione integrata delle dipendenze, per garantire che questa opportunità terapeutica si traduca in un reale beneficio per i pazienti.

La strada è tracciata: ora serve un impegno concreto per tradurre le evidenze scientifiche e le opportunità normative in percorsi di cura accessibili ed efficaci per tutti coloro che lottano contro la dipendenza da alcol.