
C’è qualcosa di profondamente significativo nel fatto che proprio da Pavia, città di antica tradizione medica e universitaria, arrivi una delle più innovative risposte alle disuguaglianze sanitarie del nostro tempo. Il progetto ICaRe, che si è aggiudicato il primo posto nella prestigiosa call di Fondazione Cariplo con un finanziamento di 200mila euro, rappresenta molto più di un semplice studio accademico: è un cambio di paradigma che mette finalmente al centro i più vulnerabili.
La scelta di affrontare “l’intersezionalità delle disuguaglianze in oncologia”, come la definisce la dottoressa Chiara Cassani, responsabile del progetto, segna una svolta coraggiosa. Troppo spesso la ricerca medica procede per compartimenti stagni, perdendo di vista la complessità della condizione umana. ICaRe invece abbraccia una visione olistica, integrando oncologia, linguistica, psicologia e studi di genere in un approccio che riconosce come le barriere all’accesso alle cure siano sempre multidimensionali.
È particolarmente lodevole l’attenzione rivolta a quei gruppi che il sistema sanitario tradizionale fatica ancora a raggiungere: minoranze sessuali e di genere, migranti, anziani, persone con basso livello di istruzione. L’introduzione di un sistema strutturato di raccolta dati su orientamento sessuale e identità di genere rappresenta una prima assoluta in oncologia, un passo necessario per rendere visibile l’invisibile.
La collaborazione tra il Policlinico San Matteo, l’Università di Pavia e istituzioni di eccellenza come l’Istituto Nazionale Tumori di Milano dimostra come la ricerca di qualità nasca sempre dalla condivisione di competenze. Illuminante è poi il coinvolgimento del Dipartimento di Linguistica: riconoscere che anche le parole possono essere barriere o ponti verso la cura è un atto di profonda civiltà.
Il fatto che il team sia composto prevalentemente da giovani ricercatrici aggiunge un ulteriore elemento di speranza. Sono loro che stanno ridisegnando i confini della medicina, con uno sguardo attento alle diversità e alle fragilità che caratterizzano la nostra società.
ICaRe non è solo un progetto di ricerca, ma un manifesto per una sanità che non lasci indietro nessuno. In un’epoca in cui le disuguaglianze sembrano amplificarsi, iniziative come questa ci ricordano che è possibile costruire un sistema più giusto e inclusivo. Pavia ci indica la strada: ora sta a tutti noi seguirla.