
Le morti per cancro associate all’obesità sono aumentate drasticamente negli ultimi due decenni negli Stati Uniti, con un incremento particolarmente marcato tra gli anziani, le donne, gli individui afroamericani non ispanici e le persone che vivono nelle aree rurali. È quanto emerge da uno studio presentato a luglio al congresso annuale della Endocrine Society, ENDO 2025, tenutosi a San Francisco, California. Ma anche in Italia i dati sono allarmanti, con 4 milioni di cittadini obesi e una preoccupante carenza di attenzione da parte dei medici verso gli stili di vita corretti.
“L’obesità è un fattore di rischio ben noto per vari tipi di cancro, ma il suo contributo alla mortalità specifica per tumore nel tempo non è mai stato sistematicamente quantificato”, ha dichiarato il dottor Faizan Ahmed, ricercatore principale dello studio americano presso il Jersey Shore University Medical Center di Neptune City, New Jersey.
I ricercatori hanno analizzato i dati del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) relativi a 33.572 decessi correlati a obesità e cancro. I risultati mostrano che il tasso di mortalità aggiustato per età è gradualmente aumentato da 3,73 per milione nel 1999 a 13,52 per milione nel 2020. “Ciò rappresenta che i tassi di mortalità per cancro legati all’obesità nell’arco di 20 anni sono triplicati: una crescita sorprendente”, ha sottolineato Ahmed. “Si tratta di un incremento maggiore rispetto a quello osservato in molte altre tendenze di mortalità per malattie croniche durante lo stesso periodo. Segnala un onere crescente per la salute pubblica”.
Nel periodo 2018-2020, la variazione percentuale media è stata del +19,4%, con una variazione percentuale annuale media statisticamente significativa del 5,92%.
L’analisi stratificata ha rivelato significative disparità demografiche e geografiche negli Stati Uniti. Il tasso di mortalità aggiustato per età per milione è risultato maggiore nelle donne rispetto agli uomini (7,22 vs 6,59), più elevato nelle persone afroamericane non ispaniche rispetto ai bianchi non ispanici (9,20 vs 7,13), e significativamente superiore negli adulti di età pari o superiore a 65 anni rispetto a quelli di età compresa tra 25 e 64 anni (20,82 vs 3,54). I tassi sono risultati, inoltre, più alti nelle aree rurali rispetto a quelle urbane (9,45 vs 6,40).
Anche l’Italia si trova ad affrontare un’emergenza obesità. Nel nostro Paese questa condizione interessa il 10% degli adulti tra i 18 e i 69 anni, cioè circa 4 milioni e 100mila cittadini. Complessivamente, 17 milioni di italiani sono in sovrappeso. Secondo i dati più recenti, il 33% degli adulti italiani è in sovrappeso e il 10% è obeso, con prevalenze più elevate nelle regioni del Sud e tra le persone in condizioni socioeconomiche svantaggiate.
Il grave eccesso ponderale è un fattore di rischio correlato a 12 diversi tipi di tumore. Secondo il CDC americano e i dati italiani dell’AIOM, questi tumori includono: adenocarcinoma dell’esofago, cancro al seno post-menopausa, tumori del colon-retto, dell’utero, della cistifellea, della parte superiore dello stomaco, dei reni, del fegato, delle ovaie, del pancreas, della tiroide, meningioma e mieloma multiplo. Complessivamente, rappresentano il 40% di tutti i tumori diagnosticati ogni anno sia negli Stati Uniti che in Italia. Si stima che l’eccesso ponderale sia legato a oltre 64.000 decessi ogni anno nel nostro Paese, corrispondenti al 10% circa della mortalità totale.
“Il collegamento tra obesità e mortalità correlata al cancro è spesso sottovalutato”, ha affermato Ahmed durante la presentazione dello studio americano. “I nostri risultati sottolineano la necessità di dare priorità allo screening e alla gestione dell’obesità come parte di una prevenzione oncologica completa. La consulenza ai pazienti sulla gestione del peso dovrebbe essere riconsiderata come una componente critica per ridurre il rischio di cancro a lungo termine”.
Sia lo studio americano che i dati italiani evidenziano come i fattori socioeconomici siano alla base dell’aumento delle morti per cancro legate all’obesità. “Sebbene l’indice di massa corporea sia un fattore contributivo, le disparità nello status socioeconomico, nell’accesso alle cure preventive, nei ritardi diagnostici, nelle esposizioni ambientali e nei fattori culturali giocano probabilmente un ruolo più importante nelle variazioni osservate tra genere e razza”, ha spiegato Ahmed.
In Italia, il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 indica l’obesità come uno dei fenomeni su cui agire prioritariamente. Venendo alla cronaca recente, è dei primi di ottobre 2025 la notizia che la proposta di legge contro l’obesità è stata approvata al Senato. Fra i punti centrali, il riconoscimento dell’obesità come malattia e l’inserimento nei Lea. L’Italia può diventare il primo paese al mondo con una legge mirata sull’obesità.