Lettini abbronzanti: rischio melanoma quasi triplicato e pelle “invecchiata” di decenni

Un importante studio pubblicato il 12 dicembre 2025 su Science Advances rivela che l’uso dei lettini abbronzanti triplica quasi il rischio di melanoma, la forma più letale di tumori della pelle. La ricerca, condotta congiuntamente dall’Università Northwestern di Chicago e dall’Università della California di San Francisco, fornisce per la prima volta prove molecolari dirette di come l’abbronzatura artificiale provochi danni al DNA su quasi tutta la superficie cutanea.

I numeri dello studio

I ricercatori hanno analizzato i dati di 2.932 pazienti con una storia documentata di uso di lettini abbronzanti confrontandoli con 2.925 persone della stessa età che non li avevano mai utilizzati. L’incidenza di melanoma è risultata del 5,1% nel gruppo dei lettini contro il 2,1% dei controlli. L’analisi statistica ha rivelato un rischio aumentato di 2,85 volte, con un chiaro effetto dose-risposta: più sedute equivalgono a maggior rischio.

I pazienti con 10-50 esposizioni mostravano un rischio doppio, mentre chi superava le 200 sedute aveva un rischio otto volte superiore – un numero raggiungibile in soli quattro anni con una seduta settimanale.

La scoperta genetica: pelle “invecchiata” di decenni

La parte più innovativa dello studio riguarda l’analisi genomica. Gli scienziati hanno eseguito il sequenziamento del DNA su 182 melanociti individuali prelevati da 26 donatori, comparando utilizzatori abituali di lettini con non utilizzatori.

Il risultato è allarmante: i giovani tra 30 e 40 anni che usano lettini abbronzanti presentano più mutazioni genetiche nella pelle rispetto a persone tra 70 e 80 anni della popolazione generale. In altre parole, la pelle di chi frequenta i solarium appare geneticamente invecchiata di decenni.

Le cellule della pelle degli utilizzatori di lettini contenevano quasi il doppio delle mutazioni rispetto ai controlli, con una maggiore probabilità di presentare mutazioni associate al melanoma.

Danni diffusi, anche dove il sole non arriva

Un aspetto particolarmente preoccupante emerso dallo studio riguarda la distribuzione dei danni. Tra gli utilizzatori di lettini, il melanoma era più comune in zone con basso danno solare cumulativo rispetto ai non utilizzatori (76,1% contro 61,2%), come la parte bassa della schiena e i glutei – aree normalmente protette dal sole ma esposte nei lettini.

Secondo il professor Pedram Gerami, principale autore dello studio, “nell’esposizione solare naturale, forse il 20% della pelle subisce il maggior danno. Negli utilizzatori di lettini, abbiamo osservato le stesse mutazioni pericolose su quasi l’intera superficie cutanea”.

Smontate le affermazioni dell’industria

Lo studio confuta anche gli argomenti dell’industria dell’abbronzatura artificiale. Sebbene i lettini emettano proporzioni più elevate di raggi UVA rispetto agli UVB, l’irradianza assoluta è simile a quella solare nell’intervallo UVB ma da 10 a 15 volte superiore nell’intervallo UVA, rendendo questi dispositivi tutt’altro che “più sicuri del sole naturale”.

Le implicazioni per la salute pubblica

I ricercatori sottolineano che le mutazioni genetiche sono irreversibili: una volta avvenute, non possono essere eliminate. L’unico modo per ridurre il rischio è limitare l’accumulo di mutazioni evitando le esposizioni prevenibili.

Il professor Gerami, che da vent’anni tratta pazienti con melanoma, ha notato un pattern ricorrente: un numero insolitamente elevato di donne sotto i 50 anni con melanomi multipli che avevano iniziato a usare lettini da adolescenti.

Secondo Gerami, “come minimo, l’abbronzatura indoor dovrebbe essere illegale per i minori”, dato che la maggior parte dei suoi pazienti aveva iniziato da giovane, quando erano più vulnerabili e meno informati sui rischi.

La testimonianza di Heidi Tarr

Lo studio è stato possibile anche grazie a pazienti come Heidi Tarr, 49 anni, che da adolescente frequentava il solarium 2-3 volte a settimana. A 30 anni le fu diagnosticato un melanoma, seguito da anni di controlli frequenti e oltre 15 biopsie aggiuntive. Tarr ha donato campioni di pelle per la ricerca, dichiarando: “Se quello che è successo alla mia pelle può aiutare altri a comprendere i rischi reali dei lettini abbronzanti, allora ha un senso”.

 

Riferimento scientifico: Gerami P, Tandukar B, et al. “Molecular effects of indoor tanning”. Science Advances, 12 dicembre 2025. DOI: 10.1126/sciadv.ady4878