L’ospedale a casa del paziente

Il paziente affetto da tumore solido, con malattia in fase avanzata o metastatica e in cura in terapia orale. È questo l’identikit del malato tipo cui è rivolto OncoHome, un progetto di cure domiciliari e di teleassistenza. Il progetto è stato sviluppato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) insieme all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano (HSR) e all’ASST di Cremona e col patrocinio di AIOM, Associazione Italiana Oncologi Medici.

«Oggi è prioritario garantire ai pazienti oncologici le terapie necessarie, com’è sempre stato, ma al contempo, adottare tutte le misure indispensabili per proteggerli da Covid-19 – spiega Marco Votta, Presidente INT di Milano – OncoHome è la giusta strategia per portare l’ospedale a casa dei malati, garantendo tutta l’assistenza di cui necessitano attraverso le visite a domicilio».

«OncoHome è un progetto apripista per una modalità assistenziale diversa da attuare sul territorio – aggiunge Filippo de Braud, Direttore del Dipartimento e della Divisione di Oncologia Medica ed Ematologia INT – L’obiettivo è di ridurre del 50% gli accessi in ospedale e di proteggere di conseguenza i pazienti oncologici dal rischio di infezione, fornendo loro lo stesso livello di cure che riceverebbero in ambito ospedaliero. I dati che raccoglieremo ci permetteranno di valutare la possibilità di creare un network di assistenza a livello nazionale».

OncoHome prevede al momento il coinvolgimento di 300 pazienti, assistiti dalle tre strutture ospedaliere: 100 sono seguiti da INT, 100 dall’Ospedale San Raffaele e 100 dall’Ospedale di Cremona. «L’analisi delle cartelle cliniche ci ha permesso di identificare i pazienti oncologici che possono essere seguiti in teleassistenza (circa i 2/3 del totale) e quelli invece che necessitano di controlli a domicilio – aggiunge Giuseppe Procopio, Responsabile Struttura Semplice Oncologia Medica Genito-urinaria INT – Va chiarito però che non si tratta di assistenza domiciliare di malati terminali. La differenza è sostanziale. Nell’ambito del Progetto OncoHome i pazienti non ricevono cure palliative, ma vere e proprie terapie oncologiche».

I farmaci vengono preparati dalla Farmacia ospedaliera e inviati a domicilio nel caso dei pazienti seguiti in teleassistenza, oppure consegnati direttamente se è stata attivata l’assistenza domiciliare. «Il team è composto da un infermiere e da un medico oncologo che si recano a casa del paziente una volta alla settimana, separatamente – aggiunge Valentina Guadalupi, Oncologa Struttura Semplice Oncologia Medica Genito-urinaria INT – Sono visite articolate, che prevedono l’esame obiettivo del paziente, la rilevazione dei parametri vitali, le eventuali medicazioni e se necessario, anche l’educazione del paziente e del familiare alla gestione degli effetti collaterali legati all’assunzione del farmaco. È stato inoltre attivato un numero dedicato, in caso di urgenze, oppure dubbi».

Il servizio medico-sanitario OncoHome permette di deospedalizzare l’assistenza e le cure oncologiche con un impatto psicologico positivo sul paziente, che si sente accudito e al sicuro a casa propria in un momento di forte difficoltà come quello che stiamo vivendo. Grazie al supporto della telemedicina, che consente di abbattere le distanze medico-paziente, si instaura un rapporto integrativo diretto tra il territorio ed i centri specializzati.

La gestione territoriale dei pazienti oncologici è una delle problematiche che più si renderanno importanti nel futuro, in considerazione del sempre maggior numero di pazienti che cronicizzano la malattia e che possono impiegare trattamenti oncologici orali o sottocute che, di per sé, non richiedono la necessità di una somministrazione ospedaliera. «Il progetto OncoHome rappresenta uno dei primi esempi di utilizzazione degli strumenti informatici e di una nuova modalità di somministrazione dei farmaci per il paziente oncologico – è il parere di Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM e Responsabile Oncologia Medica Humanitas Gavazzeni Bergamo –per limitare il numero dei suoi accessi alle strutture Ospedaliere».

Si cerca così di creare una nuova realtà, l’Oncologia territoriale, in cui il paziente mantiene il contatto con la Struttura che lo ha in cura, anche attraverso l’accesso a domicilio del medico oncologo e dell’infermiere. Il livello di innovazione di tale progetto potrebbe, nel tempo, cambiare radicalmente la modalità di gestione dei pazienti oncologici, a tutto vantaggio di una maggiore sicurezza e di una riduzione degli spostamenti.

Il Progetto Pilota OncoHome è stato reso possibile grazie a una campagna di raccolta fondi cui hanno contribuito numerose aziende e associazioni. I contributi raccolti serviranno a sostenere le attività di assistenza e cura del progetto.