Un ponte fra la politica e la pratica clinica

Le disparità nell’assistenza oncologica all’interno dei paesi europei sono una priorità assoluta. Per ogni donna che in Svezia ha una probabilità di sopravvivenza dell’86%, ce n’è un’altra appena oltre il Mar Baltico in Lettonia e Lituania le cui possibilità di sopravvivenza scendono rispettivamente al 69% e al 66%, come ricorda l’European Cancer Patient Coalition (ECPC), lamentando che ciò accade perché i piani nazionali contro il cancro mancano del giusto coordinamento fra gli Stati membri. Disuguaglianze che possono essere affrontate e superate se si aumenta l’accesso dei pazienti alle informazioni aggiornate, se si diminuisce la variabilità nei tassi di screening, se si persegue la parità di accesso ai trattamenti contro il cancro e ai servizi di riabilitazione; infine, se si riducono i deficit fiscali e di governance della pianificazione sanitaria. È questa, in estrema sintesi, la policy che l’ECPC, sta adottando da tempo e che ora è in procinto di raccontare in un webinar prossimo venturo (il 29 giugno 2022) in cui presenterà il frutto di tanti anni di lavoro collegiale pronto a materializzarsi sotto forma di una guida alla sopravvivenza per il paziente oncologico. La guida è stata redatta in collaborazione con la Società Internazionale di Psico-Oncologia (IPOS). Essa è disponibile in oltre dieci lingue e si vanta di essere un’utile fonte di informazioni sulla prevenzione e sull’individuazione delle recidive del cancro e di nuovi tumori primari. Inoltre, essa fornisce un elenco ragionato dei gruppi di supporto ai pazienti e sul ruolo che rivestono gli operatori sanitari nella fornitura dei servizi. Nell’animo dei promotori, la guida è destinata a colmare un divario. Quello che sussiste fra l’oncologo e il medico di famiglia e che ancora impedisce alla persona malata di cancro di porre le domande giuste a una squadra di lavoro che spesso è assente perché, appunto, pecca di coordinamento. La guida alla sopravvivenza è un ottimo richiamo del fatto che serve un ponte per colmare il divario fra la politica sul cancro e la pratica clinica. A questo proposito, l’ECPC parla di 20 milioni di buone ragioni per colmare questo divario, tante quanti sono i pazienti europei che hanno impattato in una diagnosi di cancro e sono sopravvissuti.