Terza dose al via

Vaccini Covid-19, terza dose al via all’ospedale Villa Pineta (Modena). Anche qui l’adesione ha sfiorato l’80%. Tutte le operazioni sono state eseguite da una squadra di vaccinatori interni. «Con la fiducia in scienza e nei vaccini, Villa Pineta guarda al futuro garantendo al contempo le prestazioni sanitarie ordinarie e ambulatoriali».

S’intensifica e si accelera un po’ ovunque la campagna di vaccinazione in coincidenza con la quarta ondata di contagi. Contro la nuova diffusione del COVID-19 la risposta rimane il vaccino e la somministrazione della terza dose per chi è scoperto da più di cinque mesi.
Elevata e condivisa l’adesione ai vaccini del personale sanitario negli ospedali e delle RSA. Da metà novembre gli uni e gli altri hanno ricevuto la dose “booster” Pfizer.
La massiccia adesione fra il personale sanitario al richiamo vaccinale è un segnale di fiducia ma anche uno stimolo utile a sensibilizzare tutta la popolazione a sottoporsi alla terza dose.
Una scelta ancora più significativa in territori già duramente colpiti dalla pandemia nel corso delle precedenti ondate e che, grazie alla prevenzione vaccinale, in una situazione come quella attuale di aumento dei casi, arriverebbe con un sistema immunitario più preparato ad evitare le conseguenze, spesso gravi e a lungo termine, legate alla malattia da Sars-Cov2.
Tutti i giorni, nei reparti di riabilitazione respiratoria degli ospedali, si registra l’arrivo di decine di pazienti colpiti ai polmoni dalle conseguenze di questa insidiosa malattia. Non è possibile abbassare la guardia contro un nemico invisibile ma che continua a generare nuovi contagi e gravi problematiche di salute.
È confortante vedere che i medici e i paramedici si accingono a curare di nuovo i pazienti Covid non prima di aver dato il buon esempio facendosi vaccinare.
Sappiamo che i sanitari non sono gli unici fra le categorie a contatto con il pubblico che stanno dando il buon esempio. La stessa voglia di mettersi al passo con le indicazioni ministeriali, frutto delle evidenze scientifiche aggiornate, si avverte fra tutte le categorie professionali di pubblico servizio. Accade fra gli insegnanti e i rappresentanti delle forze dell’ordine. Per questi ultimi il “sacrificio” potrebbe essere odioso, se poi, nei fine settimana, si trovano a dover contenere manifestazioni di protesta, spesso prive delle necessarie autorizzazioni, da parte dei cosiddetti no-green pass.
Fra le fila di questi ultimi si scopre, a ogni giorno che passa, che alligano mestatori di professione, gente mossa da ragioni di opportunismo politico più che da una vera convinzione, frutto di un convincimento elaborato con onestà intellettuale. Infatti, le cronache hanno sovente evidenziato che fra i più facinorosi, fra coloro che hanno dimostrato di poter prendere a testate i giornalisti che li seguono per ragioni di lavoro, figurano personaggi noti alle forze dell’ordine come appartenenti a gruppi di estrema destra e di estrema sinistra con più di una pendenza con la Giustizia. Una rivolta bipartisan, quella contro il vaccino e il gran pass, nel senso che viene dalle frange più estremiste ed emarginate della società.
Viene da gente che non ha a cuore la salute collettiva. Gente pe la quale i soggetti più fragili come i malati oncologici, che rischiano le peggiori conseguenze anche da vaccinati di fronte al dilagare del virus, non rientrano nel novero delle loro preoccupazioni. Neppure di striscio.