
Il 18 novembre è il giorno di #ItsAboutTime. Nell’ambito della Giornata mondiale della lotta contro il tumore al pancreas, istituita nel 2014 con l’obiettivo di richiamare l’attenzione su questa patologia poco conosciuta, #ItsAboutTime è una campagna che agisce su più fronti. A dire dei promotori, è arrivato il momento di conoscere i sintomi ed i fattori di rischio della malattia, di coinvolgere le istituzioni per migliorare le condizioni dei pazienti e di ottenere più fondi per la ricerca.
Secondo il rapporto dell’Associazione Italiana Registri Tumori del 2021, 14300 circa sono le diagnosi all’anno in Italia per tumore al pancreas. Il rapporto sottolinea inoltre che le diagnosi sono in aumento: +3,0% per gli uomini e +3,4% per le donne, in particolare nelle fasce di età ≥70 anni.
Analizzando i dati complessivi dal 2015 ad oggi emerge che l’andamento del tasso di mortalità per malattie neoplastiche come cancro al polmone, stomaco o mammella è decrescente. Per quanto riguarda il pancreas invece i numeri cambiano di poco a dimostrazione del fatto che, per mancanza di fondi, la ricerca per la cura di questo tumore non può che andare a rilento.
È per questo che da tempo le associazioni italiane dei pazienti affetti da tumore al pancreas chiedono a gran voce l’istituzione delle Pancreas Unit, centri selezionati per qualità delle cure e per numero di pazienti trattati che possano garantire una squadra multidisciplinare adeguata e competente per la cura composta da chirurghi, oncologi, endoscopisti, radiologi, radioterapisti, gastroenterologi, patologi, nutrizionisti, psico-oncologi, palliativisti, diabetologi.
Nel 2014, per la cura del tumore della mammella la Conferenza Stato-Regioni istituì le Breast Unit definendo criteri minimi di qualità, in assenza dei quali i centri non sono autorizzati a erogare le cure. Sulla base di quel caso di successo, la richiesta delle associazioni è che in ogni regione siano istituite le Pancreas Unit per consentire ai pazienti di tutto il territorio nazionale di ricevere un equo accesso alle cure: non avere un punto di riferimento a portata di mano rappresenta un costo alto per i cittadini oltre a una disparità nella qualità del trattamento. Basti pensare che la chemioterapia è oggi, insieme alla chirurgia, la più importante arma a disposizione contro il tumore al pancreas ma quest’ultima, in particolare, può essere molto utile ma anche molto dannosa, se l’ospedale non è adeguato. Il rischio più grave, infatti, è proprio la mortalità operatoria che varia da centro a centro, passando da percentuali che vanno dal 2% fino a toccare punte del 25%.
Il cancro del pancreas pur essendo una malattia rara (rappresenta circa il 3% dei tumori maligni in Italia) costituisce la terza causa di morte per tumore perché, nonostante il miglioramento delle cure, è ancora difficile guarire. Per oltre la metà dei pazienti la diagnosi avviene tardivamente, quando la malattia è in stadio metastatico.
Ecco una disamina dei sintomi. Dal dolore nella parte superiore dell’addome al dolore in mezzo alla schiena. La colorazione gialla della pelle e degli occhi (ittero) o prurito, causati da un eccesso di bilirubina (un componente della bile) nel sangue. La perdita di peso immotivata, così come il cambiamento nelle abitudini intestinali: molti pazienti con tumore al pancreas sperimentano diarrea, costipazione o entrambi. In aggiunta, le difficoltà digestive, che possono includere nausea, vomito, diarrea. È comune che il tumore del pancreas causi problemi digestivi perché il pancreas ha un ruolo fondamentale nella digestione dei cibi e nell’assorbimento delle sostanze nutritive.
Tra i fattori di rischio, oltre alle mutazioni genetiche ereditarie (rare), vi è la storia familiare di tumore del pancreas (madre, padre, fratello o figlio che hanno avuto un tumore al pancreas, o un parente di primo grado che ha sviluppato un tumore al pancreas prima dei 50 anni). Il rischio di tumore al pancreas aumenta se c’è una storia di tumore familiare dell’ovaio, della mammella o del colon, o un melanoma familiare. Il tumore al pancreas è più probabile nelle persone affette da un diabete di lunga data (più di cinque anni). Anche una pancreatite può essere un rischio. La pancreatite cronica indica un aumento del rischio di sviluppare il tumore al pancreas. Il rischio è maggiore negli individui con pancreatite ereditaria.
Infine, lo stile di vita. Le persone che fumano hanno due volte più probabilità di sviluppare il tumore al pancreas rispetto ai non fumatori. Le persone obese un rischio maggiore del 20% rispetto ai normopeso e una dieta ricca di carni rosse e lavorate è sicuramente rischiosa. Lo stesso dicasi per l’abuso di alcol. Il rischio è maggiore nelle persone che bevono più di tre bevande alcoliche al giorno.
La possibilità di sviluppare il tumore aumenta con l’età. La maggior parte delle persone con diagnosi di tumore al pancreas ha più di 60 anni.