Infertilità maschile e tumore del seno

Secondo i dati di uno studio inglese appena pubblicato sulla rivista «Breast Cancer Research» (BCR) l’associazione tra infertilità maschile e cancro al seno nella popolazione inglese considerata non sembra casuale, ma, se confermato da ulteriori approfondimenti, potrebbe essere l’indizio di un rapporto di casualità valido per tutti. Lo studio in questione è il primo che cerca di fare chiarezza sull’argomento, finora negletto, vuoi per la bassa esposizione a questo tipo di cancro, statisticamente trascurabile nell’uomo, e vuoi per le difficoltà operative a valutare con esattezza l’infertilità.
Il cancro al seno negli uomini è meno comune che nelle donne e la sua relazione con l’infertilità finora ha avuto poco seguito a livello scientifico. Come ha chiosato Michael E. Jones dell’Institute of Cancer Research di Londra e primo autore dello studio inglese, «le prove presentate nel nostro studio suggeriscono che l’associazione di infertilità e il cancro al seno dovrebbe essere confermata da ulteriori ricerche e in futuro saranno necessarie nuove indagini sui potenziali fattori sottostanti, per esempio gli squilibri ormonali del testosterone». Questo perché la principale secrezione di testosterone negli uomini avviene il testicolo, quindi un potenziale collegamento tra infertilità e il rischio di cancro al seno sarebbe da ricercare nella relazione con gli effetti ormonali provocati dalle anomalie testicolari.
Gli autori dello studio menzionato hanno sottoposto a questionario 1.998 uomini con meno di 80 anni residenti in Inghilterra e Galles, ai quali è stato diagnosticato un cancro al seno. Di questi 112 (5,6%) avevano una diagnosi di infertilità e 383 (19,2%) risultavano senza figli. Il questionario ha indagato i fattori demografici e i potenziali fattori di rischio per il cancro alla mammella, compresi l’infertilità e la presenza/assenza di prole. Viceversa, nel gruppo di controllo, reclutato fra i mariti di uno studio di genere, dei 1.597 uomini selezionati, solo 80 presentavano una diagnosi di infertilità (5%). Nel primo gruppo, il rischio di tumori al seno invasivi (di cellule cancerose frutto di metastasi di un tumore primario maturato altrove) è significativamente associato all’infertilità maschile: 47 soggetti con carcinoma mammario (2,6%), mentre nel gruppo di controllo, solo 22 soggetti sono emersi per infertilità auto-riferita (1,4%) ma senza diagnosi di cancro. Comparando il rischio di tumori al seno invasivi nei due gruppi, la conclusione è stata che il cancro al seno è risultato significativamente (più del doppio) associato all’infertilità maschile.
Secondo i dati raccolti dal Registro Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita curato dall’Istituto Superiore della Sanità, l’infertilità è un problema che riguarda circa il 15% delle coppie italiane e, nel 30-40% dei casi, la causa risiede in problemi che scaturiscono dalla sessualità maschile. L’infertilità viene diagnosticata a seguito di controlli medici, eseguiti per lo più quando la coppia riscontra difficoltà nella procreazione. Ma quante persone, specie negli anni recenti, coincidenti con l’intervallo di tempo considerato dallo studio (tra il 2007 e il 2017) non hanno figli per i più disparati motivi? Senza contare i fattori di rischio che intervengono ad abbassare le capacità riproduttive nell’uomo possono essere legati, oltre a trattamenti oncologici invasivi, come la chemio, al consumo eccessivo di alcol, al tabagismo, a patologie del metabolismo come l’obesità, a malattie epatiche, e non a una mancanza di testosterone per difetto di produzione del medesimo nei testicoli. Tutti fattori, questi, che lo studio in questione ha dovuto “azzerare” per isolare compiutamente l’incidenza dell’infertilità testicolare sul cancro al seno.
E senza contare, come riferiscono gli autori nella discussione del loro studio nazionale, che prima del 1980, meno del 10% delle nascite in Inghilterra e Galles avvenivano al di fuori del matrimonio, ma da allora la proporzione è aumentata al punto che, nel 2000, il 40% delle nascite è avvenuta al di fuori dal matrimonio e, recentemente, questa percentuale si è assestata al 50% circa. Tutto ciò per dire che è tutt’alto che semplice definire l’infertilità maschile in base alla presenza o assenza di figli legittimi all’interno di una coppia.
Per quanto riguarda i difetti organici del liquido seminale, vige una quasi totale ignoranza del problema. Tant’è che gli uomini all’interno della coppia si pongono il problema dell’infertilità solo dopo che il ginecologo ha diagnosticato che il problema sussiste e non è di pertinenza della donna. Se lo studio inglese ha colto nel segno, l’infertilità maschile potrebbe diventare una fonte di ulteriore preoccupazione e di controlli preventivi per il pur raro tumore della mammella maschile.