Fumare fa male, specie sui social

Sigarette con rabbia fumate… diceva Francesco Guccini in una sua canzone dal retrogusto esistenzialista. Passi che l’atteggiamento “maledetto” che traspare da questo verso sia stato un tratto comune fra i giovani fino a metà degli anni Settanta e che ora, cinquant’anni dopo, non lo sia più. Oggi un qualunque atteggiamento positivo nei riguardi dei prodotti del fumo è da considerarsi un attentato contro la salute pubblica. Altro che una cicca via l’altra come immaginava Guccini. Di questi tempi, basta molto meno per essere additati al pubblico ludibrio, per lo meno da chi ha a cuore la salute pubblica. Lo afferma una metanalisi appena pubblicata sulla rivista scientifica «JAMA», secondo la quale tutto ciò che è legato al tabacco se pubblicizzato sui social media induce ad atteggiamenti positivi verso i prodotti e i marchi del tabacco e aumenta la probabilità di iniziare o continuare a fumare. Dato il contesto “social”, a farne le spese sono per lo più gli adolescenti e i giovani adulti.
La ricerca ha incluso 29 studi che hanno coinvolto quasi 140 mila partecipanti, di cui oltre 100 mila adolescenti (72%), circa 20 mila giovani adulti (15%) e circa 18 mila adulti (13%). La metanalisi ha analizzato le dichiarazioni spontanee sul consumo di tabacco recente (ultimi 30 giorni) o passato degli intervistati, oppure la loro suscettibilità a fumare fra chi non lo aveva mai fatto. Il consumo di tabacco comprendeva sigarette tradizionali, sigarette elettroniche e altri prodotti affini.
I partecipanti esposti a contenuti sul tabacco sui social media, rispetto a quelli non esposti, hanno dimostrato probabilità maggiori di ricorrere all’uso di tabacco sia negli ultimi 30 giorni sia prima.
I risultati suggeriscono che le autorità competenti dovrebbero intervenire con una strategia che riduca la quantità di proposizioni sul tabacco nei social media. Interventi di questa fatta sono destinati a ridurre l’esposizione degli adolescenti e dei giovani adulti alle pubblicità sul tabacco, mirate e occulte che siano, così come la loro voglia di fumare.