
La Commissione Europea ha varato un programma aggiornato di screening dei tumori. L’iniziativa è diventata di pubblico dominio dal 20 settembre. Si tratta di un piano strategico, finanziato con fondi europei, per migliorare la lotta ai tumori e garantire che aumenti il numero delle persone negli Stati membri con accesso a screening oncologici organizzati per fasce d’età.
Alla base vi è la convinzione che prima il cancro viene diagnosticato, maggiori sono le possibilità di curarlo. Il 2 marzo 2022 il gruppo dei consulenti scientifici di alto livello ha pubblicato il suo parere scientifico sullo screening dei tumori nell’Unione europea. Dal documento si evince che l’indagine precoce, mediante screening mirati, è lo strumento migliore per sconfiggere il cancro e salvare vite. Già in passato ogni Stato ha adottato politiche di screening. Screening organizzati che hanno garantito a una buona fetta di popolazione il successo dell’indagine precoce in base alle fasce d’età.
Tuttavia, permangono sacche di diseguaglianze. Succede se la popolazione non ha accesso a test con sufficienti garanzie diagnostiche di qualità. Succede quando i database sanitari di uno Stato non aggiornano i dati di popolazione a causa di carenze procedurali o per chissà quale altro limite e quando le strumentazioni diagnostiche diventano obsolete, mostrano limiti tecnologici o non riescono a stare al passo con i tempi suggeriti dalla ricerca scientifica.
Non tutti i tumori sono sensibili allo stesso modo all’indagine precoce. Lo sono il tumore della mammella, del colon retto e della cervice uterina. Il piano europeo di lotta contro il cancro intende garantire che il 90 % della popolazione dell’UE che soddisfa i requisiti per lo screening del carcinoma della mammella, della cervice uterina e del colon-retto abbia la possibilità di sottoporvisi entro il 2025. Nel piano è stata annunciata l’intenzione di valutare la possibilità di applicare lo screening mirato anche ad altri tumori. La Commissione propone di introdurre lo screening del carcinoma prostatico, polmonare e, in determinate condizioni, gastrico. Ecco, in sintesi, cosa la Commissione Europea si sta impegnando a varare. Per maggiori dettagli, cfr. il sito della Commissione Europea:
Estensione dello screening del carcinoma della mammella dalle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni alle donne di età compresa tra i 45 e i 74 anni. Per le donne che presentano una densità mammaria particolarmente elevata la Commissione raccomanda inoltre agli Stati membri di prendere in considerazione misure diagnostiche specifiche, tra cui la tomografia computerizzata a risonanza magnetica nucleare (MRI).
Assegnazione di priorità al test per il papillomavirus umano (HPV) per le donne di età compresa tra i 30 e i 65 anni, ogni 5 anni o più, anziché al pap test, tenuto conto dello stato vaccinale per l’HPV.
Raccomandazione di effettuare test immunochimici fecali per il carcinoma del colon-retto nelle persone di età compresa tra i 50 e i 74 anni, anziché la ricerca del sangue occulto nelle feci, per valutare la necessità di indirizzare i soggetti all’endoscopia/alla colonoscopia di follow-up.
Carcinoma polmonare: la Commissione raccomanda di introdurre uno screening dei fumatori e degli ex fumatori che hanno smesso di fumare negli ultimi 15 anni, di età compresa tra i 50 e i 75 anni e con un’anamnesi di 30 pacchetti-anno (ossia 20 sigarette al giorno per 30 anni).
Carcinoma prostatico: la Commissione propone di introdurre l’analisi dell’antigene prostatico specifico (PSA) – analoga a un’analisi del sangue – per gli uomini fino a 70 anni, in combinazione con una tomografia computerizzata a risonanza magnetica nucleare (MRI) come test di follow-up.
Carcinoma gastrico: nei paesi o nelle regioni all’interno dei paesi che presentano tassi di incidenza e di mortalità elevati per il carcinoma gastrico la Commissione propone di introdurre lo screening del batterio Helicobacter pylori, che può causare ulcere dello stomaco e, in alcuni casi, il carcinoma dello stomaco. La Commissione raccomanda inoltre lo screening delle ulcere precancerose dello stomaco dovute ad altre cause.
Per quanto riguarda gli altri tumori i dati non sono ancora tali da giustificare uno screening della popolazione. Le nuove tecnologie, comprese le analisi del sangue per la diagnosi di tumori multipli, non sono ancora pronte per un uso regolare, ma la ricerca sta progredendo rapidamente e l’UE deve essere pronta a introdurre nuovi metodi, se suffragati da dati.
Fra i vari modi che stanno facendo dell’Unione Europea lo Stato sovrannazionale in cui i cittadini degli Stati membri hanno voglia di riconoscersi, la salute è ormai un punto fermo. Il piano Next Generation EU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza varati durante la pandemia da Covid-19 sono l’esempio più convincente di questa politica che sta mettendo tutti d’accordo.