Primo, non bere alcol

Bere alcol espone al rischio di cancro.  D’altra parte, l’alcol è il terzo fattore di rischio oncologico modificabile dopo il fumo e l’obesità. Una causa accertata di almeno sette tipi di cancro, anche se i più comuni sono a carico di esofago, fegato e seno (nelle donne). Quello che non è ancora chiaro è se i cambiamenti nelle abitudini di bere accrescano o diminuiscano l’incidenza della malattia, se i casi di carcinogenesi indotta dall’alcol potrebbero diventare reversibili in virtù dell’omeostasi fisiologica che si verifica quando si smette di bere.
Indagare l’associazione tra la riduzione, la cessazione o l’aumento del consumo di alcol e lo sviluppo dei tumori correlati è quanto si è prefisso di fare uno studio di coorte effettuato in Corea del Sud e apparso di recente sulla rivista scientifica «Jama Network».
I 4˙513˙746 partecipanti, individui d’età ≥ 40 anni, di cui il 51,5 % uomini, si sono sottoposti a uno screening sanitario nel 2009 e nel 2011, in virtù del quale hanno fornito informazioni sul loro stile di vita, abitudini alcoliche comprese. Per costoro, il follow-up, ovvero il periodo di osservazione, è durato in media 7,7 anni.
Il loro livello di consumo di alcol, dichiarato in risposta a dei questionari, è stato classificato in nessuno (0 g/d al giorno), lieve (<15 g/d, l’equivalente di un bicchiere di vino o qualunque altra dose alcolica), moderato (15-29,9 g/d: due bevande alcoliche) e pesante (≥30 g/d: più di due). Sulla base dei cambiamenti nei livelli di consumo di alcol, è emerso che l’aumento dell’incidenza del cancro correlato all’alcol dipende dalla dose. Così, coloro che sono passati dal non bere a livelli di consumo lievi, moderati o pesanti hanno avuto un rischio associato più elevato rispetto agli astemi. Viceversa, i soggetti partiti da consumi lievi ma che poi hanno smesso di bere hanno registrato un rischio inferiore di cancro rispetto a coloro che non hanno introdotto variazioni nel livello di consumo.
I risultati di questo studio dimostrano che l’aumento di alcol è associato a rischi più elevati per i tumori correlati.  È altresì emerso che le persone che hanno aumentato la dose giornaliera di alcol hanno avuto una maggiore incidenza di tumori specifici e di tutti i tumori in generale, rispetto ai soggetti che hanno mantenuto invariato il consumo. In chi è riuscito ad astenersi dal bere ed è durato nel tempo, l’incidenza di tutti i tumori correlati è calata. Tant’è che la riduzione del consumo di alcol da livelli elevati a moderati a lievi si è associata a un ridotto rischio di cancro specifico e di cancro di tutti i tipi. Del pari, coloro che hanno aumentato il consumo hanno avuto un rischio più alto di tumori correlati, se paragonati a coloro che hanno mantenuto immutato il consumo alcolico.
I ricercatori hanno riscontrato un rischio elevato per tutti i tumori tra i partecipanti che avevano smesso di bere da poco tempo rispetto a quelli che hanno mantenuto invariato il loro tasso alcolico. Una spiegazione di questo fenomeno è correlabile al fatto che, nei primi, lo smettere di bere sarebbe avvenuto troppo tardi. L’idea è che costoro abbiano deciso di azzerare il consumo di alcol a causa dei sintomi e altri effetti avversi già intervenuti a minacciare la loro salute. Tuttavia, nelle analisi dei sottogruppi di persone che hanno effettuato tre misurazioni, i partecipanti che hanno smesso di bere durante lo screening del 2011 e sono rimasti astemi fino allo screening successivo del 2013 hanno mostrato un rischio ridotto rispetto a coloro che hanno mantenuto invariato il loro livello di consumo di alcol. In conclusione, l’ampio studio di coorte coreano ha rilevato che un aumento del consumo di alcol si associa a un’incidenza maggiore di tumori specifici e di tutti i tumori rispetto a livelli di consumo precedenti, mentre un consumo ridotto, a un minor rischio di cancro. Smettere di bere è associabile a un aumento del rischio, ma questo aumento del rischio scompare quando l’abbandono è definitivo. In conclusione, la cessazione e la riduzione del consumo di alcolici dovrebbero essere rafforzate in sede di prevenzione del cancro.