Fibre d’avena, noci, frutta, verdura e legumi

In base alla letteratura scientifica che ha incrociato i dati clinici dei pazienti cardiovascolari e oncologici, è emerso che i soggetti con diabete, sindrome metabolica e con un girovita e girocollo eccessivi hanno un’incidenza più alta di cancro e adenoma colorettale. In particolare, la presenza di sindrome metabolica e di un rapporto girovita-collo eccessivi sono da associare a un aumentato rischio di cancro del colon-retto negli uomini, l’alto rapporto girovita-fianchi nelle donne.

Sul piano della prevenzione e grazie alle evidenze raccolte negli anni, il consiglio è seguire una dieta rispettosa del “five in a day”. Le cinque porzioni fra frutta e verdura al giorno sono la migliore strategia per ridurre il rischio di cancro, specie quello colorettale, a patto che, parallelamente, la carne venga ridotta e/o sostituita con i legumi per garantire il giusto apporto proteico. Perché è importante ribadirlo? Perché anche in Italia, la nazione che ha tanto contribuito nella definizione della dieta mediterranea, quello delle cinque porzioni vegetali al giorno resta un obiettivo ancora lontano da portare a compimento. Vi ricorre meno di 1 persona su 10, sia fra gli adulti che fra gli anziani. Di pari passo va ricordato, in accordo con l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), che la carne rossa e molti prodotti da forno sono pericolosi. Non a caso, sono stati inseriti nel gruppo 1 degli alimenti la cui cancerosità è un dato di fatto, a causa, tra le altre cose, della presenza di additivi come nitrati e nitriti che pure sono funzionali a ridurre la proliferazione batterica, ad allungare i tempi di scadenza e a garantire una colorazione rossa e uniforme alle carni lavorate.

Che faro accendere per districarsi correttamente a tavola? Secondo gli esperti della Harvard Medical School, una drastica riduzione degli alimenti ipocolesterolemizzanti è la scelta giusta in questi casi. Così come andare alla ricerca di quegli alimenti che forniscono una buona dose di fibra solubile, in grado di legare il colesterolo e i suoi precursori nel sistema digestivo per espellerli prima che entrino in circolo nei tessuti umani. Altri, che forniscono grassi polinsaturi, abbassano direttamente il colesterolo LDL o “cattivo”. E quelli con steroli vegetali e stanoli impediscono al corpo di assorbire il colesterolo. Dove si trovano? Ecco un breve memorandum.

Si trovano nell’avena. Fare colazione con i fiocchi d’avena è un buon modo per iniziare la giornata. Specie se accompagnati con una banana, qualche fragola o qualche altro frutto di bosco.

Nei fagioli. Nei fagioli abbondano le fibre solubili. Inoltre, il corpo impiega un po’ di tempo per digerirli, il che significa che il senso di sazietà dura più a lungo dopo il pasto. Questo è uno dei motivi per cui i fagioli sono un alimento utile per le persone che cercano di perdere peso. Per chi teme i fastidiosi effetti collaterali, come l’eccessivo gas intestinale, è sufficiente decorticare i fagioli o passarli con il passaverdura trasformandoli in creme o anche addizionarli con un poco di santoreggia (un’erba aromatica della famiglia della menta), o con un cucchiaino di zenzero macinato. In alternativa si può sempre ridurre la quantità delle porzioni, aumentandone invece la frequenza. Mangiare fagioli più spesso è il consiglio di ogni dieta sana ed equilibrata.

Nelle noci. Gli studi dimostrano che mandorle, noci, arachidi e altra frutta secca fanno bene al cuore. Mangiare due porzioni di noci al giorno può abbassare leggermente l’LDL, nell’ordine del 5%. Le noci contengono anche nutrienti aggiuntivi che proteggono il cuore per altre vie.

Negli steroli e stanoli. Sono estratti dei vegetali che proteggono l’organismo dall’assorbimento in eccesso del colesterolo contenuto nel cibo. Non a caso le aziende li hanno introdotti in un’ampia varietà di alimenti. Sono disponibili anche come integratori. Assumere due grammi di steroli o stanoli vegetali al giorno può essere utile per abbassare il colesterolo LDL di circa il 10%.

Nel pesce. Mangiare pesce due o tre volte alla settimana ha un riscontro benefico contro il colesterolo LDL in due modi. Primo perché se si mangia pesce non si mangia la carne, ricca di grassi saturi che aumentano l’LDL; secondo perché il pesce fornisce grassi omega-3 che abbassano l’LDL. Gli Omega-3 riducono i trigliceridi nel sangue e proteggono il cuore aiutando a prevenire l’insorgenza di anomalie del ritmo cardiaco. Tutte cose che hanno un riflesso positivo nella prevenzione oncologica.