
Una sopravvivenza più lunga ha un enorme valore per i pazienti affetti da tumore del pancreas. Dietro questa malattia, infatti, c’è un vissuto fatto di paure e di incertezze per la mancanza di soluzioni terapeutiche che spesso influenza sia i medici che i pazienti con il rischio di portare entrambi ad una sorta di arrendevolezza.
Per i pazienti con tumore del pancreas in fase avanzata è ora disponibile in Italia l’irinotecano liposomiale pegilato (Nal-IRI), primo e unico farmaco approvato come trattamento di seconda linea per il tumore del pancreas.
Nal-IRI, al quale è stato riconosciuto lo status di farmaco orfano (cioè che è non in grado di ammortizzare i costi di sperimentazione perché messo a punto per una malattia rara), rappresenta un’importante opportunità di trattamento in un setting di pazienti caratterizzato da forti bisogni clinici ancora insoddisfatti e privi di alternative terapeutiche. La formulazione di questa terapia, sviluppata per massimizzarne l’efficacia antitumorale, si basa sulla nanotecnologia liposomiale ovvero su vescicole lipidiche (liposomi) che contengono il principio attivo (irinotecano) e che si accumulano in modo preferenziale nel tessuto tumorale. Qui i macrofagi assorbono i liposomi, liberando l’irinotecano, che si trasferirà nel nucleo delle cellule tumorali bloccandone la replicazione. Questa formulazione migliora la distribuzione e quindi l’effetto del principio attivo.
L’efficacia clinica di Nal-IRI in associazione con i farmaci di prima linea 5-fluorouracile (5-FU) e leucovorin (LV) è stata dimostrata nell’ambito dello studio registrativo globale di fase III NAPOLI-1. Lo studio ha documentato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza mediana da 4,2 a 6,1 mesi rispetto al solo 5-FU/LV, con una riduzione del rischio di morte del 33%.
«I risultati di NAPOLI-1 hanno dimostrato un vantaggio sia in termini di risposte obiettive, sia di tempo alla progressione e sia di sopravvivenza globale nel gruppo trattato con la combinazione dei due farmaci – ha commentato Michele Milella, Professore di oncologia e Direttore della Divisione di Oncologia medica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona – Nal-IRI rappresenta lo schema di riferimento per la seconda linea terapeutica, grazie ad una maggiore tollerabilità, un’efficacia più solida e un vantaggio in termini sia di sopravvivenza che di qualità di vita».
Con una sopravvivenza a 5 anni dell’11% negli uomini e del 12% nelle donne, il tumore del pancreas è una delle neoplasie più difficili da diagnosticare e dalla prognosi più infausta. Secondo i dati più recenti, nel 2022 sono state stimate 15˙000 nuove diagnosi, di cui oltre la metà circa, in fase metastatica. Si tratta dell’unico tumore del tratto gastrointestinale che in quarant’anni non ha registrato miglioramenti in termini di sopravvivenza.
«Il tumore del pancreas è molto insidioso nella sua manifestazione clinica, poiché i sintomi sono spesso atipici, aspecifici e comuni a patologie di grandissima frequenza. Di conseguenza spesso anche il medico di medicina generale fa fatica a focalizzare l’attenzione su una possibile problematica al pancreas – spiega Michele Reni, Direttore del Programma Strategico di Coordinamento Clinico, Pancreas Center, IRCCS Ospedale S. Raffaele, Milano – Per una corretta e tempestiva diagnosi è fondamentale rivolgersi ad un centro specializzato, come le Pancreas Unit, con un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale predefinito e integrato, personale competente e elevati volumi di trattamento. Nel nostro Paese non sono attualmente molti i centri che possono offrire questa gestione del paziente a 360 gradi».
I vantaggi dell’irinotecano liposomiale pegilato sono stati evidenziati anche in uno studio di Real World Evidence in cui sono stati raccolti dati relativi al trattamento con Nal-IRI su pazienti trattati presso 11 centri oncologici dislocati su tutto il territorio nazionale.
«I dati raccolti hanno dimostrato una riduzione della malattia nel 12% dei pazienti trattati con Nal-IRI, un dato sicuramente non trascurabile per questo tipo di neoplasia. Grazie a questo trattamento siamo in grado di controllare la malattia, fermandone la progressione per un periodo nel 41% dei pazienti – ha dichiarato Sara Lonardi, Direttore F.F. Oncologia 3, Istituto Oncologico Veneto – Avere a disposizione un nuovo farmaco, oltre a dare un beneficio concreto, come dimostrato dallo studio registrativo e dagli studi di Real World Evidence, significa poter dire che finalmente abbiamo a disposizione una novità per il trattamento per questo tipo di tumore. Ritardare la progressione di malattia, vuol dire anche ritardare l’insorgenza di nuovi sintomi, in particolar modo il dolore e il calo di peso».
I migliori ospedali per Tumore al pancreas in Italia
In Italia sono disponibili 103 strutture per interventi chirurgici. Più è alto il numero, maggiore è il grado di esperienza (valore di riferimento > 50 interventi/anno) per ciascuno di essi. Gli ospedali sono ordinati in base al numero di interventi eseguiti in un anno, dato ufficiale del Programma Nazionale Esiti (PNE). Quest’ultimo viene elaborato annualmente da AGENAS (Agenzia nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) per conto del Ministero della Salute.
Ecco l’elenco aggiornato dei primi 10 ospedali:
Ospedale Borgo Roma – Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (367 interventi all’anno)
IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano – Gruppo San Donato (178 interventi all’anno)
Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana (176 interventi all’anno)
Ospedale P. Pederzoli Casa di cura privata S.p.A. (Peschiera del Garda) (129 interventi all’anno)
Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma (123 interventi all’anno)
Humanitas Research Hospital di Rozzano (123 interventi all’anno)
Policlinico Sant’Orsola – Malpighi di Bologna (111 interventi all’anno)
Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma (45 interventi all’anno)
Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino (43 interventi all’anno)
Ospedale Niguarda di Milano – ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (43 interventi all’anno)
Azienda Ospedaliera di Padova (43 interventi all’anno)
Centri Hub della Lombardia
A fine gennaio 2024, in base alla delibera approvata in Giunta, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, sono stati individuati 11 Centri Hub per la diagnosi e cura dei tumori del pancreas in Lombardia (Pancreatic Unit). Il dato è verificabile sul sito della Regione.
ASST Sette Laghi – Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi Varese
ASST Spedali Civili di Brescia – P.O. Spedali Civili Brescia
ASST di Cremona – P.O. Cremona
ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda
ASST Ovest Milanese – P.O. Legnano
ASST Papa Giovanni XXIII – P.O. Papa Giovanni XXIII Bergamo
Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo Pavia