
La Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano è da anni impegnata a promuovere la salute delle comunità straniere che vivono in Italia. A ribadirlo sono i risultati dei progetti presentati al convegno “L’integrazione della Comunità Cinese passa anche dal Servizio Sanitario Regionale”, tenutosi in Regione Lombardia lo scorso aprile.
È noto che le popolazioni migranti assumono il rischio delle popolazioni ospitanti nel giro di poche generazioni e questo porta a considerare la popolazione cinese residente in Italia una popolazione che tenderà ad avere un analogo rischio oncologico rispetto a quella italiana. Ragion per cui «l’Istituto Nazionale dei Tumori è da sempre in prima linea nella lotta contro il cancro e nell’assistenza ai pazienti italiani e stranieri – ha dichiarato Gustavo Galmozzi, Presidente Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, nel corso del suo intervento al Convegno – Siamo parte del Servizio Sanitario Nazionale e del Servizio Sanitario Regionale quindi pronti a supportare l’intera popolazione, inclusa la vasta comunità cinese che è presente nel nostro paese con progetti di ricerca epidemiologica e di prevenzione primaria e secondaria, garantendo un’assistenza di qualità a tutti i pazienti».
Avviato nel 2021, lo studio CHINT è tuttora in corso. Forte di un campione di circa 600 cittadini cinesi, lo studio indaga gli stili di vita (qualità del sonno, fumo, alcol, dieta, etc.) e una serie di caratteristiche e atteggiamenti riguardo alla salute della popolazione cinese di Lombardia, oltre ad una serie di misure obiettive (antropometria, pressione arteriosa, forza muscolare etc.).
«Il reclutamento nell’ambito del Progetto CHINT si concluderà a fine 2024 e per l’anno prossimo è prevista la disseminazione dei risultati – ha spiegato Valeria Pala, ricercatrice INT, nel corso del convegno – Dai dati preliminari raccolti sono già emerse indicazioni interessanti. Abbiamo evidenziato ad esempio negli uomini e nelle donne cinesi, che sono arrivati nel nostro Paese da meno di 30 anni, un livello di adesione allo screening per il tumore alla mammella e per il tumore al colon molto basso. È auspicabile un lavoro in collaborazione con la comunità cinese che vive nel nostro paese da più lunga data e che evidenzia maggior familiarità con i servizi del SSN, perché questa “contaminazione” positiva verso le buone pratiche di prevenzione sia sempre più efficace. Dai primi dati della survey è emerso anche il diffuso consumo di alcol, soprattutto nelle occasioni sociali, che è indipendente dalla scolarità e che non viene percepito come un fattore di rischio».
I progetti INT sono rivolti alla Comunità cinese, storicamente presente nel comune di Milano. Sappiamo che le popolazioni migranti assumono il rischio delle popolazioni ospitanti nel giro di poche generazioni e questo porta a considerare la popolazione cinese residente in Italia una popolazione che tende ad avere un analogo rischio oncologico rispetto a quella italiana. Vale per tutti l’esempio del tumore al seno: nelle donne residenti in Cina l’incidenza è di 51.7 casi ogni 100 mila abitanti, quasi quattro volte inferiore a quella delle donne residenti in Italia.
«Nell’ambito delle iniziative dell’Unione Europea per la prevenzione del cancro, l’INT partecipa ad azioni comuni come il Joint Action Prevent Non-Communicable Diseases per la prevenzione del cancro e altre malattie non trasmissibili, con particolare attenzione ai gruppi di popolazione fragili e alle diseguaglianze di salute» ha chiosato Giovanni Apolone, Direttore Scientifico INT.
CHINT non è l’unico progetto INT a favore della comunità di cinese lombarda. Al via c’è anche il progetto pilota Smoking cessation della durata di 24 mesi, che prevede un intervento farmacologico e suggerimenti pratici utili ad affrontare la dipendenza dalla nicotina in una popolazione migrante con difficoltà linguistiche e culturali. Il Progetto è stato finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito della Joint Action “Non Comunicable Diseases (NCD)”, con l’obiettivo di sensibilizzare al problema del fumo e creare una rete di referenti (ex fumatori) all’interno della comunità cinese, al fine di ridurre il numero di fumatori e di nuovi fumatori tra i giovani, aumentare la consapevolezza sui danni da fumo e abbattere l’esposizione al fumo passivo nella popolazione target.
Inoltre, c’è il progetto pilota ‘Help-Desk’, con l’obiettivo di agevolare i percorsi diagnostico-terapeutici di pazienti con barriere linguistiche e socio-culturali.
Infine, il progetto di percorso di prevenzione secondaria personalizzato per il carcinoma della mammella dedicato alla comunità femminile cinese milanese nella fascia d’età tra i 45 e 74 anni. Verrà effettuato nella mattinata del sabato secondo un calendario che verrà concordato con il Comitato Scientifico dell’Istituto Italo Cinese. Le donne verranno sottoposte a visita senologica con mammografia ed ecografia mammaria. Se l’esito è negativo, seguiranno il programma di screening del Servizio sanitario nazionale mentre, in caso di sospetto, verranno prese in carico dall’ambulatorio senologico INT.