Diabete e cancro

Il diabete è una malattia che può causare serie complicanze a livello di cuore, vasi sanguigni, reni, occhi, nervi e cervello. Nel mondo, il diabete colpisce più di 400 milioni di persone soggette a una riduzione dell’aspettativa e della qualità della loro vita. In Italia, secondo le proiezioni Istat, se proseguisse la tendenza in crescita degli ultimi decenni, nel 2040 il 10 % della popolazione avrà il diabete. Secondo i dati Istat, in Italia sono circa 3,9 milioni le persone che hanno dichiarato di avere il diabete nel 2022, ovvero il 6,6 % della popolazione, e le proiezioni indicano che nel 2040 questa percentuale potrebbe arrivare al 10 %, se continuasse il trend osservato fin qui.

Tale quadro clinico suggerisce una stretta sorveglianza sugli individui più a rischio in termini di prevenzione primaria e secondaria, quantunque non sia ancora completo. Infatti, come ricorda da ultimo uno studio condotto dall’ università ungherese di Semmelwis, non va tralasciato il dato secondo il quale il diabete aumenta significativamente anche il rischio di cancro, in particolare nelle persone di età compresa tra 40 e 54 anni. I ricercatori hanno analizzato i dati di 3.681.774 individui provenienti dal database del Fondo nazionale ungherese di assicurazione sanitaria, scoprendo che 86.537 fra costoro nel periodo tra il 2010 e il 2021 avevano il diabete. Ricordiamo che esiste il diabete di tipo 1, una malattia autoimmune che compare durante l’adolescenza e che è caratterizzata dalla presenza nel sangue di anticorpi che inibiscono gli antigeni presenti a livello delle cellule che producono insulina. Il diabete di tipo 1 si contrappone al tipo 2, che invece è la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. Si tratta di una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia), dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina. L’insulina è l’ormone prodotto dal pancreas che consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Quando questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno.

Tra le spiegazioni che associano il diabete al rischio di cancro,  la principale pone sul banco degli imputati proprio il sovradosaggio di insulina nel sangue dei diabetici. Livelli elevati di insulina possono avere un ruolo cogente nello sviluppo dei tumori.

La fascia d’età analizzata dai ricercatori ungheresi è compresa tra i 40 e gli 89 anni. Dall’analisi comparata fra i soggetti con diabete e soggetti senza questa malattia è emerso che il rischio di cancro nei primi inizia ad aumentare nei mesi che precedono la diagnosi formale di diabete e raggiunge il picco l’anno successivo. Al primo posto c’è il rischio di cancro al pancreas, che aumenta più del doppio rispetto alla popolazione senza diabete. Segue il rischio di cancro al fegato, dell’83% più alto nei diabetici. Oltre al cancro al pancreas e al fegato, i ricercatori hanno anche esaminato il rischio di altri quattro tipi di tumori, scoprendo che i pazienti con diabete hanno avuto un rischio maggiore del 44,2% di cancro del rene, del 30% di cancro del colon-retto rispetto alla popolazione senza la malattia. Il rischio era del 17,1% e del 13,7 più alto rispettivamente per il cancro della prostata negli uomini e del seno nelle donne a confronto con i soggetti senza diabete.

La differenza nell’incidenza del cancro tra le persone con diabete e i controlli è stata più significativa nella fascia di età più giovane. Al 5,4% dei soggetti con la malattia di età compresa tra 40 e 54 anni è stato diagnosticato il cancro durante i dieci anni di follow-up, rispetto al 4,4% riscontrato nel gruppo di controllo. Al contrario, nella fascia di età 70-89 anni, la differenza tra diabetici e gruppo di controllo era di soli 0,3 punti percentuali (12,7% contro 12,4%).

I ricercatori hanno anche osservato che il tempo tra la diagnosi di diabete e lo sviluppo dei tumori tende a essere molto breve. Ragione per cui le malattie oncologiche spesso si sono verificate contemporaneamente alla comparsa del diabete.