Endometriosi e rischio cardiovascolare

Secondo una ricerca presentata al Congresso ESC 2024, le donne con endometriosi hanno un rischio maggiore del 20% di impattare in problemi cardiaci significativi rispetto alle donne senza endometriosi.

L’endometriosi è una patologia femminile cronica recidivante che – stando ai dati diffusi dal Ministero della Salute – colpisce fra il 2 e il 10% delle italiane, con un totale stimato di circa 3 milioni di casi.

«Per decenni, le malattie cardiovascolari (CVD) sono state pensate come una malattia maschile e i fattori di rischio sono stati considerati un problema maschile, ad esempio, includendo la disfunzione erettile nelle linee guida sulla valutazione del rischio CVD – ha chiosato la prima autrice dello studio, Dott.ssa Eva Havers-Borgersen, del Rigshospitalet Copenhagen University Hospital, Copenhagen, Danimarca – Tuttavia, una donna su tre muore di malattie cardiovascolari e una donna su dieci soffre di endometriosi. I nostri risultati suggeriscono che potrebbe essere il momento di considerare di routine il rischio di malattie cardiovascolari nelle donne con endometriosi».

L’endometrio è una mucosa che ricopre la cavità interna dell’utero. È formata da uno strato di epitelio ghiandolare e da una mucosa direttamente aderente alla parete uterina. L’endometrio più superficiale va incontro alle modificazioni che sono proprie del ciclo mestruale. Sebbene l’endometriosi sia riconosciuta come una patologia benigna, la sua associazione con il tumore dell’ovaio è stata descritta nella letteratura medica sin dal 1925, legata in particolare ad alcuni sottotipi istologici di cancro (quello a cellule chiare e quello endometrioide).

Lo studio di cui sopra ha utilizzato i registri nazionali danesi di tutte le donne con una diagnosi di endometriosi tra il 1977 e il 2021. Le stesse sono state abbinate a donne della popolazione di base senza endometriosi. L’outcome primario era un mix fra infarto miocardico acuto e ictus ischemico. Gli esiti secondari, le singole componenti dell’esito primario, nonché aritmie, insufficienza cardiaca e mortalità.

Nell’analisi sono state incluse 60.508 donne con endometriosi e 242.032 controlli abbinati che sono state eseguiti per un tempo medio compreso fra 16 anni e un massimo di 45 anni.

Le donne con endometriosi hanno avuto un rischio aumentato di circa il 20% dell’endpoint composito di infarto miocardico acuto e ictus ischemico rispetto a quelle senza endometriosi. L’incidenza cumulativa a 40 anni dell’endpoint composito di infarto miocardico acuto e ictus ischemico è stato del 17,5% nelle donne con e senza endometriosi, rispettivamente.

Scomponendo questo dato, le donne con endometriosi hanno avuto un aumento del rischio di ictus ischemico di circa il 20% e un aumento del rischio di infarto miocardico acuto di circa il 35% rispetto a quelle senza endometriosi. Inoltre, le donne con endometriosi hanno avuto un rischio maggiore di aritmie e insufficienza cardiaca rispetto a quelle senza endometriosi.

Prove crescenti suggeriscono che esiste una stretta relazione tra l’endometriosi e il sistema cardiovascolare e che potrebbero condividere percorsi patologici comuni. La Dott.ssa Havers-Borgersen ha concluso: «Questi risultati forniscono ulteriori prove del fatto che i fattori di rischio specifici per la donna e le malattie cardiovascolari nelle donne necessitano di maggiore attenzione».

Suggeriscono altresì che le donne con endometriosi vengano sottoposte a una valutazione del rischio CVD. E infatti, secondo Havers-Borgersen: «È giunto il momento che i fattori di rischio specifici per le donne – come l’endometriosi, ma anche il diabete gestazionale e la preeclampsia – siano considerati nei modelli di previsione del rischio cardiovascolare».

L’endometriosi è una patologia femminile cronica recidivante, mentre il sintomo tipico del tumore dell’endometrio sono delle perdite di sangue vaginale al di fuori del ciclo mestruale o durante la menopausa.

È il dolore che porta le donne a sottoporsi a controlli medici. Si può trattare di un forte dolore mestruale (dismenorrea secondaria), non avvertito in precedenza, di dolore pelvico cronico o di sofferenza durante il rapporto sessuale. Affinché la diagnosi precoce sia possibile, è importante che lo specialista non escluda il sospetto di endometriosi anche in caso l’esame obiettivo addominale e pelvico, l’ecografia e la risonanza magnetica (RM) siano negativi. Se il sospetto clinico rimane o i sintomi persistono, è bene considerare un consulto specialistico per ulteriori valutazioni e test diagnostici.