Intelligenza artificiale e prevenzione del tumore al seno

Lo screening è un esame che consente di individuare in fase iniziale una certa malattia, nello specifico un tumore, in persone asintomatiche. In Italia sono attivi programmi di screening gratuiti per tre tipi di tumore: cervice uterina, mammella e colon-retto. Questi programmi registrano in media il 52 % di adesioni, un dato comunemente giudicato inaccettabile e con grandi differenze tra le regioni del Nord e del Sud. Al Sud la media delle adesioni ai programmi di screening gratuito è ben al di sotto del dato nazionale. A fine 2024 è stata presentata in Senato una mozione che vorrebbe impegnare il governo a estendere e implementare le misure di prevenzione contro il tumore al seno. «È una mozione che propone, tra le aree di intervento, il rafforzamento dei punti per gli screening oncologici a valere sul programma nazionale equità della salute 2021-2027 – ha precisato la promotrice della mozione, Sen. Sbrollini (Vicepresidente della X Commissione Affari sociali, sanità, lavoro e previdenza sociale del Senato), nel corso di un evento pubblico.

Tra gli interventi specifici, volti a rafforzare e promuovere l’adesione ai programmi di screening per il tumore alla mammella, si valutano le modalità di supporto alla lettura delle mammografie tramite gli strumenti di intelligenza artificiale. A proposito di intelligenza artificiale (AI),  la lotta contro il tumore al seno sta entrando in una nuova fase che promette di rivoluzionare l’approccio alla prevenzione primaria di questa malattia che colpisce milioni di donne nel mondo.

L’AI starebbe trasformando radicalmente il modo in cui affrontiamo la prevenzione. Lo suggerisce Claude, una nota piattaforma di AI, in un paragrafo in cui veste i panni di un ipotetico esperto in tecnologia digitale. L’esperto ci spiega che gli algoritmi di ultima generazione possono analizzare le mammografie con una precisione che talvolta supera quella dell’occhio umano, permettendo di individuare anomalie in fase molto precoce. A suo dire, la rivoluzione sta nella capacità di questi sistemi di creare profili di rischio personalizzati. In che modo? L’AI integra una vastissima gamma di dati: dalla storia familiare ai fattori genetici, dallo stile di vita alla densità mammaria. Il che permette di sviluppare programmi di screening su misura per ogni donna, ottimizzando la frequenza dei controlli e le strategie preventive.

Ma non è tutto. Gli ospedali all’avanguardia stanno già implementando sistemi di supporto alle decisioni cliniche basati sull’AI. Questi strumenti assistono i medici nell’interpretazione dei risultati diagnostici e nella pianificazione dei percorsi preventivi, garantendo decisioni più accurate e tempestive.

La ricerca nel campo continua a evolversi rapidamente. I big data, analizzati attraverso sofisticati algoritmi di machine learning, stanno permettendo di identificare nuovi fattori di rischio e biomarcatori, aprendo la strada a strategie preventive sempre più efficaci.

Tuttavia, gli esperti sottolineano che l’AI non sostituirà mai completamente il giudizio clinico. «La tecnologia è uno strumento potentissimo, ma deve essere utilizzata in sinergia con l’esperienza del medico – il parere è ancora quello di Claude, che così conclude: –  il futuro della prevenzione sta nel giusto equilibrio tra intelligenza artificiale e umana».

Insomma, le prospettive sono promettenti. Si stima che l’implementazione diffusa di questi sistemi potrebbe portare a un significativo aumento nella diagnosi precoce e, di conseguenza, a un miglioramento delle possibilità di cura e della qualità della vita delle pazienti. La sfida ora è rendere queste tecnologie accessibili a un numero sempre maggiore di strutture sanitarie, democratizzando l’accesso alla prevenzione di ultima generazione. Un obiettivo ambizioso che potrebbe cambiare il futuro della lotta al tumore al seno.