
Si è tenuto lunedì 24 novembre al Collegio Nuovo di Pavia un incontro che ha affrontato uno dei nodi più critici della medicina contemporanea: come contrastare il fascino delle pseudocure quando la medicina ufficiale fatica a comunicare con i pazienti. Protagonista della serata Luca Mastrantonio, giornalista del Corriere della Sera e autore di “Piombo e latte” (Bompiani 2025), in dialogo con Flavia Magri, docente di Endocrinologia all’Università di Pavia, e delegata del Rettore per la Ricerca, e Andrea Pietrabissa, direttore del Dipartimento per l’Innovazione del Policlinico San Matteo.
Il caso Hamer: da una tragedia personale a una dottrina letale
Il libro di Mastrantonio parte da un fatto di cronaca del 1978: la morte di Dirk Hamer, ucciso sull’isola di Cavallo in una sparatoria che coinvolse Vittorio Emanuele di Savoia. Dal dolore per quella perdita, il padre Ryke Geerd Hamer elaborò la “Nuova medicina germanica”, una dottrina che attribuisce ogni malattia, tumori compresi, a traumi psichici irrisolti. La cura, secondo Hamer, non starebbe nei farmaci o nella chemioterapia, ma nella risoluzione del conflitto emotivo.
Come emerso nell’incontro, “al cuore del metodo Hamer c’è il conflitto” – e proprio questo spiega parte del suo successo. Il conflitto è il motore della narrazione, e Hamer ha costruito una storia potente: quella di un padre che cerca di dare senso alla morte del figlio trasformando il dolore in una presunta rivoluzione medica.
Il prezzo delle illusioni: vite spezzate
Le conseguenze di questa dottrina priva di fondamento scientifico sono state tragiche. Mastrantonio racconta il caso di “Angela”, diciassettenne affetta da leucemia “curata” con cortisone e vitamine, e segue come cronista il processo in corso per Francesco G., morto a 14 anni nel 2024 per un tumore osseo affidato alle cure di un medico seguace di Hamer.
Durante l’incontro è emerso un concetto chiave, definito “complottismo ansiolitico”: di fronte all’angoscia della malattia, alcune persone trovano paradossalmente più rassicurante credere in una spiegazione semplice e alternativa piuttosto che accettare la complessità e l’incertezza della medicina scientifica. Come sottolineato nel dibattito, “la vergogna è la miglior alleata dei manipolatori” – chi si affida a queste cure spesso esita a chiedere aiuto o a tornare indietro, intrappolato in un circolo vizioso.
L’ascolto come antidoto
Il vero tema emerso dalla serata è che figure come Hamer prosperano anche sui vuoti della medicina ufficiale. La promessa di risolvere il cancro attraverso la guarigione emotiva attrae non solo per la sua semplicità narrativa, ma perché offre qualcosa che troppo spesso manca nella relazione medico-paziente: l’ascolto, il tempo, l’attenzione alla persona nella sua interezza.
Flavia Magri e Andrea Pietrabissa, entrambi impegnati nella riorganizzazione dei percorsi di cura e nella comunicazione scientifica, hanno evidenziato come la risposta alle pseudomedicine non possa essere solo tecnica. Serve ricostruire la fiducia attraverso una comunicazione più efficace, più umana, più attenta ai bisogni emotivi dei pazienti senza rinunciare al rigore scientifico.
Oltre la cronaca: il potere delle coincidenze
Mastrantonio, che tiene al Collegio Nuovo il Laboratorio di Storytelling Multimediale, porta nel suo libro anche riflessioni personali. “Non ci credo in assoluto – scrive a proposito delle coincidenze – ma ne riconosco il potere e diffido di chi le ignora”. È una posizione che restituisce complessità al reale: riconoscere il fascino delle narrazioni alternative senza cedere all’irrazionalità, accettare l’incertezza senza abbandonare il metodo scientifico.
L’iniziativa si inserisce nella consolidata sensibilità del Collegio Nuovo per i temi della comunicazione in medicina. Non a caso, il Nuovo è stato il primo collegio a promuovere un corso di comunicazione medica accreditato dall’Università di Pavia per gli studenti. Nato come “Etica della comunicazione medica” con Aris Zonta e Paolo Danesino tra i promotori”, è stato poi ribattezzato “Prassi della comunicazione medica” e oggi è gestito dal prof. Stefano Perlini. Un percorso che testimonia una consapevolezza precisa: non basta avere ragione sul piano scientifico; occorre conquistare anche quello dell’empatia e dell’ascolto, l’unico terreno su cui le promesse vuote degli “stregoni” possono essere davvero contrastate.
L’evento si è tenuto lunedì 24 novembre 2025 alle ore 21.00 presso il Collegio Nuovo – Fondazione Sandra ed Enea Mattei di Pavia, ed è stato riconosciuto come attività formativa dalla Scuola IUSS di Pavia.
