Aspartame debolmente cancerogeno

L’aspartame è cancerogeno oppure no? Stando alle ultime dichiarazioni dei massimi organismi internazionali competenti, l’aspartame assunto normalmente non è cancerogeno. Per esserlo, bisognerebbe consumarne quantità giornaliere che superano quelle rintracciabili in 36 lattine di bibite gassate senza zucchero, ha puntualizzato l’American Cancer Society. Oltre che nei soda drink, da sempre sotto inchiesta per l’impatto che producono sull’obesità, il diabete e le malattie cardiovascolari in genere, l’aspartame si trova in molti altri prodotti di forte consumo, dalle caramelle sugar free alle merendine light. Da un punto di vista chimico, l’aspartame è la combinazione di due amminoacidi con il metanolo. Essendo di base un dolcificante privo di zucchero viene estrapolato e addizionato ai prodotti che aiutano a perdere peso e a controllare il diabete. Per chi è affetto da diabete persistente, l’aspartame è una sostanza irrinunciabile. Per costoro le alternative correnti, ovvero lo zucchero normale e la frutta, non sono praticabili a causa dei valori immodificabili di glicemia. Sarebbero la toppa peggiore del buco. Inoltre, per ora la raccomandazione di ridurre l’aspartame non si estende ai prodotti per la cura e l’igiene personale che contengono queste sostanze dolcificanti, come i dentifrici, le creme per la pelle e alcuni farmaci. Non è chiaro se è solo per mancanza di alternative momentanee oppure per l’impatto meno dirompente che avrebbero sull’organismo. In effetti, un conto è spalmarsi sulla pelle o su altre parti del corpo una certa sostanza dai potenziali effetti secondari, un altro è ingerirla per bocca.

Questa sua versatilità non è passata inosservata anche per le conseguenze che l’aspartame ha sull’organismo a lungo termine. Tra i primi a porsi il problema della eventuale cancerogenicità, l’Istituto Ramazzini di Bologna, che ha indagato l’effetto dell’aspartame sui ratti, concludendo che gli animali del gruppo di intervento, ovvero che hanno assunto aspartame, hanno sviluppato forme tumorali per altro rare nella razza adottata negli esperimenti. Ebbene, oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in accordo con il FDA americana e lo IARC di Lione che ha posto l’aspartame nella categoria dei potenzialmente cancerogeni (gruppo 2B) ritengono di comune accordo che le prove fornite dagli studi sugli animali non sono sufficienti per inchiodare l’aspartame tra le sostanze sicuramente cancerogene (gruppo 1A) e di conseguenza vietarne o, quanto meno limitarne fortemente, l’uso. Ma quello che più conta è che i risultati degli studi epidemiologici (studi su gruppi di persone) sui possibili collegamenti tra l’aspartame e il cancro (compresi i tumori del sangue) non sono giudicati coerenti.Se queste sono le conclusioni che la scienza ci invia, non dobbiamo farci incupire dal grido di sollievo dei monopolisti dei soda drink come la Coca-cola che in questa circostanza hanno più di un motivo per essere soddisfatti, essendo che non sarà l’aspartame la sostanza che farà loro chiudere bottega o quanto meno ridurre la vendita mondiale dei loro prodotti in ragione di come questi impattano sulla salute dei consumatori.Piuttosto, anziché pensar male, ventilando l’aiutino della lobby del beverage sulle conclusioni di cui sopra, esiste una presa di posizione che personalmente condividiamo, quella secondo la quale se l’aspartame è cancerogeno, lo è debolmente, stando alle conclusioni scientifiche fin qui raggiunte. Come ci insegna Marion Nestle, già docente di Nutrizione alla New York University e ora nota divulgatrice, l’aspartame è una sostanza artificiale. Una ragione più che sufficiente per tenersene alla larga, nel senso che non è una sostanza essenziale nelle diete umane. Non siamo sicurissimi di come il nostro organismo riesca a metabolizzarlo, si chiede Marion Nestle nel suo blog Food Politics? Una ragione in più per evitarlo. Non si riesce o non si vuole evitarlo? Se vale l’indicazione che fino a 36 lattine di soda dietetica al giorno siamo sotto la soglia dei limiti tollerabili, possiamo tranquillamente ipotizzare che una lattina al giorno o, meglio, ogni tanto, non costituisca alcun problema. A queste dosi, l’aspartame è improbabile che ci faccia del male. Concordemente con la prof.ssa Nestle, è sempre valido il consiglio che la cosa migliore è togliersi dalla testa anche solo l’idea delle bevande zuccherate. E se proprio si deve bere qualcosa di dolce, meglio addizionare l’acqua con del succo di frutta.