2024: Anno record per trapianti e donazioni in Italia

Il 2024 si è chiuso con numeri da record per la Rete trapiantologica italiana, in particolare nel settore delle cellule staminali emopoietiche, fondamentali nella lotta contro leucemie e altri tumori del sangue. I dati, presentati dal Ministro della Salute Orazio Schillaci insieme al direttore del Centro nazionale trapianti Giuseppe Feltrin, mostrano un quadro decisamente positivo per il settore.

La vera rivoluzione si è vista nel campo delle cellule staminali emopoietiche, dove sono stati raggiunti risultati mai visti prima: 410 donazioni e ben 1.095 trapianti da donatori non consanguinei. Un aspetto particolarmente incoraggiante è che quasi il 90% delle donazioni è avvenuto attraverso il prelievo da sangue periferico, una procedura molto simile a una normale donazione di sangue e quindi minimamente invasiva per il donatore.

Ma il dato più sorprendente riguarda il numero di potenziali donatori: per la prima volta, il registro IBMDR ha superato il traguardo del mezzo milione di iscritti attivi (512.194 per l’esattezza), con un incremento del 3,1%. Solo nel 2024, ben 32.184 giovani tra i 18 e i 35 anni si sono aggiunti alla lista dei potenziali donatori.

Anche sul fronte generale dei trapianti d’organo, l’Italia si posiziona tra i primi paesi in Europa, con un tasso di donazione che per la prima volta ha superato i 30 donatori per milione di abitanti. Le regioni con il tasso più elevato si confermano Toscana (49,4 donatori pmp), Emilia-Romagna (45,5) e Veneto (44,7). È da registrare la crescita dei tassi delle regioni meridionali (Sicilia +5,7, Campania +3,1, Calabria +2,7): un dato che evidenzia i primi risultati di un processo di riduzione del divario tra Nord e Sud avviato dal CNT in questo ambito.

A crescer di più sono stati i trapianti di cuore (+13%) e di rene (+6,6%). I trapianti di rene sono stati complessivamente 2.393 (149 in più rispetto allo scorso anno), quelli di cuore 418 (nel 2023 erano stati 370). In aumento anche i trapianti di fegato 1.732 (+1,8%), in lieve calo quelli di polmone (passati da 188 a 174), stabili quelli di pancreas (36). Complessivamente l’Italia è salita in un anno da 69,2 a 75,5 trapianti ogni milione di persone, il livello più elevato di sempre: tra le regioni è il Veneto ad aver raggiunto il tasso più alto (130,5 trapianti pmp), seguito da Piemonte (115,1), Friuli-Venezia Giulia (104,3) ed Emilia-Romagna (100,1).

Nelle rianimazioni la percentuale di chi ha rifiutato la donazione nel 2024 è scesa a 29,3% (in lieve calo rispetto al 30,3% del 2023) ma è aumentato il numero di persone che all’atto del rilascio della carta d’identità elettronica ha scelto di registrare un “no” a un’eventuale donazione dopo la morte. Nel 2024 le dichiarazioni di volontà raccolte nelle anagrafi comunali sono state oltre 3,7 milioni: nel 36,3% dei casi i cittadini hanno optato per l’opposizione al prelievo degli organi, mentre nel restante 63,7% hanno dato il consenso (nel 2023 i “sì” erano stati invece il 68,5%). In questo momento nel Sistema informativo trapianti sono presenti 21,4 milioni di dichiarazioni di volontà: 15 milioni di consensi e 6,4 milioni di opposizioni.

Guardando al futuro, il Ministero della Salute e il Centro nazionale trapianti hanno già pianificato per il 2025 diverse iniziative per sensibilizzare ulteriormente la popolazione, con particolare attenzione ai giovani e agli over 60, fasce d’età che mostrano una minore propensione alla donazione. Tra queste, un’indagine approfondita per comprendere meglio le motivazioni che spingono i cittadini a diventare o meno donatori.

La strada intrapresa sembra quella giusta, ma c’è ancora margine di miglioramento, soprattutto per quanto riguarda il tasso di opposizione alla donazione degli organi, che rimane una sfida da affrontare nei prossimi anni.