Mente e corpo nella lotta al cancro: nuove prospettive

L’ipotesi che esista una “personalità predisposta al cancro” non ha mai trovato credito fra i ricercatori. Invece, che i fattori psicologici possono influenzare la progressione della malattia una volta diagnosticata, sì. Come afferma Julienne Bower, psicologa della salute all’UCLA e coautrice di un articolo apparso nel 2023 sull’Annual Review of Clinical Psychology e riguardante la connessione tra cervello e sistema immunitario nelle malattie, incluso il cancro: «i fattori psicologici possono influenzare aspetti della biologia tumorale». Sulla base della letteratura in materia, apprendiamo che vari studi epidemiologici hanno collegato la depressione, il basso status socioeconomico e lo stress a un aumento del rischio di cancro e a prognosi peggiori, quantunque questi risultati evidenzino alcune contraddizioni. Di contro, esperimenti su cellule e animali hanno rivelato meccanismi attraverso cui lo stress può alterare i tumori. La ricerca sull’HIV ha mostrato come lo stress è in grado di peggiorare le infezioni attraverso il sistema nervoso simpatico, aprendo la strada a studi simili sul cancro.

Alcuni ricercatori hanno scoperto che nei topi lo stress cronico aumenta le connessioni tra il sistema linfatico e i tumori mammari, facilitando la diffusione delle cellule tumorali, ma questo effetto può essere prevenuto con farmaci beta-bloccanti.

Altri ricercatori hanno dimostrato che lo stress può provocare cambiamenti molecolari nel sistema immunitario che influenzano la progressione del cancro, compromettere l’attività delle cellule immunitarie antitumorali e aumentare i fattori di crescita che stimolano l’angiogenesi tumorale. Numerosi studi su animali mostrano che il blocco dei segnali di stress con beta-bloccanti può migliorare i risultati in vari tipi di tumore. Piccoli studi clinici su pazienti con cancro colorettale, mammario e mieloma multiplo hanno rivelato che i beta-bloccanti possono ridurre i segni molecolari di metastasi, l’infiammazione e aumentare alcune cellule immunitarie antitumorali. Tuttavia, sono necessari studi clinici più ampi per stabilire definitivamente i benefici di queste terapie.

Oltre ai farmaci, gli interventi mente-corpo come yoga e meditazione mindfulness possono diminuire l’attività infiammatoria nelle cellule immunitarie. Per chi non lo sapesse, la mindfulness è una pratica mutuata dal buddhismo, in cui l’assenza di pensiero e i muscoli che si rilassano sono funzionali ad abbassare l’ansia e lo stress. Affinché sia efficace, è necessario che ogni esercizio di mindfulness duri almeno mezz’ora, talvolta anche meno. Per soprammercato, ricerche scientifiche hanno rivelato che quando la mente e il corpo si abbandonano, simulando una condizione simile al riposo notturno, anche la pressione sanguigna diminuisce. Di riflesso, l’infiammazione e la costrizione dei vasi arteriosi rallentano. Si tratta di benefici mediati dall’ossido nitrico, una molecola che l’organismo produce per gestire apertura e restringimento dei vasi sanguigni: un meccanismo dal quale dipendono, fra gli altri, i valori di pressione arteriosa. Orbene, quantunque non sia ancora chiaro se lo stress possa aumentare il rischio iniziale di sviluppare il cancro, molti ricercatori ritengono che le prove siano sufficienti per includere la gestione dello stress nella pratica clinica per chi ha già una diagnosi di cancro, suggerendo che interventi mente-corpo dovrebbero avere un ruolo importante nel trattamento.

Un altro elemento cruciale della prevenzione anticancro riguarda l’alimentazione. La dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e olio extravergine d’oliva, si conferma un modello ideale. Gli esperti raccomandano di garantire un adeguato apporto proteico, con almeno 1-1,2 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo ideale al giorno. Particolare attenzione va data all’assunzione di aminoacidi essenziali (EAA) come Leucina, Isoleucina e Valina, oltre ad alcuni non essenziali (NEAA), fondamentali per migliorare la forza e la massa muscolare. Questi nutrienti sono presenti nel latte o in specifici supplementi nutrizionali. Anche l’integrazione di Omega-3 e Vitamina D risulta essenziale per la salute muscolare e ossea, senza dimenticare l’importanza di una corretta idratazione.