
«Finalmente una norma chiara che esclude i disabili e i malati di cancro dal comporto delle assenze dal lavoro per proteggersi dal Covid», twitta l’avvocato Roberta Iannelli a metà marzo. Iannelli è segretario generale FAVO (Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia). Stando a questa norma, i pazienti oncologici rientrano a pieno diritto fra i malati fragili da tutelare in via preferenziale. Le loro assenze dal lavoro a scopo precauzionale non possono essere considerate né malattia né infortunio ma un “normale” proteggersi dal rischio del contagio durante la fasi di evoluzione di questa pandemia.
Per chi avesse dei dubbi a questo riguardo, parlano i dati epidemiologici. Secondo una stima che Favo ha condiviso, la letalità per Covid fra gli oncologici è del 25%, fra tutti gli altri non supera il 2%. Per questo stesso motivo, la Iannelli, insieme al presidente FAVO, l’oncologo Francesco De Lorenzo, ha firmato una lettera indirizzata al ministro per gli Affari Regionali Maria Stella Gelmini, in cui si chiede che il rispetto della priorità nelle vaccinazioni per i malati di cancro sia osservato in tutte le regioni italiane. La lamentela è motivata dal fatto che, se vi sono regioni in cui questa priorità è stata rispettata, come nel Lazio, nel Veneto e a seguire in Toscana, Piemonte ed Emilia-Romagna, in altre le delibere attuative non sono ancora state emanate. Sono le stesse regioni in cui «si è preferito invertire le priorità, privilegiando in tal modo alcune categorie di lavoratori e di cittadini sani e quindi esclusi dal piano vaccinale nazionale e ciò a scapito dei malati di cancro». Non vi è chi non legga, fra le righe, la polemica con la Lombardia, che ha dato priorità a vaccinare i professori universitari nonostante le sedi non abbiano mai riaperto i battenti al pubblico per le lezioni in presenza. Lo si è fatto per aprirle al più presto, rispondono i fautori di questa scelta. D’accordo, ma la priorità, piano vaccinale nazionale alla mano, era un’altra. Essa prevede di mettere per primi sotto tutela con il vaccino a RNA messaggero (Pfizer o Moderna) i malati oncologici e tutti i portatori di gravi disabilità. La risposta del ministro non si è fatta attendere. In una lettera pubblica l’onorevole Gelmini ha condivo le istanze di FAVO, ripromettendosi di farle valere in sede di coordinamento interregionale. «Ho preso nota delle disfunzioni da voi segnalate a livello di sistemi sanitari regionali – scrive il ministro – e sarà mia cura e impegno sollecitare i presidenti delle regioni e delle province autonome, nella prima occasione utile, ad aggiornare celermente i rispettivi piani vaccinali, ove adottati, e a intraprendere ogni altra iniziativa di competenza volta a garantire, in tempi rapidi, la vaccinazione dei soggetti più vulnerabili».
Del resto, la promessa che il Primo ministro Mario Draghi ha fatto durante la commemorazione dei morti per Covid che si è tenuta a Bergamo il 18 marzo, a un anno esatto dalla fatidica sera tutto il modo è stato testimone della fila dei camion militari carichi di bare transitare per la città lombarda, la promessa di Draghi, dicevamo, è stata che i fondi europei devono servire, prioritariamente, per mettere in sicurezza tutti gli anziani e tutti i pazienti fragili, in modo che non debbano più patire l’abbandono che li ha portati alla morte. Per molti di questi pazienti è quello che è successo durante le fasi iniziali della cosiddetta prima ondata.
A ricordare quali siano i diritti del malato di cancro, fa fede un opuscolo, giunto ormai alla XXIII edizione, pubblicato dall’AIMAC (Associazione Italiana Malati di Cancro). L’opuscolo è scaricabile sul sito di questa Associazione. L’avvocato Iannelli ne ha curato la parte legislativa. In esso si affrontano tutti i temi di grande interesse per il malato oncologico. Si va dal diritto a conoscere lo stato della propria salute alle norme che regolano l’esenzione del ticket, alla prescrizione gratuite per le protesi. Nella parte dedicata al sistema assistenziale vengono spiegate tutte le tappe di grande interesse: si va dalle norme che regolano lo stato di handicap a quelle che permettono di fare richiesta per la pensione di inabilità e di assegno di invalidità civile. Inoltre, si parla di indennità di accompagnamento e di frequenza. Chiude l’opuscolo un lungo excursus sulle regole che normano la presenza del paziente oncologico nel mercato del lavoro, diritti e doveri. A questo riguardo, segnaliamo i capitoli sulla scelta della sede di lavoro e sul diritto al trasferimento. In tema di smart working generalizzato, conoscere le norme professionali che ineriscono al paziente oncologico sembra quanto mai utile e d’attualità. Vi vengono infine descritti gli aspetti più importanti a riguardo delle assenze dal luogo di lavoro, dell’indennità di malattia e di aspettativa. Non mancano voci dedicate ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti e alle agevolazioni fiscali per tutti.