Tumore della vescica, facile guarire

 

A chiusura del numero in corso, facciamo giusto in tempo a parlare di tumore della vescica. Il perché è presto detto. Maggio è il mese in cui in tutto il mondo si cerca di aumentare la sensibilizzazione nell’opinione pubblica su questo tipo di tumore. E ne vale la pena, giacché la buona notizia è che si tratta un carcinoma dal quale si guarisce. L’importante è non trascurare i sintomi, che sono la presenza di sangue nelle urine, il bisogno di mingere spesso e la comparsa di bruciori durante la minzione, non necessariamente ogni volta che si va al bagno. Gli esperti invitano a non sottovalutare questi tre sintomi. Inoltre, dopo i 50 anni, è consigliato almeno un esame citologico delle urine, alla ricerca delle cellule tumorali.  Esame particolarmente raccomandato negli uomini. Il perché, va da sé, è che il tumore della vescica, il quinto tumore per incidenza nel nostro Paese, colpisce quattro volte di più gli uomini rispetto alle donne. In Italia, nel 2020 si sono registrati 20500 tumori alla vescica maschili contro 5 mila nelle donne.

La diagnosi completa prevede, come step successivo, l’ecografia dell’apparato urinario. È un tipo di esame che viene eseguito solo se l’esame citologico dà segni di positività. Esso permette di andare più a fondo per valutare dimensioni e morfologia della vescica e confermare o meno le eventuali patologie a carico dell’organo, ma solo la biopsia sarà dirimente del carcinoma.

Come si cura? L’approccio terapeutico è secondario allo stadio in cui viene riscontrata la malattia. Se le cellule tumorali sono circoscritte, l’approccio chirurgico è conservativo. Si procede con una resezione endoscopica, allo scopo di rimuovere soltanto la lesione. Così facendo, l’integrità e la funzionalità della vescica non vengono intaccate. Purtroppo, il tumore della vescica ha una recidiva piuttosto alta, nel senso che le lesioni si riformano di frequente. In questi casi ci si affida a dei farmaci in grado di inibirle e contrastarle.

La cistectomia radicale, ovvero l’asportazione della vescica, viene effettuata soltanto quando il tumore ha intaccato la parete muscolare dell’organo o se quest’ultimo minaccia di espandersi in più punti.

Solo in presenza di metastasi si procede con la chemioterapia, che prevede un ricorso a farmaci altamente versatili, in grado di adattarsi a più di uno scenario terapeutico, soprattutto per tenere a bada la presenza dei possibili effetti collaterali.

Sul fronte della prevenzione, il tumore della vescica risulta particolarmente sensibile al fumo, all’alcol e alla presenza di inquinanti come gli idrocarburi. Non a caso, è un dei tumori professionali più frequenti fra i lavoratori del comparto chimico e di quello petrolifero.