La rivista diventa newsletter

Il 2020 si sta chiudendo fra mille difficoltà dovute alla pandemia. Anzi, tolti gennaio e febbraio, in tutti i restanti mesi siamo andati sempre peggio, fatta eccezione per la rischiarita, chiamiamola così, estiva. Fra giugno e settembre è sembrato che il pericolo del contagio si stesse attenuando a tal punto che un po’ tutti ci siamo rilassati per qualche giorno o settimana. Per qualche giorno o settimana abbiamo ripreso a fare la vita di sempre ma nella consapevolezza di quello che era appena accaduto. Tuttavia da ottobre, quando i contagi sono risaliti, ci hanno detto che è stata tutta colpa degli atteggiamenti troppo disinvolti dell’estate. Forse qualcuno ha esagerato, ma per giudizio comune e soprattutto di chi scrive, se è successo, i responsabili si inquadrano in un’esigua minoranza. La stragrande maggioranza degli italiani, invece, s’è comportata correttamente. Abbiamo indossato la mascherina, abbiamo osservato il distanziamento sociale quando possibile e abbiamo seguito sempre le norme igieniche che impongono un lavaggio continuo delle mani con soluzioni alcoliche. Quello che è successo da ottobre in poi è ancora tutto da riscrivere quanto a cause scatenanti. E ci piace parlare di cause. Al plurale. Perché forse la seconda ondata è il frutto di un combinato disposto di molteplici fattori. Vedremo come andrà finire.

Dal canto nostro, come Prevenzione Tumori e come Anpo, non abbiamo mai smesso di occuparci degli impegni istituzionali. Le case alloggio, rispettando le norme di sicurezza, quindi a capienza ridotta per evitare contatti fra nuclei familiari differenti, hanno continuato a funzionare mantenendosi nelle disponibilità dei richiedenti. Lo stesso impegno è stato usato al giornale. Dopo l’iniziale smarrimento dei primi mesi, la tipografia chiusa per covid e la redazione a ranghi ridotti a causa del lockdown e dello smart working, abbiamo da poco ripreso in mano le redini della rivista trasformandola in una newsletter online. A dire il vero ci pensavamo da tempo ma non ci decidevamo mai a farlo. Dopo vent’anni di cartaceo ci sembrava di tradire la vocazione della rivista da sfogliare, a disposizione di tutta la famiglia, di tutti i clienti del bar e dei pazienti del dentista in sala d’aspetto. Poi le norme anticovid si sono messe di mezzo a ricordare che una rivista non doveva più passare di mano in mano. Vietato per legge. Ragione per cui abbiamo deciso che, per continuare a esistere, dovevamo cambiare pelle e trasformarci in online. Del resto, ci siamo detti, l’impegno che ci metteremo nel realizzarla sarà lo stesso. Anzi, più impegno, dovendo imparare cose nuove per pubblicare nella nuova veste grafica, sulla nuova piattaforma, entrando così, a buon diritto, nel “grande fratello” di Internet. Sotto gli occhi avete il primo numero del nuovo corso. Buona lettura. Attendiamo i vostri consigli. Anzi, trattandosi di una newsletter online, aspettiamo i vostri feedback.