Note da un tetto che scotta

Un unico maxi concerto e di nuovo in live-streaming per le stesse ragioni di distanziamento e sicurezza che hanno imposto di farlo così anche l’anno scorso. Niente pubblico in presenza a causa del Covid, ma in tanti a seguire lo stesso l’evento, grazie alla diretta (e ora differita) Facebook sulla pagina dell’Istituto Nazionale Tumori (INT) di Milano. E così il 1⁰ luglio, verso sera, ha preso il via la rassegna musicale “Note su un tetto che scotta”, quest’anno alla sesta edizione. Un titolo che, più che “fare le fusa” con quello del film cult interpretato da Paul Newman e Liz Taylor, “La gatta sul tetto che scotta”, per gli appassionati di musica vuol dire una cosa sola: un richiamo grande come una casa al mitico concerto d’addio dei Beatles, improvvisato nel 1969 sul tetto della casa di registrazione Abbey Road Studios, situata nella omonima via londinese. Insomma, musica, talento, improvvisazione e il gran caldo di una serata estiva che però ai tempi dei Beatles non c’era… anche perché loro, i mitici FabFour, si esibirono a settembre; oltre tutto erano anni in cui faceva molto meno caldo di così. L’evento musicale ha risuonato ovunque a Città Studi, dal terrazzo del nosocomio di via Venezian, con lo skyline della città alle spalle dei musicisti che si sono succeduti sul palco. Numerosi gli artisti presenti: da Ronnie Jones ad Alberto Radius, da Filippo Graziani a Pier Davide Carone, Stefano Signoroni & The MC Band, Rossana De Pace, Alberto Fortis, Il nostro canto libero, Riky Anelli, Sonica Jazz Machine e Rose di Maggio (Classical Trio).

“Bella iniziativa e che bella la mia vecchia Milano dall’alto” ha postato uno dei tanti spettatori virtuali. “La terrazza delle speranze” gli ha fatto eco un altro appena sotto. “Grandi, tutti. Ottima iniziativa” e, a seguire: “Il talento e l’arte che danno voce alla vita ed alla speranza”; “Grazie per esserci anche quest’anno!”; “Quando la musica è poesia”; “Sono stata in questo istituto, non finirò mai di ringraziare tutti loro, grazie al prof Carlo Sposito, veri angeli”. Infine, un riferimento alla band rivale storica dei Fab Four, che riportiamo perché, d’accordo con l’ascoltatore, quello che più di ogni altra cosa conta, è la finalità rigeneratrice dell’iniziativa: “Ricordo ancora il tribute ai Rolling Stones di 3 anni fa… Ti fecero dimenticare per qualche ora il motivo per cui eri lì! Grazie!” E tantissimi cuoricini ed altrettante emoticon di affetto e simpatia.

«Anche se la tentazione è stata forte, non potevamo abbassare la guardia, ma la speranza è sicuramente quella di poter tornare il prossimo anno alla versione tradizionale, con i diversi appuntamenti live in terrazza, articolati tra giugno e luglio – ha commentato Marco Votta, presidente INT – Probabilmente, però, non abbandoneremo del tutto questa modalità di trasmissione in streaming. Questo potrebbe essere, infatti, il mezzo per far sì che anche i pazienti che non possono essere presenti di persona, riescano a seguire i concerti».

La prima edizione di “Note su un tetto che scotta” risale al 2016, frutto di un’idea di Davide Scaramuzza, Responsabile della Struttura Semplice di Radiologia Tradizionale in INT, e del giornalista Paolo Colonnello, che per primi hanno pensato a un concerto come a un mezzo per rendere più leggera la degenza ospedaliera, alleviare l’impatto sulla psiche del malato e aumentare l’empatia tra personale medico e pazienti. Il progetto è stato quindi realizzato in collaborazione con Paolo Polli, responsabile della comunicazione di INT e Stefano Signoroni, ricercatore nell’ambito della genetica oncologica presso la Struttura Semplice “Tumori Ereditari dell’Apparato Digerente” INT, e musicista affermato che prenderà anche parte alla rassegna.

Il maxi concerto 2021 ha unito in un’unica serata tutti i diversi artisti. Il concerto è stato possibile grazie alla partnership con Officine Buone, l’organizzazione no profit da sempre vicina a INT e che all’interno dell’Istituto ha girato la serie web di grande successo ‘Involontaria’.

«Dopo 15 mesi, anche per Officine Buone si tratta di una ripartenza delle attività musicali all’interno dell’Istituto Nazionale dei Tumori. Con il nostro “talent” Special Stage, nato proprio in Istituto e diffuso in oltre 50 ospedali di 12 città italiane, speriamo di potere ripartire da settembre – ha dichiarato Ugo Vivone, fondatore e Presidente di Officine Buone – Così partecipare alla produzione di “Note su un tetto che scotta” è per noi un segnale di grande speranza per riprendere il percorso di umanizzazione delle cure in ospedale al quale cerchiamo sempre di dare il nostro contributo».

L’iniziativa si è avvalsa del supporto di CONAD, che sostiene la rassegna musicale fin dal suo esordio. «I nostri soci sono impegnati da anni nel sostegno di iniziative di grande valore sociale come “Note su un tetto che scotta”, nella convinzione che la partecipazione allo sviluppo delle comunità sia parte integrante del nostro lavoro – ha detto in conferenza stampa Francesco Pugliese, Amministratore Delegato di Conad.

Il concerto è stato condotto da Marco Maccarini ed è tuttora visibile in streaming al link:

https://www.facebook.com/istitutotumori.