
Una piattaforma di collaborazione per offrire formazione, ricerca scientifica e assistenza sanitaria in ambito oncologico. È questo l’obiettivo della missione che l’IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT), l’IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia e l’Università degli studi di Pavia hanno avviato ufficialmente ai primi di novembre, insieme alle autorità sanitarie del Salvador intervenute alla presentazione, dal Ministro della Salute Francisco Alabì, alla viceministra Karla Díaz de Naves e alla direttrice dell’Istituto Superiore di Sanità Xochitl Sandoval.
«Sono molto lieto che le autorità salvadoregne abbiano deciso di avvalersi del patrimonio di conoscenze e competenze del nostro Istituto che, nato nel 1928, è stato il primo Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico italiano dedicato all’oncologia, e si conferma tutt’ora come centro di riferimento in Italia e all’estero in questo campo, ma anche per la ricerca biomedica e sanitaria di tipo preclinico, clinico e traslazionale – ha dichiarato Marco Votta, Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) – un’occasione per condividere la nostra visione dell’oncologia, che si basa su un mix equilibrato di ricerca e umanizzazione delle cure, grazie al quale il nostro ospedale è primeggia fra i 12 IRCCS oncologici italiani ed è uno dei primi a livello europeo».
Il progetto con lo stato centroamericano s’inserisce in un più ampio contesto di cooperazione internazionale in cui l’INT è impegnato da diversi anni, inizialmente tramite le iniziative individuali dei suoi professionisti e poi in modo sempre più strutturato. In quest’ultimo caso, i progetti saranno messi in atto nell’ambito di una sinergia con la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia con l’Hospital Nacional Rosales e l’Hospital Nacional Juan José Fernàndez-Zacamil (due strutture ospedaliere di terzo livello della capitale San Salvador) in particolare nell’alta formazione specialistica, sia teorica sia pratica, in ambito oncologico. Le linee di sviluppo di questa collaborazione tra INT, Policlinico San Matteo e autorità sanitarie salvadoregne sono delineate nell’Accordo quadro di cooperazione firmato dalle parti a luglio.
«Questo progetto di collaborazione internazionale ci ha visti sin da subito a fianco dell’Istituto Tumori di Milano per due motivazioni: per la nostra vocazione, che sin dagli albori dell’Ospedale San Matteo ci ha portato a guardare oltre i confini provinciali, regionali e nazionali, sia per la nostra volontà di condividere conoscenze e percorsi di cura con l’obiettivo di migliorare la capacità di intervento delle strutture sanitarie di altri Paesi – ha commentato il Direttore Generale del Policlinico San Matteo di Pavia Stefano Manfredi – A quattro mesi di distanza dalla firma dell’accordo, siamo entrati concretamente nell’operatività di questa collaborazione internazionale con la missione a El Salvador, appena conclusa, che prevede, tra l’altro, l’ospitalità di medici salvadoregni presso il San Matteo».
La collaborazione, anche in questo caso, si articolerà in una serie di iniziative in ambiti diversi, tra cui formazione del personale medico-infermieristico e sanitario; scambi professionali, tecnici e scientifici a livello internazionale; discussione a distanza di casi clinici di alta complessità tramite la telemedicina; progetti di ricerca scientifica; cura dei pazienti; azioni di comunicazione sulla prevenzione e educazione sanitaria.
Nei Paesi a basso e medio reddito, tra cui figura El Salvador secondo le definizioni dell’OCSE, l’incidenza dei tumori maligni è più bassa in ogni fascia di età rispetto ai paesi più ricchi. Tuttavia, il rapporto tra mortalità e incidenza per tumori risulta decisamente sfavorevole: entro il 2030, nei Paesi a basso e medio reddito una persona su otto avrà una diagnosi di cancro nel corso della propria vita e circa tre quarti di tutti i decessi avverranno per cancro. La correlazione tra risorse investite nella sanità ed esito delle cure oncologiche è più evidente nell’età pediatrica (0-14 anni), dove si concentra meno del 2% dei casi globali di tumori maligni. Nei Paesi ad alto reddito, negli ultimi 50 anni in questa fascia il tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è quasi triplicato, passando dal 30% all’80%, mentre nei Paesi più poveri non supera il 10% e nei Paesi a medio reddito rimane tra il 30 e il 50%.
«Personalmente, ho sempre creduto moltissimo nella cooperazione sanitaria e penso debba essere uno degli ambiti di maggior impegno per la Comunità internazionale” – ha ricordato il Presidente Votta – Anche per questo, in un mondo sempre più interconnesso e globalizzato, durante il mio mandato ho voluto potenziare le nostre relazioni fuori dai confini nazionali in ambito sanitario, per dare concreta attuazione, per quanto di nostra competenza, all’articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che riconosce la salute e il benessere come diritti umani fondamentali, in linea con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che riconosce ‘il livello più alto di salute raggiungibile’ come diritto fondamentale di ogni essere umano».