Non ci sono limiti per fare attività motoria

«Il desiderio di una vita, da realizzare prima di morire». Così Nickie Forsong, una donna di 37 anni di nazionalità tailandese survivor al cancro al seno, al cronista di «The Nation» a proposito della traversata del canale della Manica che ha fatto a nuoto. L’impresa risale ai primi di giugno. La ragazza ha impiegato 21 ore, 6 ore in più delle 15 canoniche che ci mette l’élite dei comuni mortali che tenta l’approdo sulle coste francesi partendo dall’Inghilterra (mai viceversa, a causa delle correnti avverse). Una traversata che, a quanto pare, non sono pochi a portare a compimento, anche se non parliamo di moltitudini. Nuotare nelle acque fredde, battute da correnti e da banchi di meduse, esattamente come è capitato a Nickie, da cui le ragioni del suo ritardo, è un’impresa sportiva che necessita di coraggio e di un’abilità sportiva fuori dal comune. Per restare in tema, l’ultima survivor al cancro al seno che ha tentato l’impresa prima di Nickie è stata Sarah Thomas, nel 2019. Con un passato da nuotatrice agonistica in acque aperte Sarah, anche lei a 37 anni, ha compiuto una traversata da guinness dei primati. Ha fatto avanti e indietro nel Canale per due volte, coprendo la ragguardevolissima distanza di più di 130 km in un tempo di ben 54 ore.
Secondo i dati della letteratura scientifica, il carcinoma mammario è la prima causa di morte per tumore nelle donne. Ragione per cui la prevenzione ricopre un ruolo tutt’altro che secondario. Alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni si esegue con una mammografia ogni 2 anni. In alcune Regioni si sta sperimentando lo screening tra i 45 e i 74 anni (con una periodicità annuale nelle donne sotto ai 50 anni), ricorda una scheda ad hoc sul sito del Ministero della salute.
La prevenzione del tumore della mammella passa anche per stili di vita corretti. Oltre a non fumare, evitare il consumo superfluo di alcol, seguire una corretta alimentazione, si è dimostrato molto efficace praticare un’attività fisica regolare. L’esercizio fisico moderato ha efficacia anche sulle complicanze oncologiche – ricorda ancora il Ministero – quali il dolore, il linfedema post-chirurgico nel tumore della mammella, la cardio e neuro-tossicità di alcuni farmaci chemioterapici e della radioterapia, gli effetti avversi delle terapie ormonali sostitutive o complementari e la fatica.
Nelle Linee di indirizzo per fasce d’età e per specifiche patologie, per quanto riguarda le survivors al cancro al seno, viene infine ricordato che uno dei compiti del curante è quello di «motivare le pazienti mastectomizzate a riprendere o adottare uno stile di vita attivo, al fine di evitare la sedentarietà assoluta che spesso si accompagna alle diverse fasi della malattia. Nella fase di trattamento, spesso, le pazienti riducono i livelli di attività, accusando perdita del tono muscolare, ridotta mobilità e alterazioni metaboliche, nonché dolore iatrogeno, per poi non riuscire, nel post-trattamento, a recuperare i livelli pre-diagnosi […] È opportuno scegliere tipologie di attività il più possibile gradevoli». Tra quelle aerobiche, da praticare 3-5 volte a settimana per 20-60 min/giorno (dosaggio continuo o intermittente), il nuoto è tra le prime a essere consigliate, insieme al ballo, alla ginnastica dolce (per le anziane), alla bicicletta o cicloergometro, fit walking o nordic walking. «Camminare, fare le faccende domestiche o dedicarsi al giardinaggio, sono attività di moderata o lieve intensità che possono essere svolte quotidianamente con facilità», si dice alla fine del paragrafo dedicato alle attività praticabili. Certo è che se, come le signore di cui sopra, si ha in mente l’impresa della vita, forse il giardinaggio e i mestieri sono riduttivi. A sognare in questi casi sembra che sia di migliore auspicio farlo in grande. E, nel caso vi sia l’acqua e il nuoto di mezzo, nessuna controindicazione, neppure nella pratica del breaststroke, ovvero della rana, in cui lo sforzo da parte dei muscoli del petto, come suggerisce la parola inglese, è massimo. Sarà il curante a suggerire i modi e i tempi per nuotare evitando i movimenti che potrebbero essere controindicati per la salute ritrovata delle pazienti. Sia chiaro, la piscina basta e avanza. Almeno per cominciare…