Radioterapia di precisione

 

Il braccio del CyberKnife S7 utilizzato nel trattamento radioterapico che sfrutta le radiazioni ionizzanti per incidere la massa tumorale con la stessa precisione di un bisturi.

 

Nomen omen, dicevano i latini quando un nome presagiva qualcos’altro. Niente di più appropriato per la radioterapia o radiochirurgia stereotassica, più propriamente detta CyberKnife S7. Si tratta di un trattamento radioterapico che sfrutta le radiazioni ionizzanti per incidere la massa tumorale con la stessa precisione “chirurgica” di un bisturi. Bisturi in inglese si dice “scalpel” ma in CyberKnife S7 si è preferita l’allusione allo ferro del chirurgo ricorrendo al termine corrente di “knife”. Da qui la possibilità di chiamare la metodica tanto radioterapia quanto radiochirurgia stereotassica. Per l’aggettivo, ricorriamo alla definizione del vocabolario Treccani, che conferma che non ci stiamo discostando di un millimetro dal medesimo campo semantico. “Stereotassico è detto di uno strumento neurochirurgico che consente di operare nell’encefalo [e non solo, come vedremo nel corso di questo articolo, ndr] quando è necessario raggiungere formazioni situate in profondità, risparmiando le strutture soprastanti e riducendo al minimo la lesione cranica. […] la somministrazione di radiazioni avviene con notevole precisione ricorrendo ad accurate procedure di centratura e l’erogazione può avvenire da più angoli di emissione grazie a complessi movimenti della macchina radiante”. Una definizione che ci catapulta nel merito di questa tecnica di precisione, da poco avviata anche dalla Radioterapia Oncologica degli Spedali Civili di Brescia, il tredicesimo centro italiano a proporla come terapia. «Dall’introduzione del CyberKnife, nel novembre 2019, sono stati trattati a oggi circa 450 pazienti, di cui 173 solo nel 2021, a dimostrazione di una evidente progressione e che l’attività non si è fermata neanche durante la pandemia da Covid-19», si legge in un comunicato dell’ospedale lombardo. Lo stesso in cui il nosocomio bresciano ha annunciato di aver adottato questo sistema robotico avanzato per la radioterapia e la radiochirurgia stereotassica, confermandosi «tra i primi centri per la cura delle patologie oncologiche il Lombardia».

La radiochirurgia stereotassica è un trattamento che, sfruttando le radiazioni ionizzati, si può utilizzare per la cura di svariate patologie oncologiche: dai tumori primitivi alle metastasi del polmone, dai tumori primitivi alle metastasi del fegato, dai tumori della prostata a quelli del pancreas, alle metastasi dei linfonodi dell’addome e della pelvi. La tecnica viene eseguita in day-hospital, senza anestesia in quanto indolore. Una seduta al giorno per sei giorni con la possibilità di un secondo richiamo in caso di necessità.  Il paziente non è mai radioattivo e a fine seduta torna a casa dove prosegue la sua normale esistenza.

Chi sono i destinatari designati? Seguendo le indicazioni della scheda tecnica che ci ha fornito l’azienda che distribuisce la strumentazione per l’Italia (ab medica di Cerro Maggiore, Milano) la radioterapia stereotassica trova applicazione tra i pazienti inoperabili o che rifiutano l’operazione chirurgica, «e per tutte le neoplasie per le quali risulta difficile proporre un trattamento radioterapico standard – come ha ricordato il professore Stefano Maria Negrini, Direttore della UO di radioterapia degli Spedali Civili –  CyberKnife consente l’effettuazione di trattamenti stereotassici non invasivi e si è rivelato utile in molte situazioni cliniche».

Il sistema si avvale di un braccio robotico – è precisato nella surriferita scheda tecnica – che lavora sulla scorta di un sistema ad imaging. Quest’ultimo consente di seguire i movimenti del target durante il trattamento, con margini di approssimazione inferiori al millimetro. In questo modo è possibile erogare alte dosi al bersaglio, salvaguardare i tessuti sani e ridurre il numero di sedute di trattamento, con il vantaggio per il paziente di recarsi di meno all’ospedale.

Grazie all’ampia libertà di movimento del braccio robotico e all’avanzato sistema di imaging, che permette di “inseguire” i movimenti del “bersaglio” neoplastico, CyberKnife consente trattamenti ancora più efficaci e accurati. Infatti, il sistema di Intelligenza Artificiale (AI) di cui è dotato definisce continuamente le modalità di erogazione del trattamento in tempo reale, in base alla posizione del bersaglio, senza interrompere l’emissione del fascio di radiazioni e senza dover riposizionare il paziente, mentre questi respira liberamente. La sede del tumore può essere individuata con precisione e ciò comporta una riduzione significativa dell’irradiazione dei tessuti sani adiacenti alla neoplasia e una maggiore salvaguardia degli organi a rischio. Questo si traduce, in numerose situazioni cliniche, in una riduzione delle sedute di trattamento e dell’esposizione alle radiazioni, in minori accessi ospedalieri da parte del paziente e, infine, in una migliore qualità di vita del paziente, oltre a un risparmio di costi.

Di seguito l’elenco dei centri in Italia in cui praticano la radioterapia/radiochirurgia stereotassica:

  • Ospedale San Bortolo di Vicenza
  • Centro Diagnostico Italiano di Milano (2 Sistemi CK)
  • AOU Policlinico G. Martino di Messina
  • IFCA Casa di Cura Ulivella e Glicini di Firenze (c. Careggi)
  • Istituto Neurologico C. Besta di Milano
  • Istituto Europeo di Oncologia di Milano
  • Casa di Cura Mater Dei di Bari
  • Istituto Nazionale Tumori Fondazione G. Pascale di Napoli
  • IFO, Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Roma
  • Ospedale San Raffaele, Milano
  • Casa di Cura Pio XI, Roma
  • Spedali Civili, Brescia