Nuotare allunga la vita e previene il cancro

Secondo uno studio inglese pubblicato da Swim England, essere attivi in acqua ha un ruolo diretto nella prevenzione del cancro al seno, all’intestino e all’utero. Swim England, pressapoco, è l’equivalente della nostra Federazione Italiana Nuoto, con in più la mission di aiutare le persone a imparare a nuotare, a godersi l’acqua in sicurezza e a competere nelle varie discipline. Si tratta di competenze importanti, che la nostra Federazione sottoscrive ma affida a organismi intermedi. Detto questo, Swim England raccomanda che le prescrizioni degli esercizi da farsi in acqua dovrebbero essere mantenute in grande considerazione dai medici e dagli operatori sanitari. Nel sottolineare queste conclusioni, il rapporto rileva che:
• il nuoto gioca un ruolo unico nel supportare le persone per tutta la loro vita;
• il nuoto riduce il rischio di morte prematura;
• le lezioni di nuoto aiutano i bambini a sviluppare più velocemente le abilità;
• il nuoto e l’attività acquatica sono opzioni sicure e praticabili specie dalle persone con gravi disabilità motorie;
• l’acqua è il luogo perfetto per fare esercizio fisico con le persone di tutte le età.

Ciò è particolarmente rilevante per tutti quei soggetti che hanno difficoltà con l’attività a terra, come le donne incinte e le persone in sovrappeso, le persone a rischio di caduta e le persone con condizioni muscolo-scheletriche deficitarie. È anche uno dei pochi sport in cui la partecipazione femminile è maggiore di quella maschile. Invece, da un punto di vista cardiologico, i benefici del nuoto si possono riassumere in:
• il nuoto migliora la salute del cuore;
• abbassa la pressione sanguigna;
• migliora la capacità polmonare;
• riduce i dolori articolari;
• aumenta la forza ossea.

Tutti suggerimenti, i primi come i secondi, particolarmente utili adesso che siamo in piena stagione di ferie, che la maggior parte dei vacanzieri ha voglia di mare, dove immergersi di frequente per vincere il caldo estivo e per fare il giusto movimento che il mare sembra invitare dopo il tempo speso nella contemplazione dell’infinito all’orizzonte, o in altro che più vi piace.
A differenza di molte attività ludico-motorie, nuotare comporta abilità che lo rendono necessario nello sviluppo dell’essere umano. Non a caso, la capacità di galleggiare e la perdita della paura dell’acqua aiutano la percezione di sicurezza nell’individuo e in tutti i contesti acquatici relativi (piscina, fiume, lago o mare ecc.).
Importantissimo, dunque, avviare con coscienza i bambini all’acquaticità. Fondamentale, con i bambini, è sempre il primo approccio. La scuola pseudo spartana del “buttiamolo in acqua dove non tocca, che tanto galleggia” è ormai, per fortuna, pedagogicamente superata.
Crescendo, tutti abbiamo ceduto al fascino della competizione per arrivare primi alla boa o alla gara del tuffo più ardito dallo scoglio, sapendo che l’una e l’altra prova servivano a essere accettati nella cerchia degli amici più in vista. Poi passano gli anni e arriva l’età nella quale si sente il bisogno di ricominciare a nuotare, magari su consiglio del medico. Il nuoto fa bene a tutti, tuttavia sfatiamo un luogo comune. Il nuoto non è una ginnastica posturale: nuotando con il ventre verso il fondo, la curva lombare subisce una sollecitazione che potrebbe causare dolori, altro che farli passare come molti credono. Specie se si possiede un core debole. Che cos’è il core? Con questo termine si indica la parte centrale del corpo, composta di un’unità esterna di muscoli superficiali e da un’unità interna di muscoli profondi. Fanno parte del core anche le catene muscolari crociate, anteriore e posteriore.

Riassumendo il parere degli esperti, il nuoto è un’ottima base di esercizio ma non è sufficiente. Un programma di allenamento completo deve prevedere sessioni  in palestra ove tonificare la muscolatura generale e il core in particolare, potenziare i muscoli specifici (cuffia dei rotatori, gran dorsali ecc.) nonché eseguire esercizi di stretching. Un ricercatore giapponese che ha approfondito questo ambito, puntualizza che gli esercizi fatti fuori dall’acqua daranno dei frutti anche in acqua.
Inoltre, il nuoto può benissimo essere alternato con allenamenti di corsa o bici, come sessioni di cross training o triathlon. Gli esperti ricordano ad allenatori e atleti di non esagerare nella programmazione dell’attività natatoria. Mentre il consiglio per gli amatori è di praticare il nuoto per divertirsi, stando attenti alla gradualità nel passaggio tra le discipline: correre è un’attività ad alto impatto per le articolazioni degli arti inferiori, mentre il nuoto non lo è.
Partendo da quest’ultima affermazione, ci sono più conclusioni: l’acqua è utilissima per chi ha problemi di peso corporeo eccessivo o deve seguire un percorso riabilitativo: le articolazioni risentiranno meno dello stress dovuto alla forza di gravità. Lo stesso stress, tuttavia, è necessario per chi soffre di osteoporosi: il carico sulle articolazioni si traduce in aumento dello stimolo alla produzione ossea.
In conclusione, nuotare è una tra le attività più utili. Che si tratti di competere o solamente galleggiare, è un mezzo di allenamento che ha il benessere come fine.