
Stando a quanto sostengono i ricercatori del Dipartimento di Allergologia e Immunologia dell’Università del Michigan, le persone allergiche alle punture di api, vespe e imenotteri corrono un rischio dieci volte maggiore di ammalarsi di mastocitosi rispetto a chi allergico non è. Gli studiosi che hanno appena pubblicato questo lavoro, sfruttando le colonne del scientificamente accreditato «Journal of Allergy and Clinical Immunology», si sono avvalsi di un vasto campione di dati, avendo avuto accesso a un database assicurativo USA in cui erano raccolte le informazioni sanitarie di qualcosa come 27 milioni di individui.
Ma perché la mastocitosi rappresenta una minaccia contro la quale bisogna tenere alta la guardia? Innanzitutto, perché può diventare un pericolo mortale per chi ignora di essere allergico agli insetti e si aggira per monti e per valli senza l’auto-iniettore di adrenalina, che serve ad azzerare l’effetto dello shock anafilattico. Il veleno degli insetti fa impazzire i mastociti, che sono i globuli bianchi del midollo osseo e le cellule immunitarie di altri distretti. Colonie di mastociti si trovano nel tessuto sottocutaneo, nei vasi sanguigni, nei reni, nei polmoni e nell’intestino. E siccome la mastocitosi scatena un accumulo anomalo di mastociti, nel midollo osseo può generare la formazione di gravi forme di malattie, come la leucemia. In generale, stando a quanto ci ricorda una scheda sulla mastocitosi reperibile sul manuale MSD, versione per i pazienti, laddove si accumulano molti mastociti in un organo, il funzionamento di quest’ultimo viene compromesso, e i problemi che si scatenano possono essere potenzialmente letali. La mastocitosi è comunque una malattia rara. Differisce dalle tipiche reazioni allergiche per carattere cronico e non sporadico, quantunque i disturbi siano gli stessi. Oltre al già ricordato shock anafilattico, chi ne soffre può presentare aree pruriginose e pomfi, dolori ossei e intestinali. Gli antistaminici aiutano ad alleviare il prurito, mentre contro i disturbi gastrici si ricorre agli antagonisti di un recettore dell’istamina.
Anche se c’è un interesse crescente, le mastocitosi sono ancora poco studiate – ha chiosato il professor Charles Schulder, uno degli autori della ricerca statunitense – probabilmente sono molte le persone che per tutto il corso della loro esistenza vivono i sintomi della mastocitosi come una sorta di incubo medico, ignare come sono della diagnosi. Un modo per andarli a cercare e sottoporli a diagnosi, è quello di individuare le persone che dimostrano di essere allergiche alle punture degli insetti. Questo è quello che la ricerca statunitense suggerisce di fare, supportando i medici a trattare più adeguatamente tutti questi pazienti.
Lo Studio prevedeva un follow-up di cinque anni, durante il quale i pazienti con anamnesi di allergia grave sono stati trattati con immunoterapia per la desensibilizzazione dal veleno. Il gruppo di ricerca dell’Università del Michigan ha così scoperto che in presenza di livelli elevati di triptasi, una sostanza chimica secreta dalle cellule allergiche, si può prevedere se una persona è a rischio elevato di reazione al trattamento immunoterapico.
Questo studio aiuta a spiegare gli effetti collaterali o gli esiti negativi che si associano all’immunoterapia – ha affermato un altro degli autori che hanno preso parte alla ricerca – Gli allergologi possono così prestare molta più cura durante la terapia immunoterapica, cercando di anticipare le reazioni allergiche.
Quello che ancora impedisce una piena conoscenza del fenomeno a livello mondiale, a parere degli studiosi dell’Università del Michigan, è che il paragone fra USA ed Europa non regge. In Europa si fanno molte più diagnosi di mastocitosi senza metterle in relazione alle reazioni allergiche scatenate dalle punture degli insetti. Negli USA se ne fanno meno, ma il rapporto fra diagnosi di mastocitosi e reazioni allergiche da veleno di insetti è molto più stringente. Il che ha portato gli autori americani a concludere che se anche l’Europa dovesse indagare più nel dettaglio il rapporto fra mastocitosi e reazioni allergiche agli insetti, probabilmente molte delle diagnosi di mastocitosi cambierebbero indirizzo, e alcune forme di reazioni allergiche diventerebbero mastocitosi tout court.
In attesa che si faccia chiarezza, è bene che la comparsa di mastocitosi nei bambini, fra i quali è piuttosto tipica la forma cutanea, caratterizzata dalle formazioni di macchioline marrone-rosso sottocutanee e dalla presenza di pomfi pruriginosi, venga seguita in maniera approfondita, giacché se trascurata, a lungo termine può provocare gravi forme di malattie del sangue come, appunto, la leucemia.