
L’ipotesi di partenza dei ricercatori iraniani, nello studio che hanno dato alle stampe in anteprima a novembre 2021 su «Research Square», era di verificare se i benefici degli integratori Omega-3 contro i sintomi di ansia e depressione e i disturbi del sonno nelle donne in menopausa vengono o meno confermati nelle donne con tumore al seno nelle quali la menopausa viene indotta dalla terapia ormonale per arrestare la crescita del carcinoma. Per farlo, hanno monitorato per quattro settimane 60 pazienti dimesse dalla clinica universitaria della città d’Isfahan. Tutte queste donne erano in trattamento con terapia ormonale per diagnosi di un tumore al seno. In realtà, all’inizio erano 78 ma poi, per cause diverse, come la mancata aderenza alla terapia da parte di alcune o il decesso di altre, il loro numero si è ridotto a 60. Utilizzando dei questionari standardizzati, i ricercatori hanno registrato, prima e dopo il periodo di follow-up, l’andamento di questi disturbi nelle pazienti osservate e suddivise in doppio-cieco in due gruppi da 30. All’un gruppo hanno integrato il trattamento farmacologico con la somministrazione giornaliera di 2 grammi di Omega-3, all’altro con quella di un placebo. Al termine delle verifiche i risultati ottenuti confermerebbero l’ipotesi di partenza. Usiamo il condizionale perché il lavoro dei ricercatori dell’università di Isfahan è ancora in attesa del parere della peer review, ovvero della rilettura di tutti i passaggi della ricerca da parte di colleghi qualificati, indispensabile per fare di uno studio promettente sul piano scientifico uno studio scientifico verificato. Se i colleghi preposti confermeranno, si potrà ragionevolmente affermare, d’accordo con gli autori, che 2 grammi al giorno di Omega-3 sono in grado di migliorare tutti i parametri di ansia e depressione e di garantire una qualità del sonno più stabile nelle donne in cura per tumore al seno e in menopausa indotta dalla terapia ormonale.
Oltre che con la terapia ormonale, il cancro al seno si cura con la chirurgia, la chemio e la radioterapia. Appena dopo il tumore del polmone, è la malattia con il più alto tasso di mortalità fra le donne nei Paesi sviluppati, presso le quali è senza dubbio la più temuta, come ricordano gli autori iraniani nell’introduzione della loro ricerca.
Ciò detto, ricordiamo che gli Omega-3, a base di acidi polinsaturi (PUFAs), sono composti da catene di acidi grassi in grado di giocare un ruolo di primo piano contro l’infiammazione che insorge nelle membrane tessutali a causa di diverse malattie. Non a caso, gli Omega-3 hanno una vasta applicazione come terapie di supporto nel trattamento delle malattie cardiovascolari, dell’artrite reumatoide, della depressione e di altri disturbi cognitivi. In campo cardiovascolare, dove il ricorso ai PUFAs è più conosciuto, essi si sono dimostrati efficaci in combinazione con le statine. L’effetto protettivo cardiovascolare di questi grassi essenziali agisce nei confronti dei trigliceridi. Combinati con le statine, essi riportano nella norma tutti i parametri del colesterolo.
In campo oncologico, la loro efficacia era già conosciuta nel diminuire la tossicità delle terapie ormonali, primo fra tutti del tamoxifene, il farmaco più noto fra quelli che bloccano l’azione degli estrogeni, gli ormoni femminili che alcuni tumori al seno utilizzano per svilupparsi e crescere e che – una volta bloccati –inducono la menopausa. La menopausa è una condizione di passaggio che normalmente la donna collega a un momento dell’esistenza il cui la salute peggiora, le energie cominciano a scarseggiare e la mente sembra divorata dalla depressione e il sesso dall’insoddisfazione. Una delle risposte terapeutiche per fronteggiare questi sintomi dell’invecchiamento femminile è proprio negli integratori a base di Omega-3. Ci sono parecchi studi – ricordano i ricercatori iraniani – che evidenziano gli effetti positivi degli Omega-3 nella cura dei disturbi dello stato d’animo, della mente e del comportamento. Per esempio, in un lavoro giapponese del 2017, che prende in esame pazienti affetti da tumore del polmone, gli Omega- si sono dimostrati efficaci per curare la depressione e l’insonnia nei pazienti che non rispondevano più alle terapie ordinarie.
Un limite del lavoro iraniano, indipendentemente dal parere della peer review? Forse che 60 pazienti indagate per quattro settimane sono due numeri entrambi scarsi o, meglio, non sufficienti per emettere giudizi definitivi sulla bontà dell’integrazione a base di Omega-3 per un miglioramento dei disturbi del comportamento quali sintomi della menopausa indotta farmacologicamente.