
Qual è l’impatto dei cibi sulla salute con particolare riguardo alla prevenzione oncologica? E a che punto è l’industria farmaceutico-alimentare con la sintesi dei nutrienti utili all’equilibrio nutrizionale dei più fragili? Una domanda che abbiamo rivolto a Lucilla Titta, nutrizionista e ricercatrice dell’Istituto Europeo di Oncologia.
«Negli ultimi anni si è senz’altro osservata una maggiore attenzione agli aspetti salutistici dell’alimentazione. Se fino a qualche tempo fa l’attenzione era concentrata quasi esclusivamente sul contenuto calorico degli alimenti e sulla loro composizione in termini di carboidrati, proteine e grassi, oggi gli italiani sono più consapevoli e informati anche sugli effetti di tipo funzionale che i diversi nutrienti possono esercitare a livello dell’organismo. Inoltre, si osserva una crescita costante delle persone che scelgono di adottare una dieta vegetariana o vegana e in generale si sta affermando una tendenza al “meno ma meglio”».
In uno scenario alimentare in continua evoluzione che ruolo giocano i micronutrienti e le vitamine in particolare?
«Il ruolo dei micronutrienti nei nuovi pattern alimentari è fondamentale; selezionando nuovi approcci dietetici in base all’effetto sulla salute, infatti, è necessario mantenere il giusto equilibrio dei fabbisogni. Ad esempio, per chi sceglie di eliminare dalla dieta gli alimenti di origine animale o comunque ridurli, sarà necessario integrare determinate vitamine come B12 e D oltre che valutare se necessaria anche un’integrazione di sali minerali».
Quali sono le proprietà delle vitamine del gruppo B e in quali alimenti si trovano più comunemente?
«Le vitamine del gruppo B hanno un ruolo essenziale nel funzionamento del sistema nervoso (B1, B3, B6, B12, acido folico), del sistema immunitario (B6, B12) e del metabolismo energetico, oltre che mantenere in equilibrio alcune funzioni dell’organismo come l’accrescimento e l’integrità di cute e mucose.
In quanto vitamine idrosolubili, vale a dire che si sciolgono in acqua, le vitamine del gruppo B non possono essere accumulate dall’organismo ma devono essere assunte quotidianamente attraverso l’alimentazione. Alimenti ricchi di vitamina B6 sono cereali, frutta secca, patate, piselli, lenticchie, vegetali a foglia verde. La vitamina B9 è presente in molti vegetali a foglia verde come spinaci, lattuga, broccoli, asparagi, ma anche in arance, legumi e cereali. La vitamina B12 è presente in tutti gli alimenti di origine animale, anche in minima quantità. In particolare, la si trova nella carne, nel pesce, nel fegato, nel latte, nelle uova. In natura non esistono piante o vegetali che contengano quantità di vitamina B12 in grado di soddisfare il fabbisogno giornaliero nell’essere umano».
Come ci si accorge di avere delle carenze vitaminiche?
«I sintomi possono essere i più diversi: piccoli tagli ai lati della bocca, secchezza della pelle, debolezza dei capelli, affaticamento e crampi fino ad arrivare a disturbi neurologici. È essenziale quindi a seconda dell’età e del tipo di alimentazione consultare il proprio medico per il dosaggio delle vitamine nel sangue ed individuare così eventuali carenze».
Ci sono delle condizioni particolari che rendono difficile il raggiungimento del fabbisogno giornaliero di vitamine?
«Già dopo i cinquant’anni l’organismo va incontro ad una progressiva atrofia della mucosa gastrica che può portare ad un malassorbimento della vitamina B12, quindi il semplice progredire dell’età può rappresentare un fattore di rischio per la carenza di tale vitamina. Ci sono poi le diete ad esclusione come la vegetariana e soprattutto la vegana che necessitano l’integrazione di tali micronutrienti altrimenti è impossibile raggiungerne il fabbisogno.
Diverso è il discorso per i folati, un nutriente critico in tutta la vita fertile della donna. Esistono ormai numerose evidenze scientifiche sulla necessità di supportare il fabbisogno di vitamina B9, meglio conosciuta come acido folico, nelle giovani donne prima e durante la gravidanza. Questa vitamina è, infatti, indispensabile allo sviluppo del sistema nervoso del bambino, previene l’anemia e i difetti del tubo neurale (spina bifida) e riduce il rischio di malattie cardiache congenite».
Focus: la vitamina B12
La vitamina B12, o cobalamina, è un nutriente essenziale per l’organismo ed è una vitamina idrosolubile naturalmente presente in alimenti di origine animale. È coinvolta in numerose funzioni, tra cui il metabolismo degli aminoacidi, degli acidi nucleici (coadiuva la sintesi di DNA e RNA) e degli acidi grassi. Ha un ruolo fondamentale nella produzione dei globuli rossi e nella formazione del midollo osseo. Inoltre, contribuisce a mantenere in salute il sistema nervoso: è necessaria per la formazione e la conservazione della guaina mielinica, una struttura con funzione isolante che circonda alcune cellule nervose e che accelera la trasmissione dei segnali nervosi.
La vitamina B12 è presente in tutti gli alimenti di origine animale, seppur in minima quantità. In particolare, la si trova nella carne, nel pesce, nel fegato, nel latte, nelle uova. In natura non esistono piante o vegetali che contengano quantità di vitamina B12 in grado di soddisfare il fabbisogno dell’uomo. Il suo fabbisogno minimo giornaliero, normalmente coperto dalla dieta, è di almeno 2 microgrammi al giorno.
La carenza di vitamine del gruppo B può dare segnali diversi a seconda del tipo di vitamina B interessata, tra cui stanchezza e affaticamento, confusione mentale, irritabilità, depressione, nausea, anemia e dermatite.