
Perché è importante fare attività fisica quando si comincia una dieta? A parere degli esperti, l’attività fisica è una componente imprescindibile dello stile di vita che contribuisce a molti benefici per la salute sia in concomitanza che in assenza di perdita di peso. Inoltre, l’attività fisica migliora la forma cardiorespiratoria, la forza muscolare e le capacità fisiche. Essa può contenere la perdita di massa magra osservata con i trattamenti che fanno dimagrire, dall’assunzione di farmaci specifici alle diete ipocaloriche, e può migliorare la qualità e la funzione dei muscoli. L’attività fisica è un comportamento chiave per la salute nel suo complesso, sul quale gli esperti si concentrano nell’ambito della cura clinica dei pazienti. Negli anziani è diventata la chiave di volta per combattere la sarcopenia, ovvero la più preoccupante forma di indebolimento organico, muscolare e osseo, che la vecchiaia reca con sé, sulla quale vi sono proiezioni non rosee per il futuro di una popolazione che invecchia a ritmi sempre più sostenuti. Il processo inizia a svilupparsi intorno ai 40-50 anni ma può essere accentuato dalla sedentarietà forzata. «A partire dai 40 anni si arriva a perdere fino all’8% di massa magra muscolare in un decennio, e il tasso di declino può raddoppiare dopo i 70 anni», ricorda Francesco Landi, Presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, in occasione della campagna “Su con la Forza”. La campagna, finanziata dalla Casa farmaceutica Abbott e avviata nel 2021, parte da una semplice ma efficace sfida, il test della sedia: se hai più di 40 anni, prova ad alzarti da una sedia con una gamba sola. Questo semplice test può aiutare le persone a valutare il proprio stato di salute muscolare. Inoltre, tutti coloro che si registrano sul sito possono ottenere una visita nutrizionale gratuita e personalizzata. Anche gli operatori sanitari potranno informarsi partecipando a webinar per prevenire e trattare la perdita di massa muscolare correlata all’età.
Il calo del tono muscolare si associa sempre a un indebolimento delle ossa. È per questo motivo che le recenti linee guida suggeriscono di allenare la forza muscolare. Si tratta di una pratica molto utile a tutte le età. Oltre a rallentare la perdita di tono e vigore muscolare, gli esercizi che allenano la forza aiutano a tenere a freno il processo di perdita di densità delle ossa connaturato con l’invecchiamento. Le ossa diventano più fragili a causa della perdita di densità dei minerali (in primis il fosfato di calcio) che le compongono. Si stima che annualmente la perdita di minerali delle ossa cali dall’1 al 3%.
Insieme, sarcopenia e obesità diventano una malattia congiunta che ha complicazioni maggiori di quelle che si osservano separatamente. Si tratta dell’obesità sarcopenica (SOB), nota per accentuare gli effetti della sarcopenia e dell’obesità negli over 65 anni, esponendoli cioè a maggior vulnerabilità, maggior ospedalizzazione e a una perdita di autonomia fisica e cognitiva più rilevante. La sarcopenia, tipica della terza età ma già attiva dopo i 50 anni, coincide con la perdita fisiologica di massa muscolare e di forza. L’obesità, con un aumento consistente di peso alla base della quale vi è, essenzialmente, uno stile di vita poco salutare.
La mancanza di attività fisica è una condizione che predispone all’insorgenza di alcuni tipi di cancro. In particolare, il tumore del colon-retto, il cancro al seno e all’endometrio (alla tonaca mucosa dell’utero) si sono dimostrati sensibili alla mancanza di un adeguato esercizio fisico, dimostrando di essere numericamente più diffusi fra le persone sedentarie. In base a studi osservazionali s’è visto che, nelle persone con i più alti tassi di inattività fisica, il tumore del colon retto alligna con un rischio del 40-50% più alto a paragone di coloro che rientrano in almeno una categoria di attività fisica. A conti fatti, si stima che l’inattività fisica da sola sia responsabile di almeno il 13-14% di questo tipo di cancro. L’attività fisica è posta in relazione anche a una moderata riduzione dell’incidenza del cancro al seno (-20%). Gli autori degli studi arrivati a questa conclusione fanno differenza fra età pre- e post- menopausa, ricordando che i migliori risultati per la prevenzione del tumore del seno derivanti dall’allenamento regolare sono riscontrabili nelle donne in post-menopausa. Discorso analogo per il cancro dell’endometrio. Le donne fisicamente attive vantano una riduzione del 30% per questo tipo di tumore rispetto alla controparte delle inattive.