Alcol, caffè e gravidanze a rischio

Possiamo affermare che l’alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e in grado di indurre dipendenza. Il suo consumo non ha alcuna utilità per l’organismo, risulta invece fonte di danno diretto alle cellule di molti organi, in particolare fegato e sistema nervoso centrale, ed è correlato all’insorgere di alcuni tumori maligni. È a causa della presenza di etanolo se l’alcol aumenta il rischio di tumori alla bocca, all’esofago, alla laringe, al fegato, alla mammella e, in misura minore, allo stomaco, al colon e al retto.
In merito alle specifiche conseguenze del consumo di alcol e caffeina sulla fertilità maschile e femminile, abbiamo invece interpellato due esperti: la biologa nutrizionista Claudia Banfi, di Eugin, e il Professore Mario Mignini Renzini, referente medico per gli aspetti clinici dei Centri Eugin in Italia, responsabile del Centro di PMA della Casa di Cura La Madonnina di Milano e Professore di ginecologia e ostetricia presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Vediamo con loro quali sono le evidenze.

L’alcol può determinare infertilità, impotenza, riduzione della libido e alterazioni ormonali, che possono poi tradursi in alterazioni mestruali nella donna e in ipogonadismo nell’uomo.

Per la donna, l’abuso di alcol può comportare un aumento nella concentrazione di estrogeni e una diminuzione dell’ormone FSH che inibisce la follicologenesi e l’ovulazione.

Secondo alcuni studi scientifici, le donne che consumano circa 10 g di alcol al giorno, che corrispondono a circa un calice di vino al giorno o a un drink, hanno un rischio di infertilità anovulatoria di quasi il 50% superiore rispetto alle donne che non bevono alcolici». Va da sé che la correlazione è più marcata nel caso in cui si consumino distillati, proprio per la concentrazione maggiore di etanolo.

Nell’uomo, un consumo eccessivo di alcol rischia di causare la riduzione della libido e del volume testicolare che a sua volta può innescare impotenza, infertilità ed eiaculazione precoce. Ma anche la riduzione dell’assorbimento dello zinco e, quindi, inibizione della produzione di spermatozoi fecondanti, favorendo la produzione di spermatozoi morfologicamente anomali, compromettendone concentrazione e motilità.

Possiamo quindi concludere che, per quanto concerne l’alcol, non ci sono quantità raccomandabili “sicure” per chi cerca una gravidanza. Come dicono le linee guida italiane per la popolazione generale, infatti, “meno è meglio”.

Una raccomandazione che, limitatamente alla fecondità, fa il paio con quella sulla caffeina. Non più di due caffè al giorno sono consigliati per chi cerca una gravidanza. La caffeina non si trova solo nel caffè, bensì anche in alcune bevande (come tè, mate e drink energetici), integratori e alimenti contenenti cacao, come il cioccolato. Tale molecola può essere assorbita in modo diverso a stomaco vuoto o pieno ma, in ogni caso, gli studi confermano che, una volta presente nel torrente circolatorio della donna, la caffeina è in grado di raggiungere le ovaie, l’utero e le tube di Falloppio, così come ogni altro tessuto, placenta inclusa. «Alla luce dei risultati degli studi finora condotti, si consiglia di non superare la dose soglia di circa 200 mg/die di caffeina se si è alla ricerca di una gravidanza, come suggerisce l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Se si tiene conto che un caffè espresso contiene circa 80 mg di caffeina, è facile intuire come il consumo di più di due caffè al giorno possa essere eccessivo in questa fase, o quanto meno sconsigliabile» è la conclusione della biologa nutrizionista Claudia Banfi, di Eugin.

«La medicina della riproduzione si occupa in primo luogo di prevenzione. Prima di suggerire e iniziare qualsiasi genere di trattamento, è fondamentale verificare e correggere le abitudini alimentari della coppia che possono influire sulla fertilità e sulla possibilità di ottenere una gravidanza, sia in modo naturale che ricorrendo alla fecondazione assistita. Non dobbiamo scordare, inoltre, che il consumo di alcol da parte del padre prima del concepimento e anche della madre durante la gravidanza, possono avere ripercussioni negative sullo sviluppo del feto e dei nascituri. Pertanto, è importante non abbassare la guardia una volta che si è conseguita la tanto desiderata gravidanza», è la conclusione del Professore Mario Mignini Renzini, di Eugin.