
Esistono diverse opzioni terapeutiche per il trattamento della leucemia linfatica cronica (LLC). Esse vanno dalla chemioterapia all’immunoterapia a diverse terapie mirate. Nonostante i notevoli progressi compiuti negli ultimi dieci anni, la ricerca di nuovi approcci di cura sostenibili ed efficaci rimane imperativa, soprattutto per un sottogruppo di pazienti che presenta forme particolarmente aggressive di LLC, caratterizzate da alterazioni del gene p53. In questo contesto alcuni farmaci sperimentali, come per esempio il bortezomib, stanno emergendo come promettenti.
Già in passato i ricercatori del laboratorio “Longevità & Cancro”, guidato da Valter Longo all’IFOM, avevano dimostrato che la dieta mima digiuno (DMD) rende chemioterapia, immunoterapia e altri trattamenti più efficaci contro vari tipi di tumori solidi. «In questo nuovo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Cancer Research” – spiega Longo – ci siamo invece focalizzati sulla ricerca di una terapia che fosse meno tossica per il trattamento di un tumore del sangue».
IFOM, Fondazione Istituto di Oncologia Molecolare ETS, è stato creato nel 1998 da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro come centro di ricerca sul cancro volto alla comprensione dei meccanismi alla base dell’insorgenza e dello sviluppo dei tumori, con l’obiettivo di trasferire rapidamente i risultati dal banco al letto del malato.
La DMD è un regime alimentare di cinque giorni che si basa su di una composizione clinicamente testata specifica in termini di macronutrienti, carboidrati, grassi e proteine, e micronutrienti, minerali e vitamine, frutto di oltre vent’anni di ricerca scientifica da parte di Longo e dei suoi laboratori presso il Longevity Institute della University of Southern California. Il protocollo alimentare della DMD prevede per cinque giorni consecutivi una alimentazione a base esclusiva di prodotti vegetali biologici, fra i quali le zuppe, le barrette e le bevande energetiche, il tè e un integratore calibrato per fornire alti livelli di minerali, vitamine e acidi grassi essenziali. L’apporto calorico di questa dieta non supera le 1100 kcal il primo giorno e le 700-800 per i giorni 2-5. Nonostante il basso apporto calorico, l’equilibro dei nutrienti garantisce il benessere psicofisico. Sembra che cicli di DMD siano in grado di ridurre fattori di rischio e i marcatori per diverse malattie legate all’invecchiamento: obesità, diabete, malattie cardiovascolari, autoimmuni, neurodegenerative, cancro. Le evidenze scientifiche sulla DMD, non consentono ancora di considerarla una cure standard, ma permettono di reputarla un’importante integrazione della terapia. Tanto più in assenza di effetti collaterali.
«Grazie al lavoro condotto da Franca Raucci e Claudio Vernieri, i due primi autori dell’articolo – prosegue Longo – abbiamo osservato, in esperimenti con topi affetti da leucemia, che la dieta mima digiuno può neutralizzare in parte i linfociti tumorali. Ciò sembra avvenire in parte grazie alla riduzione dei livelli di fattori di crescita, che di per sé pare rallentare la progressione tumorale».
«In questo studio – ha chiarito Vernieri – sono anche stati esaminati gli effetti di otto cicli consecutivi di dieta mima digiuno in due pazienti affetti da LLC. Abbiamo osservato che, dopo 5-6 anni di approccio watch and wait, per nessuno dei due è stato necessario iniziare un trattamento farmacologico. Si tratta di un risultato preliminare ma promettente».
Mentre la forma aggressiva dev’essere trattata immediatamente, per la LLC indolente i medici spesso seguono una strategia di watch and wait (in italiano, letteralmente, “osservare e attendere”). Tale approccio consente di monitorare l’evoluzione clinica dei pazienti e di iniziare trattamenti farmacologici solo in caso di segni di peggioramento.
La LLC è il tipo di leucemia più diffuso nei Paesi occidentali (15-20% di tutti i casi di leucemia) e ha un’incidenza di 1-2 casi all’anno ogni 100.000 individui.
«È una malattia complessa – premette Longo – con forme indolenti e aggressive che richiedono approcci terapeutici distinti».
I pazienti che manifestano una forma indolente mostrano una progressione lenta, mentre quelli che affrontano una variante aggressiva hanno un accumulo rapido di linfociti leucemici nel midollo osseo e nei tessuti linfoidi. L’accumulo sostituisce progressivamente le normali cellule ematopoietiche, portando infine a una citopenia ematica, ossia a una carenza di tutti gli altri tipi di cellule e componenti essenziali del sangue, tra cui un’estrema riduzione dei livelli di piastrine e dell’emoglobina, con effetti potenzialmente letali.
Se sarà validata clinicamente in studi clinici con ampie casistiche, la DMD potrebbe essere utilizzabile per il trattamento della leucemia linfatica cronica, soprattutto per i pazienti anziani, sottoposti come sono a molteplici farmaci che attivano il sistema immunitario e che causano forti effetti collaterali.