
In base a un’istantanea scattata negli Stati Uniti ma che rappresenta piuttosto fedelmente anche il resto del mondo che si scontra con il problema di sovrappeso e dell’obesità, il 42% dei tumori sono correlabili a questi due fattori di rischio, ma solo l’8% dei casi trae origine da essi. Il che significa che la maggioranza delle persone che si ammala di un cancro sensibile all’eccesso di peso corporeo sviluppa una malattia nella quale sovrappeso e obesità c’entrano solo in un caso su cinque. Da qui ne è disceso un atteggiamento tendente a non vittimizzare le persone obese. Un atteggiamento che ha suggerito ad alcuni esperti di condividere una posizione di buon senso che, tuttavia, può sembrare un po’azzardata data la narrazione colpevolizzante che va per la maggiore. Ricordando le parole Karen M. Basen-Engquist, oncologa dell’Università MD Anderson Cancer Center di Houston (Texas), in un articolo apparso sul portale di Madscape, viene detto che le persone obese non devono necessariamente dimagrire per essere più sane, e neppure devono passare a uno stato di iperattività fisica per molte ore la settimana, se la condizione di partenza è di sedentarietà totale. A rinforzo di questa posizione più accomodante si citano studi nei quali si dimostra che chi ha accelerato la perdita di peso, sottoponendosi a trattamenti vari, compresa la chirurgia bariatrica, per andare incontro a un calo di peso ragguardevole, in realtà si è esposto a maggior probabilità di incontrare la malattia oncologica obesità-correlata nel medio periodo. Una recente analisi ha infatti rilevato che le persone che hanno perso peso negli ultimi due anni attraverso la dieta e l’esercizio fisico hanno manifestato un rischio più elevato di contrarre una serie di tumori rispetto al gruppo di controllo che non è calato di peso, anche se, nel complesso, l’aumento del rischio è stato piuttosto basso. All’opposto vi è la posizione radicalizzata. Anzi, considerata la crescente incidenza dell’obesità – che attualmente colpisce circa il 42% degli adulti statunitensi, guarda caso la stessa percentuale dei tumori obesità-correlati (sic!), non sorprende che molti studi abbiano approfondito i potenziali effetti dell’eccesso di peso sui tassi di cancro. In uno studio dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), ormai risalente a otto anni fa (2016), si evidenzia che sono oltre una dozzina i tumori che derivano da un eccesso di peso corporeo, in base a una rassegna di oltre 1000 studi epidemiologici focalizzati su questo tema. L’elenco comprende l’adenocarcinoma esofageo e il cancro dell’endometrio – associati al rischio più elevato. Nell’analisi IARC, le persone con obesità grave avevano un rischio 7 volte maggiore di cancro dell’endometrio e 4,8 volte maggiore di adenocarcinoma esofageo rispetto alle persone con un BMI (indice di massa corporea) normale. Inoltre, tumori del rene, del fegato, dello stomaco, del pancreas, del colon-retto, del seno in postmenopausa, della cistifellea, dell’ovaio e della tiroide, oltre al mieloma multiplo e al meningioma. Esistono prove ma meno stringenti che collegano l’eccesso di peso ad altri tipi di cancro, tra cui il cancro alla prostata aggressivo e alcuni tumori della testa e del collo. Uno studio del 2018 dell’American Cancer Society, che ha tentato di stimare la percentuale di tumori negli Stati Uniti attribuibili a fattori di rischio modificabili – tra cui il consumo di alcol, l’esposizione ai raggi ultravioletti e l’inattività fisica – ha rilevato che il fumo rappresentava la percentuale più alta di casi di cancro. Il fumo era primo con un ampio margine (19%), ma l’eccesso di peso è arrivato secondo (7,8%). Infine, uno studio pubblicato su JAMA ha rilevato che tra 5.053 persone sottoposte a chirurgia bariatrica, il 2,9% ha sviluppato un cancro correlato all’obesità in 10 anni rispetto al 4,9% del gruppo non chirurgico.Per Karen M. Basen-Engquist, che non nega queste evidenze, è meglio parlare di una fitta rete di relazioni che impattano in maniera differente. A suo parere, il tipo di associazione che s’instaura fra i vari tipi di cancro, varia a seconda dei casi. Se si tratta di tumori sensibili al cambiamento ormonale, come il cancro al seno e all’endometrio, il grasso corporeo può alterare i livelli ormonali in modo da stimolare la crescita del tumore. Il tessuto adiposo in eccesso può, per esempio, convertire gli androgeni in estrogeni, che aiutano i tumori estrogeno-dipendenti a svilupparsi. Negli altri casi, invece, le evidenze sarebbero meno forti.