
Uno studio internazionale svela il potere terapeutico dell’attività fisica dopo la chemioterapia. La ricerca, successivamente pubblicata sul prestigioso New England Journal, è stata condotta dal 2009 al 2024 su 889 pazienti in 55 centri di sei paesi diversi, ha confrontato due gruppi: 445 pazienti assegnati a un programma di esercizio strutturato e 444 pazienti che hanno ricevuto solo materiale educativo sulla salute per un periodo di tre anni.
I risultati, dopo un follow-up mediano di 7,9 anni, sono stati sorprendenti: la sopravvivenza libera da malattia a 5 anni è stata dell’80,3% nel gruppo che ha fatto esercizio fisico contro il 73,9% nel gruppo di controllo, con una differenza di 6,4 punti percentuali. Il rischio di recidiva della malattia, nuovi tumori primari o morte è risultato ridotto del 28%.
Come funzionava il programma
Il programma di esercizi durava 3 anni e prevedeva incontri regolari con un consulente di attività fisica. Nei primi 6 mesi, i pazienti ricevevano sessioni di coaching di persona ogni settimana, che venivano poi ridotte a una sessione al mese, in presenza o online.
L’obiettivo era quello di supportare le persone a raggiungere il loro target settimanale di esercizio in un modo che funzionasse per loro, che poteva essere una camminata veloce per circa 40 minuti ogni giorno, ma alcuni pazienti praticavano anche lezioni di circuito, ciclismo, nuoto e molte altre attività.
Un risultato rivoluzionario
Il professor David Sebag-Montefiore dell’Università di Leeds ha definito i risultati “notizie eccellenti per i futuri pazienti con cancro intestinale [il riferimento è a ogni tipo di cancro che si sviluppa nell’intestino, compreso il colon, il retto e l’intestino tenue, ndr]” e ha parlato di “svolta emozionante nel miglioramento progressivo dei tassi di guarigione ottenuto attraverso la ricerca all’avanguardia in chirurgia, patologia, radioterapia e chemioterapia negli ultimi 30 anni”.
Gli autori dello studio hanno raccomandato che i programmi di esercizio strutturato dovrebbero far parte dello standard di cura per il cancro al colon dopo la chemioterapia adiuvante.
Implicazioni per la pratica clinica
Lo studio rappresenta la prima evidenza di livello 1 che dimostra in modo definitivo che l’esercizio fisico può migliorare gli esiti oncologici. Fino ad ora, esistevano solo studi osservazionali e preclinici che suggerivano questo beneficio, ma mancavano prove da trial randomizzati controllati.
Caroline Geraghty, infermiera specializzata di Cancer Research UK, ha spiegato che “essere attivi ha molti benefici, e questo studio mostra che l’esercizio non migliora solo il benessere, ma può anche aumentare le possibilità di sopravvivenza al cancro del colon”.
La sfida ora è integrare questi programmi di esercizio nella pratica clinica, assicurando che tutti i pazienti oncologici in fase di recupero abbiano accesso a un supporto personalizzato per aiutarli a vivere vite più lunghe e migliori.