
In una nota a margine di un manuale redatto dalla Harvard Medical School nel quale vengono dati consigli per dormire meglio, il sonno insufficiente è definito un ladro della notte, con l’avvertenza che i danni che crea sono molto più consistenti delle ore di sonno mancato. Quest’ultimo, infatti, viene riscontrato tra gli indizi di depressione, nei guadagni di peso in rapida ascesa e persino nei banali raffreddori. Inoltre, può portare ad un aumento del colesterolo e ad un aumento della pressione sanguigna e può raddoppiare il rischio di malattie cardiache per una donna, mentre per un uomo ogni quattro con problemi di sonno s’affaccia la complicazione dell’apnea ostruttiva.
È altresì noto che il lavoro a turni ha molteplici effetti negativi sulla salute fisica e psicologica, esacerbando i rischi di ansia, depressione, malattie cardiovascolari, ictus, disfunzioni endocrine e persino aumentare la probabilità di malattie come il cancro al seno. Il quadro clinico appena delineato tuttavia non è ancora completo. In uno studio appena pubblicato sulla rivista «BMC Public Health» i ricercatori esplorano la relazione tra lavoro e turni notturni entrando nel merito dei disturbi del sonno da lavoro notturno (SWSD) e dei problemi di eiaculazione precoce (PE). L’assioma di partenza è che i turni di lavoro influenzano la secrezione di numerosi neurotrasmettitori e ormoni associati alla PE.
Con lo sviluppo dell’industrializzazione, un numero crescente di aziende ha adottato un sistema di lavoro a turni 24 ore su 24 per aumentare la produttività. Inoltre, alcune professioni come quella infermieristica e quella di polizia richiedono turni di lavoro per garantire la copertura di personale per le 24 ore. Si stima che quasi un quinto dei dipendenti in tutto il mondo sia impegnato in una qualche forma di lavoro a turni.
Da aprile a ottobre 2023, i ricercatori dello studio citato hanno condotto un sondaggio trasversale in cinque regioni della Cina per esplorare gli orari di lavoro, la qualità del sonno e la funzione sessuale dei 1239 partecipanti alla loro survey, di cui 840 lavoratori non a turni e 399 lavoratori a turni (148 con SWSD e 251 senza SWSD). L’indagine campionaria è stata condotta in due città in ciascuna delle cinque regioni geografiche della Cina.
Rispetto ai maschi il cui lavoro era senza turni, quelli coinvolti nei turni e quelli affetti da SWSD avevano punteggi significativamente più alti in base allo strumento diagnostico messo a punto per riscontrare l’eiaculazione precoce. Inoltre, i ricercatori hanno identificato un sonno giornaliero inferiore a sei ore, nei soggetti affetti da depressione, ansia, diabete, iperlipidemia, consumo frequente di alcol (più di due volte a settimana) e disfunzione erettile come fattori di rischio per l’EP.
A quanto pare, i frequenti passaggi tra i turni notturni e quelli diurni possono interrompere i ritmi circadiani, cosicché una percentuale considerevole di lavoratori sottoposti a turni soffre di SWSD, caratterizzata da eccessiva sonnolenza, insonnia o una combinazione di entrambi.
Studi precedenti avrebbero indicato che l’insorgenza dell’eiaculazione precoce è influenzata da una varietà di neurotrasmettitori (come serotonina, dopamina, acido γ-aminobutirrico) e ormoni (come il testosterone) che sono, a loro volta, regolati dai ritmi e dalla durata del sonno. Pertanto, i ricercatori dello studio cinese hanno postulato che i turni e i disturbi del sonno potrebbero potenzialmente influenzare indirettamente il verificarsi dell’eiaculazione precoce influenzando la secrezione di neurotrasmettitori centrali e aumentare il rischio di altre malattie associate.
Il questionario che hanno adottato raccoglieva dati su età, altezza, peso, istruzione, stato civile, ipertensione, diabete, iperlipidemia, fumo, consumo di alcol, turni di lavoro, qualità del sonno e funzione sessuale.
I criteri di inclusione erano maschi di età compresa tra 18 e 60 anni; individui con un coniuge o una fidanzata stabili impegnati in attività sessuali regolari; nessuna grave condizione medica di base, come gravi lesioni del midollo spinale, paraplegia o tumori maligni avanzati. I criteri di esclusione includevano: persone con anomalie psichiatriche; intervistati le cui risposte al sondaggio erano contraddittorie o che hanno fornito dati incompleti; completamento dei sondaggi in meno di tre minuti, che si ritiene riflettessero l’insincerità nella risposta.
I risultati suggeriscono che gli uomini impegnati nel lavoro a turni, in particolare quelli affetti da SWSD, hanno maggiori probabilità di riscontrare problemi di EP. Combinando i risultati di questo studio con quelli di studi precedenti, i ricercatori hanno ipotizzato che le alterazioni metaboliche, che causano disturbi mentali e psicologici e che influenzano la secrezione dei neurotrasmettitori centrali, creano potenziali percorsi attraverso i quali il lavoro a turni influenza l’eiaculazione precoce.
In particolare, gli uomini che hanno dormito meno di sei ore al giorno hanno avuto un rischio significativamente maggiore di EP.
La raccomandazione per i turnisti è dunque di garantirsi un sonno adeguato, di mantenere abitudini alimentari regolari e di promuovere uno stile di vita positivo per mitigare l’insorgenza di SWSD. Dovessero insorgere sintomi di SWSD, il consiglio è quello di modificare tempestivamente gli orari di sonno e di lavoro, cercando assistenza medica, se necessario, per ridurre il danno fisico e psicologico complessivo indotto dai turni di lavoro.