L’esercizio fisico migliora la qualità di vita nelle pazienti con cancro al seno metastatico

Un innovativo studio clinico randomizzato condotto su scala internazionale rivela che l’esercizio fisico supervisionato, strutturato e personalizzato offre benefici significativi alle pazienti con cancro al seno metastatico, migliorando sensibilmente la loro qualità di vita e riducendo la fatica, uno dei sintomi più debilitanti associati alla malattia.

La ricerca, denominata PREFERABLE-EFFECT, ha coinvolto 357 pazienti con cancro al seno metastatico provenienti da otto centri di studio distribuiti in cinque paesi europei e in Australia. Le partecipanti, con un’aspettativa di vita di almeno sei mesi e senza metastasi ossee instabili, sono state suddivise in due gruppi: uno ha ricevuto le cure abituali (gruppo di controllo), mentre l’altro ha seguito un programma di esercizio fisico supervisionato della durata di nove mesi (gruppo di intervento).

I risultati, pubblicati di recente, sono stati notevoli. Dopo sei mesi di programma, il gruppo che ha praticato esercizio fisico ha riportato livelli significativamente inferiori di affaticamento fisico e una qualità di vita correlata alla salute (HRQOL) nettamente superiore rispetto al gruppo di controllo.

«Questi risultati dimostrano che l’esercizio supervisionato ha effetti positivi sull’affaticamento fisico e sulla qualità della vita nei pazienti con cancro al seno metastatico e dovrebbe essere raccomandato come parte delle cure di supporto», affermano i ricercatori nelle conclusioni dello studio.

Il professor Anne May, uno degli autori principali, sottolinea l’importanza di questi risultati: «Con circa 2,3 milioni di nuovi casi di cancro al seno diagnosticati nel 2020 a livello mondiale e quasi 700.000 decessi nello stesso anno, principalmente a causa della malattia avanzata, è fondamentale trovare interventi che possano migliorare la qualità della vita di questi pazienti».

L’intervento ha portato anche altri benefici significativi: miglioramenti nella forma fisica, nel funzionamento fisico e sociale, e riduzioni del dolore e della dispnea. Tali effetti positivi sono stati osservati già dopo tre mesi dall’inizio del programma e sono continuati per l’intera durata dell’intervento.

Lo studio ha anche dimostrato che l’esercizio fisico è sicuro per questa popolazione di pazienti. Solo due eventi avversi gravi sono stati segnalati (fratture), ma entrambi non erano correlati alle metastasi ossee e le partecipanti hanno potuto riprendere il programma di esercizio dopo un’interruzione o una modifica.

Particolarmente interessante è che i benefici dell’esercizio fisico sono stati osservati in tutti i sottogruppi di pazienti, con effetti ancora maggiori nelle partecipanti più giovani (sotto i 50 anni) e in quelle che riportavano dolore clinicamente significativo all’inizio dello studio.

Questi risultati sono particolarmente rilevanti considerando che l’affaticamento è il sintomo più comune e invalidante nei pazienti con cancro al seno metastatico, con un forte impatto negativo sulla qualità della vita. Dato che questi pazienti ricevono tipicamente trattamenti continui, i sintomi tendono a peggiorare nel tempo, portando potenzialmente a modifiche o interruzioni delle terapie, che possono influire negativamente sulla sopravvivenza.

Se da un lato le attuali linee guida internazionali basate sull’evidenza raccomandano l’esercizio fisico durante e dopo il trattamento curativo del cancro per ridurre gli effetti collaterali, dall’altro riconoscono che, nel contesto del cancro metastatico, le evidenze sono scarse. Lo studio PREFERABLE-EFFECT colma questa lacuna, fornendo prove solide che l’esercizio fisico dovrebbe essere integrato nelle cure di supporto per i pazienti con cancro al seno metastatico.

In conclusione, questo studio apre nuove prospettive nel campo delle cure di supporto oncologiche, suggerendo che programmi di esercizio fisico strutturati e personalizzati possono essere uno strumento prezioso per migliorare la qualità della vita dei pazienti con cancro al seno metastatico.