Vitamina C contro il cancro

La vitamina C è una sostanza che deriviamo dagli alimenti. La assumiamo mangiando frutta e verdura, con l’avvertenza che più questi cibi sono freschi, più l’ammontare della vitamina C (o acido ascorbico) risulta elevato. A causa di questa caratteristica, cioè per la sensibilità ai cambiamenti di temperatura, la vitamina C si pregiudica già solo al taglio e all’esposizione all’ossigeno del vegetale che la contiene. Ragion per cui è difficile da conservare e, in seguito a cottura, se ne perde la più parte.

In ogni caso, stiamo parlando di un nutriente dalle spiccate proprietà antitumorali. Vi è una vasta scelta di alimenti per l’accesso alla vitamina C. La fonte più nota sono gli agrumi, ma anche le fragole, le prugne, i meloni e i kiwi non sono da meno. Tra le verdure, i peperoni nella variante rossa sono i più ricchi di vitamina C. Questa sostanza è presente anche in tutta la famiglia variegata per forma e colore dei cavolfiori: dal cavolo bianco a quello nero, dai broccoli ai broccoletti ai cavoletti di Bruxelles; a tacere di patate, pomodori, peperoncini e melanzane. La dose giornaliera di riferimento varia a seconda dell’età e del genere del soggetto. Secondo il “National Institutes of Health”, le dosi giornaliere raccomandate per la vitamina C sono le seguenti:

• uomini adulti – 90 mg
• donne adulte – 75 mg
• gravidanza – 85 mg
• allattamento – 120 mg.

Le persone che fumano hanno bisogno di ulteriori 35 mg/die. Tuttavia, troppa vitamina C può causare mal di testa, bruciori di stomaco, vomito, diarrea, gastrite e crampi addominali, ma anche debolezza, vertigini e vampate di calore. Sebbene la dose tossica acuta per la vitamina C non sia stata determinata, la dose tossica cronica è superiore a 2g/die. Gli effetti di tossicità della vitamina C gettano luce su squarci di storia. In passato, la carenza di vitamina C provocava l’insorgenza dello scorbuto nei marinai, che vivendo per lungo tempo sulle navi, non avevano la possibilità di nutrirsi con cibi freschi. I sintomi dello scorbuto vanno dall’apatia e inappetenza all’anemia e sono accompagnati da segni di sanguinamento delle gengive, di caduta dei denti, dolori muscolari ed emorragie sottocutanee.

La vitamina C può esser utile per la donna in stato interessante, così come in chi sta vivendo la fase acuta di un’infezione. In entrambi i casi, si assiste a un aumento di richiesta di acido ascorbico da parte del metabolismo e un esame del sangue per la verifica dei valori di siero e leucociti (o globuli bianchi) è sempre dirimente. Nel senso che, quando i valori di questi due indicatori si abbassano, il medico prescrive degli integratori, quando non dei propri farmaci. È il caso, quest’ultimo, dei malati di Covid-19, che durante la fase acuta vengono curati con alte dosi di vitamina C per via endovenosa. La conferma viene da uno studio del 2020 apparso su «Pharmacological Reports», nel quale, facendo il punto delle cure in atto per contrastare l’infezione da coronavirus, la vitamina C per via endovenosa viene riconosciuta tra le poche certezze terapeutiche efficaci contro il Covid, accanto al farmaco di ampio spettro antivirale conosciuto con il nome di remdesivir. «Dato che la vitamina C è un farmaco economico – si legge nelle conclusioni di questo studio – disponibile e sicuro, con effetti benefici nella gestione delle infezioni virali e dei pazienti critici riportati in precedenti studi clinici, è sensato aggiungerlo al protocollo di gestione di Covid-19, in particolare se gli attuali studi clinici in corso che testano l’effetto della vitamina C nella gestione di Covid-19 mostrano risultati positivi».

Ma lasciando il terreno per noi improprio del Covid per tornare al consueto approfondimento sull’oncologia, è noto che, grazie ai suoi forti poteri antiossidanti, la vitamina C innalza le barriere del sistema immunitario e aiuta l’organismo a prevenire il rischio di tumori, soprattutto allo stomaco, inibendo la sintesi di sostanze cancerogene. Il suo apporto, inoltre, è fondamentale per la neutralizzazione dei radicali liberi. Neutralizzare i radicali liberi significa ridurre l’apporto di stress ossidativo: un processo che decreta la morte cellulare dei tessuti e che favorisce la crescita delle cellule tumorali.  Tutto quello che contrasta la formazione dello stress ossidativo come la vitamina C è in grado di prevenire le malattie oncologiche. Accanto alla componente genetica, lo stress ossidativo è uno dei meccanismi molecolari più frequenti nella genesi dei tumori. Tante sono le evidenze che sottolineano un ruolo importante dei radicali liberi nella formazione e nell’evoluzione della patologia neoplastica. Fatto sta che specifici interventi terapeutici miranti ad incrementare il potenziale antiossidante diventano efficaci nella prevenzione e nella gestione del decorso clinico.

Oltre che come potente antitumorale, la vitamina C è un antiossidante che viene raccomandato per la prevenzione cardiovascolare. Un’assunzione regolare di cibi con adeguato apporto di questa sostanza, contribuisce a livellare i valori di pressione arteriosa e di altri importanti marcatori cardiaci e vascolari.