
Perché non conviene mai adeguarsi all’obesità e neppure accettare di essere in sovrappeso? Fra le tante motivazioni plausibili, ve ne sono alcune che tirano in ballo perfino l’oncologia. È noto da tempo che l’obesità aumenta il rischio di sviluppare alcuni tumori e di favorirne un rapido peggioramento. Si tratta di neoformazioni neoplastiche che colpiscono esofago, colon e seno. Ma anche fegato. Negli ultimi 35 anni i casi di tumore al fegato nel mondo sono aumentati del 114%, ricorda il sito dell’AIRC. L’incremento riguarda soprattutto gli uomini dopo i 60 anni a causa dell’accumulo di grassi nel fegato, più frequente nelle persone in sovrappeso e obese. L’obesità è un fattore di rischio anche per le leucemie mieloidi acute. Oltre a essere una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica, l’obesità sembra incidere sullo stile di vita anche quando si dorme. O, meglio, quando si dorme poco. Studi epidemiologici prospettici suggeriscono che la breve durata del sonno è un importante fattore di rischio per l’aumento di peso. Tuttavia, non è chiaro se la durata del sonno può essere una strategia efficace per prevenire o invertire l’obesità. A parere di uno studio clinico randomizzato condotto negli USA e appena pubblicato sulla rivisita «JAMA», dormire di più riduce il bisogno di calorie e determina un bilancio calorico negativo che, se duraturo, è in grado di aiutare le persone a perdere peso. Lo studio ha analizzato i dati di 80 partecipanti randomizzati (età media 29,8 anni; 41 uomini e 39 donne, tutti con un BMI ≥25, ossia da “obesi”). La durata del sonno è stata aumentata di circa 1,2 ore per notte nel gruppo che ha aumentato le ore di sonno rispetto al gruppo di controllo. Risultato, il gruppo di estensione del sonno ha avuto una diminuzione significativa del fabbisogno di calorie rispetto al gruppo di controllo (in media -270 kcal/giorno). Tutti i partecipanti erano istruiti a continuare le attività quotidiane di routine a casa senza alcuna dieta o attività fisica prescritta. E fra loro, per meglio isolare l’impatto di sonno/veglia, non vi era nessuno che stava usando farmaci antipertensivi o ipolipemizzanti o altri farmaci con ricadute sia sul sonno sia sul metabolismo. Sappiamo che ad ogni incremento dell’apporto giornaliero di calorie corrisponde un aumento del peso corporeo. Secondo i modelli di previsione, un aumento anche solo di 100 kcal/die comporta una maggiorazione di peso di circa 4,5 kg in 3 anni. Uno dei fattori che favorisce il bisogno di calorie è la mancanza di sonno o una durata insufficiente del medesimo. La restrizione del sonno negli individui sani è associata a un aumento di calorie di circa 250-350 kcal/giorno in media, senza che vi sia un cambiamento in termini di dispendio energetico. Nella vita reale, è verosimile che le persone debbano incrementare le attività quotidiane per fronteggiare l’aumento di peso. Come? Facendo più attività fisica, conducendo una vita sociale più dispendiosa in termini di consumo calorico, ecc. Tutte interventi che hanno un saldo negativo in termini di fabbisogno energetico e, di conseguenza, di peso corporeo.
Come ricordano gli autori della studio clinico menzionato, una serie di misure di buon senso sono in grado favorire un sonno migliore. L’igiene del sonno consiste in raccomandazioni semplici per dormire meglio, come andare a letto e svegliarsi alla stessa ora ogni giorno, compresi i fine-settimana; dormire in una stanza buia con una temperatura confortevole; evitare le bevande contenenti caffeina prima di coricarsi; evitare il tablet prima di coricarsi, semmai sostituirlo con un libro cartaceo; fare esercizio durante il giorno; e impegnarsi in attività rilassanti prima di andare a letto. Da questo studio, per stessa ammissione degli autori, non è possibile inferire come funzionerebbe l’estensione del sonno nelle persone che già dormono abbastanza o in quelle normopeso. Inoltre, non è noto se i risultati registrati sul campione di persone monitorate, sarebbero sostenuti, migliorati o diminuiti nel tempo. Nessuno dei partecipanti ha raggiunto l’obiettivo di 8,5 ore per notte di sonno nelle due settimane di osservazione. Forse, se avessero avuto più tempo per superare le abitudini di sonno soggettive, i partecipanti avrebbero incrementato le ore di sonno.
Oltre alle sue dirette implicazioni per la salute, il sonno ha anche un ruolo significativo nella sicurezza, dato che gli incidenti legati al sonno sono all’ordine del giorno e causano lesioni o morte. Le conseguenze della perdita di sonno, dell’interruzione del ritmo circadiano e dei disturbi del sonno vanno ben oltre la guida assonnata. La nostra società dipende e prospera in base a un’operatività h 24 e 7 giorni su 7 in quasi ogni aspetto della vita: dall’assistenza sanitaria ai trasporti, dalla produzione di beni a quella di energia, di sicurezza ecc. Forse, per dimagrire e per tutto quello che ne consegue, converrebbe darsi una regolata.