Prevenzione, quando la verdura non funziona

Le raccomandazioni per la prevenzione oncologica in rapporto a quello che si mangia si basano su pochi e semplici suggerimenti. Secondo il World Cancer Research Fund, sarebbe sufficiente mantenere il peso nella norma, prediligere una dieta di orientamento vegetariano, diminuire la carne di tutti i tipi, specie gli insaccati, che insieme agli alcol andrebbero ridotti a quantità trascurabili o, meglio ancora, eliminati del tutto. Quanto a frutta e verdura, a detta di Sanam Shah, giovane ricercatrice del Paris-Saclay University di Francia, che ha relazionato in materia al recente appuntamento annuale online di NUTRITION 2022, viene raccomandato di non farsi mancare l’apporto ivi contenuto di ferro, zinco, calcio e vitamina B12. Il che, tradotto in ortofrutta, significa consumare legumi, frutta secca, cereali integrali e verdura a foglia larga per l’apporto di ferro. Attingere dai semi di papavero, di zucca, di girasole e di ribes; dai cereali integrali, dalla senape, da mandorle, sedano, piselli e carote per l’apporto di zinco. La verdura a foglia verde (cima di rapa, catalogna, rucola e lattuga) ritorna per l’apporto di calcio. In alternativa, il calcio lo si ricava anche da broccoli, dai finocchi e dai cavoli. Infine, consumare cereali integrali è utile anche come fonte primaria di vitamina B12; la stessa che, abbonda nel pesce, segnatamente nei frutti di mare, nel tonno, nel merluzzo, nelle sardine e negli sgombri. Perché insistere proprio su questi nutrienti, tanto più se si è donna?  Perché a parere della ricercatrice appena menzionata, una dieta di base vegetariana che li contenga tutti aiuta a prevenire il cancro al seno. Questo stando a uno studio di popolazione che lei e altri suoi colleghi hanno condotto su oltre 65 mila donne, età media 52,8 anni, le quali, negli anni dal 1993 al 2014, sono state ripetutamente intervistate per investigare le loro abitudini alimentari, specie in fatto di consumo di frutta e verdura. Durante i 21 anni d’indagine, a 3968 donne delle 65574 di cui sopra è stato diagnosticato un cancro al seno. Coloro che hanno aderito a una dieta ricca di vegetali e dei nutrienti che abbiamo ricordato, hanno avuto un rischio inferiore del 14% rispetto alla media di sviluppare il cancro al seno, mentre coloro che hanno aderito a una dieta in cui la presenza di vegetali era limitata solo alle origini dei cibi consumati più di frequente, ovvero la frutta alla base dei succhi di frutta, le patate e i cereali raffinati alla base dei prodotti da forno e confezionati, hanno avuto un rischio più alto, del 20%, di sviluppare la stessa malattia. Il tutto a parità degli altri fattori di rischio, dal fumo di sigaretta al consumo di alcol a quello di carne, e a tutti gli altri fattori considerati predisponenti al cancro al seno. Dal che s’inferisce che basta incrementare il consumo di frutta e verdura per diminuire a medio termine il rischio di contrarre il tumore del seno in una donna nell’età della menopausa: la media anagrafica delle intervistate era infatti di quasi 60 anni.
Secondo i dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori, il rischio di tumore mammario è più del doppio nell’età della menopausa (tra 50 e 69 anni) rispetto a quello di età precedenti (fino a 49 anni). E sebbene oggi la mortalità per tumore al seno sia in continuo calo grazie a diagnosi precoce e terapie innovative, resta fondamentale la partecipazione e adesione della donna alla prevenzione. “Lo studio di Shah e colleghi sottolinea l’importanza di considerare aspetti più globali della dieta piuttosto che singoli componenti quando si esaminano le relazioni tra dieta e salute – è stato il commento benevolo di Megan McCrory, Medico e professore associato di ricerca di nutrizione presso la Boston University di Boston, Massachusetts – Come illustra lo studio, le diete d’impronta vegetariana nel loro insieme non sono sempre sane e possono anche contenere nutrienti e alimenti meno desiderabili». Gli esperti ricordano che il pasto di mezzogiorno è molto simile a quello della sera. L’unica raccomandazione è che alla sera è meglio non sedersi a tavola dopo le 20, per consentire una digestione completa prima di coricarsi a dormire. In pratica, in casa o fuori casa, si deve mangiare per un apporto di mille calorie, con un piatto di pasta o riso o cereali (150 g) conditi con olio o pomodori (senza sughi). Secondo piatto di 100 g. di carne bianca o pesce con contorno di verdure fresche o cotte. La frutta è meglio gustarla al mattino o prima dei pasti principali, perché l’apporto di acqua, a fine pasto, può allungare i tempi della digestione. Per le bevande, meglio acqua, sia a pranzo sia a cena.
Una buona alimentazione è molto importante, ma nessuna dieta può sostituire una terapia antitumorale. A parere di più di un esperto, chi sostiene il contrario, sta dicendo falsità con il rischio di mettere in pericolo la salute delle pazienti.