
Per anni lo stretching è stato considerato un’attività riservata esclusivamente agli atleti, una preparazione necessaria prima dell’esercizio fisico o delle competizioni. Ma secondo gli esperti, la realtà è ben diversa: anche semplici esercizi di allungamento praticati solo due o tre volte alla settimana possono aiutare chiunque ad aumentare la flessibilità, migliorare l’equilibrio e alleviare il dolore causato da rigidità muscolare e articolare.
Uno degli aspetti più rilevanti, riguarda la prevenzione delle cadute. Lo stretching rappresenta un metodo semplice e sicuro per prevenire cadute che possono cambiare la vita e minacciare l’indipendenza, un rischio particolarmente significativo per le persone anziane.
Un programma completo per tutto il corpo
Gli esperti di Harvard Medical School che hanno redatto un opuscolo al riguardo, propongono un approccio strutturato che comprende 35 diversi esercizi di allungamento, suddivisi per aree specifiche del corpo. Il programma include dieci movimenti per migliorare la flessibilità generale e alleviare la tensione muscolare, altrettanti esercizi specifici per il mal di schiena e allungamenti per ginocchia rigide e doloranti, oltre a esercizi di stretching mirati per migliorare la postura e ridurre il dolore a collo e spalle.
Particolare attenzione viene dedicata ai muscoli delle gambe e della parte superiore del corpo, fondamentali per attività quotidiane come camminare, correre e afferrare oggetti.
Personalizzazione e prevenzione
L’approccio dei ricercatori di Harvard va oltre la semplice esecuzione degli esercizi, offrendo anche indicazioni specifiche su quali allungamenti siano più adatti per vari sport, dal golf al tennis, dalla camminata allo sci. Viene inoltre proposta una routine di riscaldamento con stretching dinamico per sciogliere le articolazioni e aumentare il raggio di movimento.
In conclusione, il messaggio della Harvard Medical School di Boston è chiaro: lo stretching non è un lusso riservato agli sportivi, ma una pratica accessibile a tutti che può migliorare significativamente la qualità della vita quotidiana, riducendo dolori e aumentando la mobilità con un investimento minimo di tempo.
Benefici specifici dello stretching post-chemioterapia
Non solo. Secondo gli esperti dell’American Cancer Society, alcuni trattamenti chemioterapici possono causare neurotossicità, con conseguenti intorpidimenti e formicolii. Orbene, a loro dire, gli esercizi di stretching e flessibilità sono fondamentali per mantenere la forza muscolare e la flessibilità che potrebbero essere compromesse dai trattamenti.
Gestione della rigidità muscolare
La radioterapia può limitare l’ampiezza dei movimenti e causare irrigidimento muscolare, mentre lo stretching può aiutare a scomporre il tessuto cicatriziale rigido formatosi dopo l’intervento chirurgico oncologico, permettendo ai pazienti di riprendere le normali attività quotidiane.
Miglioramento della circolazione
Gli esercizi di stretching e flessibilità migliorano il flusso sanguigno e la distribuzione di ossigeno e nutrienti ai muscoli, aspetto cruciale per chi ha subito trattamenti chemioterapici che possono compromettere la circolazione.
Recupero della mobilità
Il tessuto cicatriziale che si forma dopo la chirurgia, la ricostruzione o la radioterapia può far sentire i muscoli di braccio e spalla tesi, e nel tempo, esercizi di stretching attenti possono migliorare l’ampiezza di movimento.
Raccomandazioni pratiche
Gli esperti dell’American Cancer Society raccomandano di includere lo stretching almeno due giorni alla settimana come parte di un programma completo di attività fisica. Gli esercizi di flessibilità come lo yoga possono aiutare a mantenere la mobilità e preparare il corpo per esercizi più vigorosi.
È importante iniziare gradualmente e consultare sempre l’équipe medica prima di intraprendere qualsiasi programma di esercizi, personalizzando l’approccio in base al tipo di cancro trattato e agli effetti collaterali specifici della terapia.