Psoriasi e neoplasia, nuovi farmaci per la cura della forma artritica

Perché la psoriasi non va mai trascurata? Perché è una malattia che causa fastidiose lesioni cutanee che danno prurito, dolore e disagio, e perché il processo infiammatorio alla base ha più di un tratto in comune con malattie più severe. È noto da tempo che chi si ammala di psoriasi, specie se in maniera grave, corre un rischio maggiore di ripercussioni di patologie del metabolismo (artrite psoriasica, diabete, sindrome metabolica) e di complicazioni cardiache, ma corre il rischio anche di ammalarsi di tumore.
Stando a un’analisi apparsa su «Jama Dermatology» nel novembre del 2019 è emerso che il legame fra psoriasi e cancro è più stringente di quanto si sospettava. Le statistiche emerse da questo lavoro di revisione di 58 studi hanno evidenziato che si tratta soprattutto di neoplasie della bocca, esofago, fegato, laringe, pelle, rene, pancreas e colon.
Di oggi (novembre 2021) è, invece, la notizia che la Commisione Europea per il farmaco ha dato il via libera alla commercializzazione di un nuovo farmaco per la cura dell’artrite psoriasica. L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria sistemica eterogenea, con manifestazioni distintive in più domini, comprese le articolazioni e la pelle.
Nell’artrite psoriasica il sistema immunitario provoca uno stato infiammatorio che può portare a dolore, affaticamento e rigidità delle articolazioni, oltre a causare lesioni psoriasiche.
«Siamo molto soddisfatti che la Commissione Europea abbia riconosciuto il potenziale del nuovo farmaco in grado di controllare le manifestazioni cutanee e articolari dell’artrite psoriasica – ha dichiarato alla stampa Ketty Peris, presidente della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse (SIDeMaST) – I pazienti possono trarre beneficio dal nuovo trattamento che, migliorando la sintomatologia, consente di riprendere le normali attività quotidiane con un impatto positivo sulla qualità della vita».
Il farmaco in questione si chiama risankizumab. Risankizumab nasce da una collaborazione tra le case farmaceutiche Boehringer Ingelheim e AbbVie; quest’ultima si occuperà dello sviluppo e della commercializzazione del farmaco a livello globale.
«La comprensione molto più approfondita dei meccanismi immunopatologici alla base dell’artrite psoriasica ha consentito lo sviluppo di farmaci specifici che si sono rivelati molto efficaci, quali il risankizumab – ha evidenziato Roberto Gerli, presidente Società Italiana di Reumatologia (SIR) nel medesimo colloquio con la stampa – Ora i reumatologi hanno una nuova importante opzione terapeutica per poter aiutare i pazienti a trovare un importante sollievo dai sintomi debilitanti di questa patologia».
«L’artrite psoriasica può essere molto invalidante per il dolore articolare che genera e di certo impatta sulla vita di tutti i giorni – ha detto Valeria Corazza, presidente Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO) quando ha preso la parola –  Accogliamo con favore l’approvazione europea di risankizumab e ci auguriamo che questa nuova e promettente opzione terapeutica sia resa presto disponibile in tutta Italia. Una chance in più per migliorare significativamente la qualità di vita di chi soffre di questa malattia».
Nell’artrite psoriasica reumatologo e dermatologo hanno un ruolo chiave nel percorso diagnostico del paziente e nella successiva scelta del trattamento.
«L’approvazione europea di risankizumab può aiutare i reumatologi e i dermatologi a trattare meglio una patologia che colpisce duramente le persone in età produttiva e che troppo spesso viene scoperta e trattata in ritardo – è la dichiarazione che ha rilasciato Silvia Tonolo, presidente Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR) – I pazienti devono sapere che oggi l’artrite psoriasica può essere curata efficacemente e che è possibile per loro una vita decisamente migliore».
L’approvazione europea si basa sui dati di due studi clinici di Fase 3. In questi studi, risankizumab ha raggiunto l’endpoint primario di risposta versus il placebo dopo 24 settimane, e ha raggiunto endpoint secondari, inclusi ma non limitati a miglioramenti nella gravità delle manifestazioni cliniche dell’artrite psoriasica.
La malattia psoriasica è una patologia infiammatoria cronica, nella quale segni e sintomi a carico della pelle si associano spesso a quelli tipici dell’artrite, tra cui dolore, rigidità e affaticamento – ha ricordato infine Francesco Cusano, presidente Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani (ADOI) –  Esiste un evidente bisogno clinico ancora insoddisfatto per i pazienti con tale patologia e i risultati di questo programma di studi clinici ci confermano che risankizumab è efficace nel migliorare gli standard di cura, fornendo ai pazienti e ai loro medici una nuova opzione di trattamento».