Lo stress nel paziente oncologico: un problema da non sottovalutare

Una diagnosi di tumore rappresenta una grave minaccia all’esistenza, capace di condurre in alcuni casi a disturbi d’ansia o a disturbo da stress post-traumatico. Estremamente comuni sono inoltre i disturbi dell’adattamento – l’insieme delle reazioni emozionali secondarie ai fattori di stress legati alla patologia tumorale – che coinvolgono il 20-25% dei pazienti. Il vissuto del… Continua a leggere Lo stress nel paziente oncologico: un problema da non sottovalutare

Resilienza e supporto emotivo migliorano l’aderenza terapeutica nei pazienti oncologici

La lotta contro il cancro non si combatte solo con farmaci e trattamenti medici, ma anche attraverso un approccio umano e compassionevole che metta al centro il benessere psicologico del paziente. È questa la principale conclusione di uno studio pubblicato nel 2025 sul Journal of Multidisciplinary Healthcare, che ha analizzato l’impatto delle strategie di resilienza… Continua a leggere Resilienza e supporto emotivo migliorano l’aderenza terapeutica nei pazienti oncologici

Sindrome di Lynch, come diagnosticarla per tempo

Come migliorare i percorsi di prevenzione, diagnosi e cura della Sindrome di Lynch? Dopo essere stato argomento di discussione nel corso di un convegno che si è tenuto in modalità virtuale a luglio 2024 fra membri di associazioni di pazienti oncologici, di medici e di interlocutori politici con incarichi in ambito sanitario, il tema è… Continua a leggere Sindrome di Lynch, come diagnosticarla per tempo

Quando la medicina si fa estetica

  «Gentilissimo, ha colto il dubbio che avevo a proposito delle domande. In effetti io sono una radioterapista oncologa e medico estetico. La chirurgia estetica è diversa dalla medicina estetica». L’intervista parte così, con una garbata precisazione nella quale si afferma con schiettezza che medicina  e chirurgia estetica sono due discipline mediche diverse ma affini,… Continua a leggere Quando la medicina si fa estetica

Nel trattamento del tumore del seno, i casi in cui si rende necessaria la dissezione dei linfonodi (AD) vanno gradualmente riducendosi. Tuttavia, per molte pazienti in cui si manifesta coinvolgimento linfonodale, la procedura rimane essenziale per definire la prognosi e per orientare i trattamenti adiuvanti. La dissezione dei linfonodi ascellari è però gravata da una complicanza: il linfedema, cioè l’accumulo di liquido nei tessuti molli del braccio interessato. Ne soffre circa la metà delle donne sottoposte a dissezione ascellare. Il rischio di linfedema si può però ridurre con un’innovativa tecnica chirurgica di dissezione definita SAD (selective axillary dissection) messa a punto presso la Chirurgia Generale a Indirizzo Oncologico 3 – Senologia, dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT).
«Il nostro obiettivo era di verificare se una particolare tecnica di dissezione ascellare selettiva potesse tradursi in un vantaggio in termini di morbilità associata all’intervento, quale l’edema del braccio ­– spiega il dott. Massimiliano Gennaro, autore principale dell’articolo di resoconto pubblicato su “Cancer” – Come primo passo abbiamo pubblicato uno studio pilota, seguito poi da uno studio dedicato alla safety oncologica: entrambi hanno dato esito favorevole».
Da qui l’idea di condurre un’analisi più approfondita per valutare l’efficacia della metodica con uno studio randomizzato, che ha coinvolto 130 pazienti operate per carcinoma della mammella, 65 trattate con la tecnica convenzionale e 65 con la tecnica selettiva. Anche in questo caso i dati emersi sono stati confortanti: rispetto alla tecnica tradizionale, la conservazione selettiva di una media di due specifici linfonodi ascellari, ha dimostrato di dimezzare l’incidenza dell’edema del braccio rilevato ad un anno dal trattamento chirurgico (dal 42% al 21%).

In Italia, sono ogni anno circa 60.000 le donne che vengono operate per un carcinoma mammario e ancora oggi, malgrado l’anticipazione diagnostica ed i progressi terapeutici, il 15-25 percento di loro deve essere sottoposto ad una dissezione ascellare. L’evidenza clinica acquisita dallo studio condotto dall’INT può cambiare l’approccio di cura di queste pazienti: le linee guida AIOM consideravano la SAD solo per casi appropriatamente selezionati, ma i risultati ottenuti dal gruppo del dott. Gennaro dimostrano che questa tecnica chirurgica può venire oggi destinata ad un gran numero di donne che, nel loro percorso terapeutico, richiedono la dissezione dei linfonodi ascellari.
«Questa tecnica chirurgia riduce dunque della metà il rischio di edema del braccio: si tratta di un risultato importante per il progresso delle terapie chirurgiche, un ambito in cui è piuttosto raro vedere un beneficio di questa entità” – ha commentato Gennaro – Il risultato è già stato accolto favorevolmente nella nicchia dei chirurghi senologi, tanto che la dissezione selettiva viene citata esplicitamente nelle ultime linee guida AIOM per le neoplasie della mammella, uscite nel 2021, come ‘possibile futura alternativa alla dissezione ascellare tradizionale’ per ‘la crescente evidenza di efficacia e basso rischio di recidive regionali’; ora però si tratta di divulgarlo a un pubblico più ampio».

Massimiliano Gennaro, dirigente medico di 1° livello Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, con incarico di Alta specializzazione in Chirurgia della mammella presso la Struttura complessa di Senologia.

Tumore del testicolo, l’importanza della vigile osservazione

Quasi tutti i tumori ai testicoli originano nelle cellule germinali. È quanto ricorda uno scritto divulgativo ad uso dei pazienti pubblicato online nel dicembre 2021 a cura del National Cancer Institute americano, che aggiorna le informazioni basate sull’evidenza e sottoposte a revisione paritaria su come si tratta il cancro testicolare negli adulti e nei bambini,… Continua a leggere Tumore del testicolo, l’importanza della vigile osservazione

Psoriasi e neoplasia, nuovi farmaci per la cura della forma artritica

Perché la psoriasi non va mai trascurata? Perché è una malattia che causa fastidiose lesioni cutanee che danno prurito, dolore e disagio, e perché il processo infiammatorio alla base ha più di un tratto in comune con malattie più severe. È noto da tempo che chi si ammala di psoriasi, specie se in maniera grave,… Continua a leggere Psoriasi e neoplasia, nuovi farmaci per la cura della forma artritica

Dal cancro all’infarto, passando per l’ictus

Le malattie cardiovascolari possono favorire il cancro, così come gli effetti cardiotossici di alcuni trattamenti tumorali aumentano il rischio di malattie cardiovascolari. Le cure chemioterapiche, la radioterapia e la terapia a base di trastuzumab, il nuovo anticorpo monoclonale che blocca una proteina che provoca il cancro al seno, sono in grado di causare danni al… Continua a leggere Dal cancro all’infarto, passando per l’ictus

Covid, i ritardi nella prevenzione oncologica

Dicono che il postino suoni sempre due volte. Se è così, stavolta, però, fra il primo e il secondo squillo, devono esser passati otto mesi. È questo il tempo che in media impiega la lettera con quali le ATS cittadine di Regione Lombardia raggiungono i destinatari invitandoli «nuovamente» a aderire allo screening del tumore del… Continua a leggere Covid, i ritardi nella prevenzione oncologica