
La dieta vegetariana è in grado di ridurre del 22% il rischio di cancro colorettale, una malattia che colpisce indifferentemente l’intestino e il retto. Lo afferma uno studio pubblicato di recente sulla rivista online BMC Medicine che evidenzia come questo beneficio sia stato evidente soltanto negli uomini. Lo studio ha revisionato le abitudini alimentari di una larga fascia di popolazione americana. Tra il 1993 e il 1996 sono stati arruolati circa 200 mila adulti fra uomini e donne di età compresa tra 45 e 75 anni che vivevano alle Hawaii o nell’area di Los Angeles. I partecipanti erano principalmente afroamericani, giapponesi americani, nativi hawaiani, latini e bianchi. Gli intervistati hanno completato un questionario che includeva una valutazione dietetica dettagliata. È stato chiesto loro con quale frequenza consumassero determinati cibi e bevande in base a un elenco di oltre 180 voci. Inoltre, dovevano dare informazioni sulle dimensioni delle porzioni e indicare la frequenza con cui si cibavano di ogni alimento scegliendo fra tre possibili opzioni: da “mai” a “quasi mai” fino a “due o più volte al giorno”. Per le bevande, le risposte andavano da “mai o quasi mai” a “quattro o più volte al giorno”. I gruppi di alimenti sono stati classificati come vegetali sani (cereali integrali, frutta, verdura, oli vegetali, noci, legumi, tè e caffè), vegetali meno sani (cereali raffinati, succhi di frutta, patate, zuccheri aggiunti) e alimenti animali (grassi animali, latticini, uova, pesce o frutti di mare, carne).
Il follow-up è durato quasi vent’anni. Il cancro del colon-retto è la terza neoplasia più comune e la quarta causa di morte per cancro in tutto il mondo. Le carni rosse e lavorate sono associate a un rischio maggiore, mentre i cibi ricchi di fibre sono associati a un rischio ridotto, e suggeriscono che le diete a base vegetale svolgono un ruolo importate nella prevenzione della malattia, quantunque non tutta la gamma dei cibi vegetali abbiano lo stesso apporto benefico. I cibi vegetali fanno bene grazie alla presenza di polifenoli e carotenoidi grazie alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.
I vegetali migliori sono i cereali integrali, la frutta e la verdura, gli oli vegetali, le noci, legumi come lenticchie e ceci, tè e caffè. Si ipotizza inoltre che il microbiota intestinale possa svolgere un ruolo di mediazione nella riduzione del rischio di cancro del colon-retto venendo in contatto con alimenti vegetali sani.
Ma perché ciò vale solo per gli uomini? I ricercatori hanno ipotizzato che la stessa riduzione non è apparsa fra le donne perché queste ultime, nel caso di specie, già consumavano quantità maggiori di alimenti vegetali sani e quantità inferiori di alimenti vegetali meno sani. Inoltre, al risultato avrebbe contribuito anche il ricorso alla terapia ormonale in menopausa, associabile a un rischio minor di cancro del colon-retto. Tanto più che le statistiche suggeriscono che il rischio di sviluppare il cancro del colon-retto nel corso della vita è di uno su 23 per gli uomini e di uno su 25 per le donne. Una differenza lieve, come si vede.
Sappiamo che il cancro al colon-retto è una malattia abbastanza rara prima dei 40 anni. La sua forte esplosione avviene dopo i cinquanta. Ecco perché in molti paesi tra cui l’Italia, a partire dai 50 anni le persone vengono sottoposte a uno screening di massa attraverso l’esame delle feci alla ricerca di sangue occulto, che potrebbe essere il sintomo di un pericolo incombente, se del caso da approfondire in sede diagnostica. Tuttavia, la mortalità per il cancro del colon-retto è in forte calo, con tassi diminuiti di circa il 10 per cento nell’ultimo quinquennio. Questi progressi – come suggerisce una scheda dell’AIRC – sono attribuibili principalmente ai programmi di screening, alla diagnosi precoce e al miglioramento delle terapie, sia chirurgiche sia mediche, sempre più mirate.
«Sebbene ricerche precedenti abbiano suggerito che le diete a base vegetale possano svolgere un ruolo nella prevenzione del cancro del colon-retto, l’impatto della qualità nutrizionale degli alimenti vegetali su questa associazione non è ancora chiaro. I nostri risultati suggeriscono che una dieta sana a base vegetale sia associabile a un ridotto rischio di cancro del colon-retto» è la conclusione che il primo autore di questo studio ha proposto a commento della suddetta indagine epidemiologica. È interessante notare che i maggiori benefici fra dieta a base vegetale complessiva e calo del rischio di sviluppare il cancro del colon-retto tra gli uomini era più forte nei gruppi giapponesi americani e bianchi rispetto al gruppo afroamericano, un fattore che viene attribuito alle differenze nei fattori di rischio insiti nello stile di vita più sorvegliato tra i bianchi e i giapponesi rispetto agli afroamericani. Nello studio di riferimento, gli afroamericani avevano tassi più elevati di obesità e fumo e nel complesso facevano meno attività fisica rispetto ai giapponesi americani e ai bianchi.